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Cris Tales – Una recensione tra cause e conseguenze

Game

Finalmente possiamo parlare di Cris Tales, un coloratissimo JRPG in cui passato, presente e futuro coesistono, anche in una singola schermata.

Finalmente possiamo parlare di Cris Tales, un coloratissimo JRPG in cui passato, presente e futuro coesistono, anche in una singola schermata.

Cris Tales Cover
Luglio 26, 2021
Genere
JRPG
Lingua
Audio in inglese, testi in italiano
Multiplayer
Assente

C’era una volta una giovane, che nella coda dell’occhio vedeva il passato ed il futuro.

Il triangolo no,…non l’avevate considerato.

Personalmente ho sempre creduto in Cris Tales, sin dal suo annuncio all’E3 2019, prima che anche il nostro futuro cambiasse per sempre (e il gioco subisse diversi ritardi). Perché utilizzo questo tono apparentemente drammatico? Perché di questo parla il gioco che mi sto apprestando a recensire: ogni futuro è un futuro possibile e quindi passibile di più cambiamenti e modifiche, ma la notizia migliore è che dopo varie peripezie, Cris Tales è approdato anche su Nintendo Switch e da amante degli indie l’ho approcciato come una delle possibili gemme dell’anno.

Il gioco di Dreams Uncorporated e SYCK entrò nel presente di tutti noi per via dell’artwork interamente disegnato a mano (si, una volta tanto non parliamo di pixel) e una palette di colori che tradisce la provenienza culturale dell’opera: la Colombia, a cui dobbiamo non soltanto le meravigliose policromie, ma anche gran parte delle architetture delle cattedrali (ispirate a quelle realmente esistenti) che diventeranno sfondo dei suggestivi panorami di gioco, nonché luoghi dove si manifesteranno i poteri della nostra eroina.

La storia ci mette nei panni di Crisbell, una giovane fanciulla orfana e, chi l’avrebbe mai detto, dimentica del proprio passato, ma destinata a diventare una maga del tempo. La nostra infatti, scopre molto presto di essere una specie di Marty McFly in gonnella e senza la Delorean: le schermate si divideranno in tre sezioni che ci mostreranno sempre il passato, il presente ed il futuro di quanto è possibile intravedere, andando a dar vita al twist principale che sorregge le meccaniche di gameplay. Vi troverete perciò di fronte a paesaggi le cui case appariranno in costruzione da un lato e potenzialmente diroccate dall’altro. Attraverso l’ottima caratterizzazione dei disegni non vi sarà difficile scoprire qual era l’aspetto del tale personaggio non giocante da giovane e vi addolorerete se guardando nel futuro non scorgerete più la sua forma.

Cartolina di Acqualta: com’era, com’è e…come sarà.

 A livello narrativo, quindi, la trama sarà arricchita da un ordito in cui le ambientazioni presenteranno dei puzzle che potrete risolvere soltanto procedendo a ritroso nel tempo e compiendo una determinata azione che vi permetterà nel presente di superare un determinato ostacolo. Inoltre, i personaggi non giocanti potranno essere aiutati e potrete influenzare il loro futuro dovendo operare delle scelte binarie con conseguenze quantomeno visibili: una delle prime cose che impariamo in Cris Tales è proprio il fatto che i nostri poteri non riusciranno ad accontentare tutti e dovremo convivere con i risultati delle scelte fatte. Aiuterete dunque la famiglia la cui casa sta andando in rovina o la farmacista il cui negozio sta cedendo?

Il consiglio è proprio quello di affrontare tutte le secondarie per godere ancora di più di ogni risvolto narrativo (con ulteriori scoperte che saranno meglio comprensibili al termine di una prima run) e delle varie ricompense che otterrete.

Il problema reale passa però anche dalle scelte di programmazione. Se è vero che agire in un modo piuttosto che in un altro modificherà in parte la storia aumentando il fattore rigiocabilità, la meccanica del salto nel tempo applicata agli enigmi ambientali mostra il fianco ad una ingenuità e semplicità di base che la relegano a mera gimmick: infatti, quasi tutti i salti nel passato o nel futuro, avverranno grazie al vostro compagno di viaggio Matthias, un simpatico ranocchio; questi, non solo è leggermente scomodo da controllare, ma spesso disporrà di una soluzione (unica) che sarà sempre estremamente telefonata e quantomai ovvia, eliminando completamente il trial and error.

