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Xenoblade Chronicles: Definitive Edition – Una Recensione titanica

Game

Recensione di Xenoblade Chronicles: Definitive Edition, nuova edizione del capolavoro per Nintendo Wii di Monolith Soft.

Recensione di Xenoblade Chronicles: Definitive Edition, nuova edizione del capolavoro per Nintendo Wii di Monolith Soft.

Nintendo Switch
27 Maggio 2020
Genere
Gioco di ruolo giapponese
Multiplayer
No

Dieci anni dopo, torniamo alle origini

Se c’è una cosa che la storia dell’evoluzione ci ha insegnato è che la vita non ti permette di ostacolarla. La vita si libera, si espande in nuovi territori e abbatte tutte le barriere dolorosamente, magari, pericolosamente, ma… Tutto qui.
La vita vince sempre.


Ian Malcolm

Senza confini, la vita nasce e si sviluppa attraverso millenni sul corpo di due titani, esanimi, dopo una lunghissima lotta.
Bionis e Mechonis, due creature colossali, uniche entità solide all’interno di un mare sterminato, probabilmente esteso attorno al resto del pianeta.
Qui siamo come formiche, esseri viventi dalle dimensioni insignificanti e impercettibili per il corpo che ci ospita.

Così comincia Xenoblade Chronicles: Definitive Edition, catapultandoci immediatamente all’interno di una delle ambientazioni più affascinanti mai proposte all’interno di un gioco di ruolo giapponese.
Noi siamo gli Homs, una delle specie più evolute che abitano Bionis, nel corso degli anni abbiamo esplorato il titano e siamo stati capaci di adattarci all’ambiente, costruendo colonie fortificate per difenderci dai potenziali pericoli. Oggi, siamo a un passo dall’estinzione.
La guerra contro Mechanis non si è mai realmente fermata e negli ultimi anni gli attacchi dei Mechan si sono fatti molto più frequenti e violenti.

Un anno prima dell’inizio dell’avventura, una cruenta battaglia nella Valle della Spada diede una vittoria cruciale agli Homs, guidati da Dunban, formidabile spadaccino in grado di brandire la Monade, la Spada di Luce, leggendaria lama che Bionis stesso brandì nello scontro contro Mechanis.
Oggi, la storia comincia con Shulk, destinato a impugnare nuovamente la sacra spada, in una battaglia per la sopravvivenza, padrone del proprio destino, pronto a ogni cosa pur di sopravvivere.

Ti abbiamo sempre immaginata così Fiora, dolce, bellissima…

Dieci anni fa, il progetto chiamato inizialmente “Monado – Beginning of the World” e ribattezzato in seguito Xenoblade Chronicles, vide la luce sul suolo giapponese per Nintendo Wii. Per la prima volta, il visionario Tetsuya Takahashi aveva dato alla luce un titolo completo, senza incorrere in uno sviluppo travagliato (Xenosaga) o in tagli al budget (Xenoblade).
Acclamato da critica e pubblico, Xenoblade fu consacrato come miglior gioco di ruolo giapponese del decennio, costituendo il primo capitolo di una saga che ha subito una costante evoluzione, senza tradire in termini di qualità. Xenoblade Chronicles: Definitive Edition rappresenta la terza incarnazione del classico Monolith Soft., un ritorno dopo dieci anni su Nintendo Switch, console che ospita il suo seguito numerato, oltre ad esponenti eccellenti dello stesso genere come Dragon Quest XI e Octopath Traveler.

Da Bionis siamo nati e su Bionis torneremo, inevitabilmente.
La rinascita di Xenoblade Chronicles inizia dalla ricostruzione del suo motore grafico, per risplendere in alta definizione.
Ricostruzione, in questo caso significa prendere il titolo originale e aggiornarlo, mantenendo lo stile inalterato, lavorando sulla risoluzione, su texture migliori ed effetti di luce, per avvicinarlo alla qualità visiva del suo successore. Creare da zero Xenoblade Chronicles piuttosto che puntare su un massiccio upscaling avrebbe richiesto tempi di sviluppo nettamene maggiori e il team di Takahashi, al lavoro su molteplici progetti tra cui il sequel di Breath of the Wild, è dovuto scendere a compromessi, mantenendo con il risultato finale un senso di continuità numerico nella saga dal punto di vista visivo.

