DARQ Complete Edition – La recensione di un incubo

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Genere: Puzzle platform
Multiplayer: No
Lingua/e: Italiano, tedesco, inglese, spagnolo, francese, giapponese, coreano, olandese, portoghese, russo, cinese

Siamo in piedi, in una casa buia, poco rassicurante; alcune stanze sono addirittura fatiscenti. C’è un letto, e in mezzo alla penombra abbiamo il coraggio di poggiarci sul materasso e chiudere gli occhi. Ma il sonno porterà orrore, parlandoci per visioni simboliche fino al limite terribile di confinare con la realtà, al punto in cui sarà difficile distinguere l’uno dall’altra. Questo è DARQ.

Si tratta dell’opera della mente eclettica di Wlad Marhulets, musicista e sviluppatore nato a Minsk e cresciuto in Polonia al quale l’informazione videoludica ha dedicato una certa attenzione qualche anno fatto anche per via del rifiuto di cedere il proprio gioco in esclusiva ad Epic Games. Sviluppato da Unfold Games per Feardemic, l’apprezzato e blasonato DARQ Complete Edition arriva sulla console Nintendo nella versione, come suggerisce il titolo, corredata dei DLC.

Stringete la console e rimboccatevi le coperte: è arrivato il momento di fare brutti sogni.

Gli incubi che vivremo negli striminziti panni di Lloyd ci metteranno davanti a puzzle ambientali molto ispirati, dalla difficoltà progressiva, i quali per essere risolti richiederanno anche l’utilizzo di una particolare capacità del protagonista: quella di camminare sulle pareti ruotando lo spazio di movimento. Alla risoluzione dei rompicapi si alternano sporadiche sezioni stealth e running, per evitare le terribili creature che popolano questa dimensione onirica, e così il gameplay di DARQ scorre intuitivo e divertente, stimolante, frustrante in rarissime occasioni – nonostante l’assenza di suggerimenti per il giocatore, scelta assolutamente appropriata e in linea con l’atmosfera del titolo. Ecco, forse la sfida avrebbe potuto essere ancora più impegnativa.

Ciò che colpisce maggiormente in DARQ è la direzione artistica, e il modo in cui è stata inserita nelle meccaniche di gioco. Il mondo di DARQ è un gioiello di fantasia creepy, capace di assorbire all’interno di uno schermo buio, pieno di anfratti minacciosi, popolato da esseri immondi – e il character disegn è un altro dei pregi della produzione, esseri inumani o un tempo umani terrificanti, che sanno di una paura sì istintiva ma cerebrale, psicoanalitica, con momenti che toccano senza difficoltà l’horror e il jump scare; e il sottoscritto ha testato il gioco dopo una sessione intensa del remake di Resident Evil 3, il quale al confronto con DARQ appare, in quanto ad atmosfera, niente più che un action con i mostri, un film anni ’80 coi pupazzoni. La paura che DARQ è capace di generare non è la manifesta lama di un coltello, ma un foglio di carta macchiato dell’inchiostro di una filastrocca indicibile, i cui lati taglienti, a un movimento sbagliato, fanno sanguinare il dito.

Questo scenario da Tim Burton privato della speranza dell’infanzia si muove bene in motore Unity, che fa il suo lavoro senza troppi sforzi – non era d’altronde necessaria una resa tecnica da capogiro per rendere efficace la visione artistica del gioco – e il risultato è soddisfacente sia in portatile che sullo schermo di casa.

Il sonoro colpisce sia nelle scelte che sul versante tecnico: sono incubi muti quelli di DARQ, e quando risuonerà la musica avrà un effetto liberatorio sul giocatore, sebbene di una liberazione intrisa di tristezza e incertezza.

DARQ è un’esperienza affascinante, emozionante nella sua inquietudine grottesca. Il gioco di Wlad Marhulets racconta senza parole una storia che ci cattura, ci fa empatizzare col suo misterioso personaggio mentre viviamo incubi che sentiamo avere un significato altro, celato, con ogni probabilità, nel dolore.

Un viaggio che dura appena tre ore, allungate a quattro grazie ai DLC presenti in questa Complete Edition, La torre e La cripta. Il prezzo di lancio di €19,99 può forse stridere con la brevità dell’offerta, ma DARQ è un titolo da consigliare caldamente, perché diverte ed emoziona, tiene incollati allo schermo, angoscia e ammalia.

Un incubo che vale davvero la pena di giocare.

Sia in modalità portatile che sullo schermo di casa, con audio in cuffie, grazie ad un codice inviatoci da Feardemic.
Pro: Puzzle ambientali accattivanti situati un mondo grottesco e inquietante dalla direzione artistica ispiratissima.
Contro: Un’esperienza che avremmo voluto durasse di più.
7,5

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