Il tempo deperisce ancor più della spada.

Scusa se mi prendo del tempo per prenderti il tempo, malcapitato nemico.

A livello di combattimento, Cris Tales è ispirato agli RPG di stampo nipponico (scommetto che il menu di attacchi ed oggetti potrebbe ricordare lo stilosissimo Persona 5 a chi ha avuto la fortuna di giocarlo o quanto meno quello di Persona 5 Strikers). I combattimenti si svolgono a turni e fanno leva su un sistema di debolezze elementali ben noto ai fan del genere, ma significativamente marcato: proprio negli scontri la variabile del tempo sembra sfruttata a dovere e vi permette di causare effetti alquanto divertenti ed insoliti, come far invecchiare rapidamente i nemici, arrugginire gli scudi di un avversario con un rapido salto nel futuro dopo averli ricoperti di acqua, o non dover attendere che il danno da veleno (che di solito è distribuito a intervalli regolari nel tempo) finisca il malcapitato di turno, avanzando istantaneamente nel tempo e causandogli una sommatoria di danno letale.

A tutto questo dobbiamo aggiungere una chicca che i fan di Paper Mario (ma anche del recente Bug Fables) conosceranno molto bene: la componente di pressione del tasto in perfetta sincronia con il vostro colpo o con quello avversario; questo in difesa vi farà deflettere o parare gli attacchi nemici senza che vi siano inflitti status (se sarete perfetti), mentre in attacco moltiplicherà i vostri danni o darà luogo addirittura al critico.

Il combat-system risulta quindi variegato e ricco di possibilità ed in generale molto accessibile anche per i neofiti del genere (la difficoltà è tarata verso il basso) rimanendo fresco, ma anche sfaccettato e pieno di simpatiche chicche dovute alla variabile di scorrimento del tempo. Controllerete sempre un party di tre personaggi al massimo, caratterizzati in base ad affinità tipiche del genere (magia, danno fisico, supporto dei compagni tramite buff e debuff). Ne incontrerete di nuovi nel corso dell’avventura e tutti avranno una storia da raccontare, anche se il tenore generale dei dialoghi è estremamente classico e non vi sconvolgerà per originalità.

Non possiamo accontentare tutti, ma quasi.

La componente strategica/ruolistica si estrinseca anche in una seppure minimale gestione degli inventari a base di classiche pozioni curative, di mana, o rimedi ai vari debuff elementali e pozioni di resurrezione. Sarà possibile migliorare ed aggiungere effetti elementali anche alle proprie armi e modificare la progressione dei personaggi attraverso equipaggiamenti che andranno ad aumentare alcune statistiche e che talvolta ci costringeranno anche a valutarne la contropartita negativa.

Quel futuro che tarda ad arrivare…

La volontà di legarsi alla tradizione, però, fa si che la stragrande maggioranza dei combattimenti avvenga tramite incontri casuali, senza la possibilità di vedere i nemici preventivamente: gli incontri randomici sono per natura divisivi e mi sento di appoggiarli nel contesto di un titolo che comunque, soprattutto nelle fasi iniziali, spinge al grinding per scoprire e acquisire nuove abilità e poteri (i vostri personaggi ne guadagneranno di nuove ed uniche man mano che avanzate di livello). La vera pecca è che ogni incontro è preceduto da caricamenti che almeno nella versione Switch sono anche abbastanza consistenti e spezzano ulteriormente il ritmo all’azione.

Questo particolare nemico diventa piccolo quando invecchia…sei proprio tu Benjamin Button?

Il design delle ambientazioni e contestualmente dei dungeon trae la sua forza da una direzione artistica che si posiziona tra quanto di meglio potete giocare sulla nostra ibrida di fiducia. I fantastici disegni a mano rendono coerente e particolareggiata ogni città e dugeon in un 3D con sovrapposizione bidimensionale (che personalmente mi ha ricordato Octopath Traveler, ma appunto senza i pixel). La discreta complessità di alcune zone, però fa inciampare leggermente il frame rate di Switch.