Stesso stile, visivamente molto più appagante

Bionis si presenta ancora come un mondo ruvido, spigoloso, dai toni cromatici scanditi dalle ore del giorno, alternando ambienti che variano totalmente dal giorno alla notte.
Ogni zona esplorabile rappresenta una parte del corpo del titano, ognuna con un proprio ecosistema e una precisa gerarchia all’interno di esso.
Sin dai primi passi sulla Gamba di Bionis possiamo ammirare il notevole ampliamento della linea dell’orizzonte e il conseguente aumento delle aree visibili. Il numero di dettagli è sensibilmente maggiore e il lavoro sugli effetti di luce permette ad aree come le Paludi di Satorl o il Mare di Eryth di risplendere, mostrandosi in tutta la loro distopica bellezza, in un mondo in cui un spesso le aree più appariscenti risultano quelle più pericolose da visitare.

Visivamente, uno dei problemi di Xenoblade Chronicles per Nintendo Wii era rappresentato dai volti dei protagonisti, quasi anonimi e incapaci di rendere al meglio nel trasmettere emozioni durante le cinematiche. Nella Definitive Edition, i modelli poligonali sono stati completamente rifatti e il nuovo stile anime, pur mantenendosi fedele alle origini, si avvicina a quello di Xenoblade 2, risultando complessivamente come il più convincente tra i tre visti nei capitoli della saga.
I protagonisti dell’avventura sono vivi, espressivi, con una particolare cura dedicata ai morbidi movimenti del viso e del labiale, per adattarlo ai dialoghi. Di ottima fattura anche il lavoro svolto sugli abitanti di Mechanis, ricchi di dettagli, con sfumature di etere vibrante nelle armature, cicatrici dovute alle battaglie e fredde lame, spigolosi e affilati artigli capaci di incutere timore e terrorizzare mentre li vediamo attaccare Homs costituiti di carne e trafiggerli senza alcuna pietà, in una guerra in cui siamo coinvolti senza avere alcuna scelta ne risposta.

Linea dell’orizzonte più ampia, un numero nettamente maggiore di dettagli

L’obiettivo di Monolith Soft. nella creazione della Definitive Edition era quello di rendere il gioco attuale e moderno soprattutto dal punto di vista del gameplay. Xenoblade X, Xenoblade 2 e Torna nel corso degli anni hanno sperimentato percorrendo molteplici strade e perfezionando quanto di buono visto nel capostipite della saga.
I menù di gioco sono stati riscritti e gestire l’equipaggiamento del party e svolgere le missioni è decisamente più immediato.

Le condizioni da soddisfare per completare le centinaia di missioni secondarie si dividono principalmente nella ricerca di materiali, nell’eliminazione di determinati mostri o nel ritrovamento di alcuni NPC.
In ogni momento, sulla mappa di gioco verranno mostrati gli obiettivi delle missioni con dei punti esclamativi di colore rosso e completarle è spesso questione di pochi minuti. In caso la missione risulti particolarmente complessa, è possibile selezionarne una alla volta, attivando un tracciamento che ci guiderà verso l’obiettivo ed evidenziandolo sulla mappa con un punto esclamativo di colore azzurro.

Gli obiettivi sono sempre segnati sulla mappa, così come la strada da seguire

Il sistema di combattimento di Xenoblade Chronicles: Definitive Edition è in tempo reale, con una barra atb per utilizzare le tecniche speciali.
L’attacco base è automatico, per utilizzarlo basterà trovarsi nel raggio d’azione della mossa, ogni alleato può utilizzare fino a nove tecniche speciali differenti, a scelta tra quelle disponibili e specifiche della propria classe di appartenenza.
In battaglia controlliamo uno dei tre elementi schierati in campo, gli altri due sono affidati alla cpu; le mosse speciali si dividono in tecniche di cura, tecniche che infliggono status o tecniche di attacco.
Le mosse di attacco hanno effetti aggiuntivi, come un danno maggiore se utilizzate contro parti specifiche del nemico o status che possono essere concatenati tra di loro per infliggere maggiore danno.

