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Doom Eternal – Recensione infernale

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Doomguy mette (di nuovo) le mani su Nintendo Switch Dopo una lunga settimana di lavoro, non c’è niente di meglio di un po’ di relax, soprattutto in queste uggiose giornate di fine anno. Un bel […]

Doomguy mette (di nuovo) le mani su Nintendo Switch Dopo una lunga settimana di lavoro, non c’è niente di meglio di un po’ di relax, soprattutto in queste uggiose giornate di fine anno. Un bel […]

Nintendo Switch
Dicembre 9, 2020
Genere
FPS
Lingua
Inglese, Tedesco, Francese, Spagnolo, Italiano, Portoghese, Russo, Giapponese, Cinese, Coreano
Multiplayer
1-3 giocatori online

Doomguy mette (di nuovo) le mani su Nintendo Switch

Dopo una lunga settimana di lavoro, non c’è niente di meglio di un po’ di relax, soprattutto in queste uggiose giornate di fine anno. Un bel film condito da pizza e birra può risollevare il morale come poche altre cose.

…peccato che l’Inferno abbia altri piani. E così, mentre con la coda dell’occhio noti delle strane creature entrare dalla finestra (almeno finché la testa ti rimane attaccata al corpo), le tue orecchie che stanno già roteando per la stanza captano urla provenienti dai vicini, dalla strada, da ogni direzione.

“Qualcosa non va” avrà pensato l’eroe della storia con sicuramente più macchine che paura, il nostro Doom Slayer. O più probabilmente deve aver grugnito come fa sempre, non possiamo saperlo. In ogni caso, la Terra ha sicuramente visto tempi migliori.

La Luna non sembra essere molto in forma…

L’Inferno ha deciso di farci visita, e come un amico invitato a cena che si presenta con perfetti sconosciuti al seguito, si è portato dietro un buon numero di creature poco amichevoli con cui fare amicizia.

Non c’è molto da dire su Doom che non sia già stato detto, e dal graditissimo reboot della serie nel 2016, piombato come un fulmine a ciel sereno in un panorama a dir poco stagnante per quanto riguarda il mondo FPS, ha rinvigorito quell’ancestrale voglia di massacrare demoni come se non ci fosse un domani. Beh, in realtà Doom Slayer lo fa proprio perché altrimenti non ci sarebbe, un domani.

Seguito diretto di “Doom 2016”, Doom Eternal ne estende, migliora e ribilancia l’esperienza, rendendolo uno degli FPS più dinamici e riusciti degli ultimi anni, sicuramente il migliore di quest’anno. E la recensione potrebbe anche finire qui. Su su, andate a comprarlo, non fatevi pregare.

Purtroppo mi aspetta l’amputazione di 3 falangi a caso (ringraziate il caporedattore) se scrivo meno del dovuto, quindi devo ahimè continuare. Il compito del giocatore è ancora una volta quello di impersonare Doom Slayer, o Doomguy per gli amici, nella sua infinita lotta contro le forze infernali che come ho gustosamente parafrasato nell’introduzione, sono sbarcate sul nostro bel pianeta. O meglio, ex bel pianeta. Sì perché i morti sono già miliardi, i sopravvissuti sono in fuga o nascosti e a quanto pare nessun piano sembra funzionare. Ma il nostro eroe non è un normale essere umano, è stato forgiato dal fuoco di mille battaglie e conosce fin troppo bene come prendere a BFGate in faccia i simpatici demonietti infernali.

Pronti a… strappare e squarciare? (sorry)

Come da tradizione, ci troviamo davanti ad un FPS frenetico e tattico, dove bisogna trovare le giuste soluzioni per ogni situazione ed eseguirle nel migliore dei modi. Non c’è sistema di copertura né vita auto-rigenerante. I nemici sono inarrestabili e spietati, possono scovarti in ogni angolo e rimanere in perenne movimento è l’unico modo per sopravvivere.

Non ci sono tempi morti, se non nelle aree di passaggio tra una zona e l’altra, e una volta presa la mano la sensazione è quella di trovarsi davanti ad un puzzle in movimento, dove ogni nemico ha strumento e strategia corretta per essere sconfitto, ed il giocatore migliore è quello che riesce ad adattarsi al mutare della situazione il più efficacemente possibile.

È uno di quei titoli che tendono a far finire in the zone, quello stato mentale dove si agisce puramente d’istinto, una sorta di trance che permette di dare il massimo, ritrovandosi poi dopo ogni battaglia con l’adrenalina che scorre nelle vene, provati ma soddisfatti.

Buongiorno, le interessano dei cachi?

L’arsenale a disposizione del giocatore è piuttosto classico, ma impreziosito da alcune modifiche (già viste nel precedente capitolo e sbloccabili man mano nel corso del gioco) che ne cambiano anche radicalmente il gameplay. Si va dal fucile a pompa che può anche lanciare granate alla chaingun che guadagna uno scudo difensivo, e la cosa più bella di questo sistema è che quasi ogni modifica è utile in qualche modo e ha quindi ragione di esistere.

Ma il vero fiore all’occhiello del titolo rispetto al predecessore, ciò che ne determina il ritmo più di ogni altra cosa, è la mobilità permessa da una singola ma estremamente efficace aggiunta al roster: lo scatto. Sulla carta non sembra così determinante, ma grazie ad esso ed alla sua interazione col doppio salto e con le varie pedane respingenti (che fanno molto Quake 3 Arena) sparse per i livelli, il giocatore può letteralmente girare intorno (o sopra) ad interi gruppi di avversari ad una velocità mai vista prima in un Doom, saltando da nemico a nemico e, con sufficiente abilità, sfruttando le uccisioni epiche come pit-stop per riprendere fiato e vita senza toccare terra per minuti interi. Pura velocità ed adrenalina.