Una nota sui salvataggi, che sono sempre possibili nell’overworld tra una zona e l’altra, ma sono legati a specifici save point all’interno delle varie città e dungeon.

Il suono e la performance di un libro di fiabe.

Cris Tales ha anche una colonna sonora particolarmente ispirata con qualche nota dal gusto sudamericano, ma generalmente pregna dell’epicità del contesto generale e che sembra prendere a piene mani dai JRPG classici. Grande lavoro fatto sul doppiaggio inglese che è integrale e di ottima qualità, soprattutto nell’espressione e nell’intenzione, per quanto, come detto, i dialoghi non splendano per complessità o novità. I sottotitoli in italiano sono per la maggior parte ottimi, a parte qualche traduzione estremamente letterale qua e là.

Una carrellata della corte…in un libro di fiabe.

Il titolo funziona benissimo anche in handheld, caratteristica che lo rende come al solito un plus rispetto alle versioni per console fissa, al netto dei già citati tempi di caricamento particolarmente invasivi e di un frame rate incerto in rare occasioni.

Per terminarlo impiegherete all’incirca 40 ore, anche perchè esistono diversi finali e diverse conseguenze da scoprire a seconda di quali strade percorrerete, se vi fate prendere dalla voglia del “cosa sarebbe successo se..?”.

Dopo un’occhiata al suo passato ed al suo presente, qual è il futuro di Cris Tales?

Alcuni personaggi hanno…degli animali da compagnia bellissimi.

In definitiva, Cris Tales rispetta quasi tutti i futuri possibili che aveva promesso: l’art direction è meravigliosa e vi immergerà in un libro di fiabe colorato come la Colombia e la meccanica della manipolazione del tempo risulta riuscita soprattutto nei combattimenti. Il sistema di scelte binarie, per quanto non impatti il gameplay in modo profondo, vi farà sentire il peso dell’etica anche in una fiaba

Se si chiude un occhio sui caricamenti che interrompono frequentemente l’esplorazione dei dungeon e qualche piccolo calo di frame rate in alcune situazioni, rimane da chiederci quale capolavoro sarebbe stato Cris Tales se solo SYCK e Dreams Uncorporated avessero rischiato di più con le meccaniche temporali applicate agli enigmi ambientali e all’esplorazioni, pensando a una moltiplicazione delle scelte che avrebbe sicuramente arricchito il gameplay (al netto di una difficoltà realizzativa notevole per un team indie), quando invece l’occasione rimane colta solo superficialmente per via di interazioni veramente elementari che non danno adito ad errore o a sfida alcuna. Anche con queste piccole pecche, Cris Tales riesce sicuramente a farsi notare nel panorama dei JRPG per Nintendo Switch e si pone quantomeno come uno degli indie più ambiziosi dell’anno.

Ma ancora una volta…che cosa sarebbe stato Cris Tales se i futuri possibili fossero stati maggiormente influenzabili? Se gli enigmi avessero rappresentato una sfida, anche solo di trial and error? Per fortuna c’è ancora un futuro esplorabile per questo titolo, quello di un sequel in cui ci auguriamo che le idee abbozzate possano veramente fiorire in un tripudio di petali multicolore da vagliare e cogliere uno per uno.

Anche l’Imperatrice ha deciso di chiuderla qui.
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10
8.5
Si gioca anche solo per la direzione artistica. La manipolazione temporale è felicemente integrata nei combattimenti e li rende innovativi. Tutto questo su Switch è anche portatile.
Incontri casuali inaspriti dalla lunghezza dei caricamenti. C'è un retrogusto amaro per via di enigmi ambientali guidati che non sfruttano appieno le potenzialità lasciate intravedere dalla manipolazione temporale.

MODUS OPERANDI

Ho balzato in forma di rana tra passato, presente e futuro per circa 40 ore, grazie al codice gentilmente fornito per la recensione.

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