La cpu controlla gli altri due alleati, in battaglia possiamo impartir loro ordini sulla strategia da adottare, l’intelligenza artificiale cercherà quando possibile di utilizzare tecniche da concatenare alle nostre, principalmente per fiaccare o atterrare il nemico.
Il tipo di danno inflitto si divide in fisico o d’etere, equivalente del danno magico e come da tradizione del genere, i nemici hanno particolari debolezze a status o tipo d’etere, con la leggendaria Monade a suo agio nell’infliggere danni su tutto ciò che esiste di meccanico o derivante da Mechonis.
Portando a segno attacchi speciali dovremo superare dei rapidi quick-time-action tramite la pressione del pulsante b. Ogni qte superato riempirà una porzione della barra dell’attacco di gruppo, divisa in tre segmenti, e una volta riempita, sarà possibile effettuare un attacco speciale utilizzando a turno tutti gli alleati sul campo di battaglia, per infliggere una notevole quantità di danno extra.

Passerete tanto tempo a cambiare l’ora per godervi questo spettacolo

Shulk, tramite il potere della Monade, è in grado di avere visioni degli eventi futuri. Tale abilità, in battaglia gli permette di intercettare colpi che potrebbero risultare fatali, aiutando i compagni entro pochi secondi dalla visione. Aiutare un alleato costa una porzione della barra dell’attacco di gruppo, avere una visione con la barra scarica significherà avere minori possibilità di impedire che il colpo nemico vada a segno.
Anche rianimare un alleato caduto sul campo di battaglia ha lo stesso costo, mentre curare il team durante i combattimenti è possibile solamente con l’utilizzo delle tecniche speciali.
Prendere confidenza con il sistema di combattimento richiede poca pratica e i tutorial ci guidano passo dopo passo per diventare degni eredi della Monade.

Armi e parti dell’equipaggiamento possiedono incavi in cui collocare le gemme di etere, l’energia da cui nasce ogni forma di vita presente su Bionis, presente sotto forma di cristalli ottenibili da giacimenti minerari sparsi lungo tutto il mondo di gioco oppure come ricompensa alla fine delle battaglie. Le gemme possiedono fino a sei livelli di potenza, determinata della qualità dei cristalli utilizzati e possono essere create utilizzando un’apposita fornace, a disposizione del giocatore dopo aver completato una missione.
La tensione e il calore generato durante la produzione variano in base all’affinità tra le unità selezionate per il processo di creazione e una percentuale molta alta darà vita a gemme di livello superiore, fondamentali per superare le battaglie più dure.

I tutorial sono vostri amici, date loro una chance

Il lavoro di rimasterizzazione della colonna sonora, curata da Yoko Shimomura, Tri ACE e Yasunori Mitsuda ha portato al perfezionamento di tracce che sono già nella storia del videogioco, sin dalla maestosa main theme: 3.38 minuti impossibili da saltare, in una vediamo una Monade incastonata nel terreno, mentre sullo sfondo scorre una giornata intera di Bionis, in un crescendo musicale, nella sua semplicità una delle introduzioni più belle e potenti mai create per un videogioco.

Nel mondo di Xenoblade Chronicles tutto cambia dal giorno alla notte, cambia il bioma, cambia il clima e di pari passo cambia la colonna sonora.
Giocare il titolo Monolith Soft. per la prima volta significa perdere ore ad esplorare, a scoprire un vasto mondo che cambia radicalmente e spesso ha due facce. Significa cambiare l’ora aspettando la pioggia di stelle cadenti nel Mare di Eryth, significa attraversare le Paludi Satorl rigorosamente di notte, significa fermarsi ad osservare i pezzi di un puzzle incastrati in modo perfetto, raffinato, la cui somma ha dato vita a un titolo unico, che ha gettato le basi per rivoluzionare un genere intero.

Le più grande e attesa novità della Definitive Edition è Un Futuro Comune, nuovo epilogo per il titolo e una storia inedita che si svolge un anno dopo la fine di Xenoblade Chronicles.
Protagonista del nuovo capitolo è Melia, in un viaggio assieme a Shulk che li porterà sulla spalla sinistra di Bionis, enorme area che venne esclusa dal titolo originale, recuperata per l’occasione. Un Futuro Comune presenta alcune variazioni nel sistema di combattimento e una storia dalla durata stimata di 15 ore circa, 20 per completare tutte le missioni disponibili.

