Void tRrLM(); //Void Terrarium, la rinascita in una recensione

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Genere: Dungeon Crawler
Lingua/e: Inglese, Giapponese

Un Dungeon Crawler valido e stiloso

Il mondo come lo conosciamo non esiste più. L’umanità ha affidato tutte le proprie decisioni ad un computer centrale in grado di scegliere al posto degli umani, per poi tornare a combattersi tra loro e a comportarsi in modo totalmente irrispettoso l’uno verso l’altro.

Link, svegliati. Ah no, sbagliato gioco scusate.

Il computer, forte di una coscienza unica e in grado di prendere una posizione, FactoryAI (questo il nome dell’intelligenza artificiale) porta l’umanità all’estinzione, forse per errore, forse per una sua scelta.

Tanti anni dopo, un piccolo animale si fonde inavvertitamente con un computer dando vita ad un robot di nome Robbie, il quale scoverà una singola ragazzina sopravvissuta alla distruzione dell’umanità, nascosta in mezzo ai rifiuti e in fin di vita.

Da qui inizia la nostra avventura in Void tRrLM(); //Void Terrarium, l’ultima creatura targata NIS America sbarcata su Nintendo Switch, e non solo. La storia fa da sfondo ad un classico Dungeon Crawler in stile Pokémon Mistery Dungeon, da cui ricava sia i grandi pregi ma anche i grandi difetti.

La trama non è ovviamente il motivo principale per cui si gioca a Void tRrLM(); //Void Terrarium, ma nella sua semplicità riusciremo comunque a godere di una narrativa toccante e profonda, che tocca certe note molto moderne sul valore della vita e su quello che certe scelte potrebbero provocare.

Esplorazione e costruzione

L’anima più profonda di Void tRrLM(); //Void Terrarium , però, è quella di un dungeon crawler con elementi rogue like. Una volta lanciati nel bel mezzo dell’azione ci troveremo a esplorare dei livelli generati proceduralmente e gremiti di nemici da sconfiggere.

Inizieremo ogni dungeon dal livello 1, e sconfiggendo nemici potremo aumentare il nostro livello e decidere su quale statistica andare a utilizzare un power up, oppure di acquisire una determinata abilità che ci aiuterà a sconfiggere uno o più nemici.

Da tenere costantemente sotto controllo è la barra dell’energia, poiché una volta arrivati a zero verremo buttati fuori dal dungeon e saremo costretti a ricominciare dall’inizio e dal livello 1.

La struttura, di per sé, è molto semplice. Ogni viaggio nel dungeon ci servirà per procacciare cibo da dare alla ragazza di cui dovremo prenderci cura, e per trovare oggetti vari utili per migliorare il terrario e non solo.

Scegliere i giusti power up sarà essenziale

Sia Robbie che i nemici si muovo nei dungeon secondo un sistema di turni, dove ogni movimento e ogni azione compiuta si traduce nell’uso di un turno, utile per i nemici per muoversi o attaccare.

Detto questo, il gioco porta con sé anche alcuni difetti tipici del genere. Ad esempio, imparare a calibrare bene i power up sarà essenziale per poter proseguire nel dungeon, poiché la curva di difficoltà si alza vertiginosamente da un piano all’alto, portandovi a rifare dungeon su dungeon diverse volte prima di raggiungere l’obbiettivo sperato.

Anche il design dei dungeon e dei nemici non risalta particolarmente, malgrado lo stile del gioco si attesti su livelli piuttosto alti e piacevoli. I nemici non sono tantissimi, e una volta imparati i relativi moveset vi troverete in vantaggio sui movimenti che faranno sulla mappa. Anche i dungeon, pur generati proceduralmente, finiscono per essere tutti identici nello stile.

Prenderci cura della ragazza non sarà così semplice

Simpatica la meccanica del “Tamagotchi“. In parole povere, dovremo tenere sotto controllo costantemente l’icona della ragazza in basso a sinistra, perché potrebbe finire il cibo (e sarà game over in caso di morte della ragazza), o potrebbe trovarsi il terrario troppo sporco per poterci continuare a vivere e dovremo sprecare preziosa energia per pulirglielo da remoto.

La soundtrack, sempre molto importante per quanto riguarda produzioni del genere, è molto bella e ben composta, e riesce a permeare l’esplorazione di un sottofondo gradevole e mai stancante.

Occhio alla posizione

Ultimo ma non ultimo, a livello grafico ci troviamo di fronte a una produzione classica di NIS America. La mole poligonale non è titanica, ma i modelli sono comunque abbastanza belli (per quanto semplici) e il piccolo Robbie risalta comunque nella sua tenerezza.

Insomma, Void tRrLM(); //Void Terrarium è una produzione piccola ma che può catturarvi per decine di ore nel suo gameplay e nell’esplorazione dei suoi dungeon. Non aspettatevi un capolavoro, ma la sua storia riuscirà comunque a toccarvi e a lasciarvi quel qualcosa che vi farà valere i soldi spesi per acquistarlo.

Giocato per una trentina di ore su Nintendo Switch grazie ad un codice gentilmente offertoci dallo sviluppatore
Pro: Divertente, stile appetibile, bella soundtrack
Contro: Ripetitivo sul lungo termine, picchi di difficoltà improvvisi
7.2

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