Hey ho trovato una palla! Il mio cane la amerà

Il feeling ricorda molto quello dei mai dimenticati Arena shooter in effetti, il che si sposa incredibilmente bene col gameplay già visto in Doom 2016 e permette tra l’altro una più creativa costruzione delle ambientazioni, molto più verticalizzate rispetto al passato.

L’intensità delle battaglie cresce man mano che Doomguy acquisisce armi ed abilità, e tra qualche banale enigma ambientale (che comprende anche il nuoto, strano ma vero) ed alcuni nemici pensati per punire chi prima spara e poi pensa la progressione rimane lineare, con un pizzico di backtracking per il completista che è in tutti noi, reso tra l’altro più semplice grazie ad una mappa rimodellata e molto più completa di prima.

Per chi vuole saperne di più sulla lore, direi che questo Doom Eternal non delude, veicolandola attraverso documenti scritti, messaggi vocali e qualche breve cutscene che non rompe eccessivamente il ritmo dei livelli, niente di troppo invasivo insomma.

Le ambientazioni sono spesso mozzafiato

Non manca la parte multiplayer, con un inusuale e asimmetrico 2v1 dove due demoni si scontrano con Doomguy in persona in un deathmatch all’ultimo sangue. Poter controllare uno dei vari demoni che si incontrano nella campagna principale è fresco e vario, essendo tutti unici come aspetto e gameplay, e non mancano tutta una serie di achievement e oggetti estetici (aggiunti continuamente) con un sistema di stagioni tipico di queste modalità, che man mano tengono viva ed interessante l’esperienza. Non considero questa modalità il fulcro del titolo, ma è sicuramente una buona distrazione.

Ma com’è Doom Eternal su Nintendo Switch? Dopo il mezzo miracolo compiuto da Panic Button con Doom 2016, posso dire che le promesse sono state mantenute. L’approccio è leggermente differente rispetto al precedente port: è stato privilegiato il framerate su tutto il resto, e nelle mie peregrinazioni non ho notato cali importanti di fluidità se non nelle cutscene, che sono volutamente a framerate ridotto. A pagare il prezzo di questo risultato è la risoluzione che a tratti è veramente, veramente bassa, a occhio penso vada sotto i 720p piuttosto spesso, sia in modalità fissa che portatile. Personalmente privilegio sempre la fluidità ai dettagli, soprattutto in titoli del genere, ma è una di quelle cose che bisogna provare con mano per capirne l’impatto. Inutile dire che in portatile le cose migliorino parecchio e la perdita di dettaglio si faccia sentire molto meno.

ODIO i ragni, e… i cervelli

Venendo dal gioco già finito su PC ma con joypad, visto che sono purtroppo impossibilitato ad usare mouse e tastiera per giocare, il salto è stato meno impattante del previsto, ma ha richiesto comunque non poco adattamento a causa dell’intrinseco aumento di input lag sia per il framerate che per la sua minore ottimizzazione rispetto ad un PC. Alcune comodità mancano del tutto in questa versione come la modifica del Field of View (fisso penso a 70, un po’ troppo ravvicinato per i miei gusti, ma è stata anche questa una scelta atta a mantenere il più possibile le prestazioni), e il Motion Blur è del tutto assente (al contrario del predecessore, cosa che potrebbe in realtà far felici non poche persone). Presente anche la mira con giroscopio, che fa egregiamente il suo dovere ma è abbastanza “tremolante” a causa dell’alta sensibilità (che si può comunque modificare), più di altri titoli che ho provato almeno.

L’unico aspetto che per fortuna non ha subìto donwgrade è quello sonoro. Doom Eternal continua la straordinaria collaborazione tra ID Software e Mick Gordon, che firma una OST da molti giudicata non all’altezza del suo precedente lavoro, ma che a mio parere rimane uno spettacolo unico nel suo genere. Purtroppo tumulti intestini tra Mick e ID hanno fatto sì che la collaborazione finisse prima del tempo, quindi per i già previsti DLC si è dovuto scegliere un diverso compositore, ma per quanto riguarda il titolo base non posso che consigliarvi di alzare il volume quanto più potete, perché anche solo la traccia del menù principale è un capolavoro (e, per i fan di Doom di vecchia data, una vecchia conoscenza). C’è chi chiama il titolo, scherzosamente, un album metal-elettronico con gioco in regalo. Mai stato più d’accordo.

Se il buongiorno si vede dal mattino…

Doom Eternal è un capolavoro nel suo genere, e la versione Nintendo Switch è probabilmente quanto di meglio si potesse fare sulla piattaforma. Sarà anche la versione meno prestante tra quelle in circolazione ma non ha perso nulla della sua anima, e nonostante le critiche sul prezzo, sono convinto che valga ogni centesimo speso.

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Capolavoro del genere FPS, gameplay inebriante, OST che quasi vale da sola il prezzo del biglietto, ottime prestazioni in relazione al sistema.
Risoluzione molto, molto bassa, al limite dell'SD e con conseguente chiarezza visiva altalenante.

5 thoughts on “Doom Eternal – Recensione infernale

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