Vale la pena giocare Un Futuro Comune? Si, serve a chiudere alcune questioni rimaste aperte e a rendere giustizia ad alcuni dei protagonisti, traghettando la loro avventura verso un naturale epilogo e inoltre, getta indizi sul futuro della saga e probabilmente, sul prossimo capitolo.
Un Futuro Comune soddisferà le nostre aspettative? Non siamo noi gli sceneggiatori, non siamo noi i padroni della serie, siamo solo fan che scelgono di giocare l’avventura, di viverla, e di giudicarla (possibilmente) in base alle emozioni che ci trasmette e non in base a quel che vorremmo che fosse. Xenoblade è un progetto di Monolith Soft., nasce dalla mente di Tetsuya Takahashi e solo lui ha il diritto di decidere cosa narrare, come ogni scrittore o sceneggiatore. Noi, siamo solo fan.
Non è importante conoscere prima se il nuovo epilogo connetta tutti gli Xenoblade o meno (e anche per parlarne occorre quanto meno averlo provato…), è importante giocarlo, viverlo e giudicarlo personalmente, in base alla propria esperienza.

I Noponspettori, banda di folli Nopon che ci seguiranno sulla spalla di Bionis come se fossero Pikmin…

Una grande novità è rappresentata delle modalità Casual e Pro.
La prima consente di vivere l’avventura in modo rilassato, con bonus in attacco e difesa ogni volta che scendiamo in battaglia. I combattimenti diventano meno complessi e a parità di livello venire sconfitti dagli avversari risulterà davvero difficile. Impegno e strategia sono ugualmente richiesti ma in dose decisamente minore rispetto all’avventura standard.
La modalità Pro consente di accumulare i punti esperienza guadagnati nell’avventura e spenderli per salire di livello liberamente, a nostra discrezione, eliminando la possibilità di arrivare automaticamente alle battaglie chiave troppo forti rispetto all’avversario.

Nel titolo originale l’aspetto dei protagonisti variava in base alle armature equipaggiate, la Definitive Edition consente di scegliere cosa equipaggiare e come apparire scindendo l’aspetto dall’equipaggiamento indossato, con la possibilità di sbloccare varie skin e costumi speciali proseguendo nell’avventura e completando le missioni.
L’aspetto selezionato cambierà in tutte le cinematiche del gioco, in tempo reale e visibili liberamente dalla modalità galleria, dal menù principale del gioco. Possiamo rivedere ogni filmato, decidendo liberamente anche l’ora del giorno e le condizioni meteo.

Non stiamo assolutamente indossando queste armature… si, tutto il gioco può essere giocato vestendo costumi da bagno

Le oltre 100 ore di Xenoblade Chronicles: Definitive Edition scorrono ancorate ai 30fps stabili, con rallentamenti rari in situazioni concitate e con molti elementi su schermo. Niente che possa destare preoccupazione o compromettere l’esperienza di gioco, durante l’esecuzione di alcune tecniche speciali o durante le visioni l’azione viene volutamente rallentata e il calo di frame rate risulta la maggior parte delle volte impercettibile.

La risoluzione arriva a un massimo di 720p in modalità docked e 540p in modalità portatile, anche in questo caso si verificano dei rari cali in determinate aree e come per il frame-rate, l’esperienza di gioco non ne risente, risultando stabile nel complesso e visivamente nitida, almeno in modalità docked.
Partire da 540p in portatile significa ovviamente una sensibile differenza visiva, i cali si notano maggiormente, ma complessivamente, anche grazie a uno stile grafico più “ruvido” rispetto a Xenoblade Chronicles 2, l’immagine risulta più nitida e l’esperienza si rivela decisamente migliore.
Preoccupazioni eccessive, ansia da prestazione, panico immotivato alla vigilia delle nozze.

La ricostruzione della Colonia 6 è la principale quest secondaria del titolo e richiederà molto più tempo delle altre per essere completata

Xenoblade Chronicles: Definitive Edition è difficile da classificare.
Non si tratta di un remake totale e non si tratta di una remaster, potrebbe essere definito una via di mezzo tra le due definizioni, che in ogni caso, latitano ancora di una classificazione precisa, vista anche la varietà di titoli delle scorse generazioni tirati a lucido negli ultimi anni.
Semplicemente, come suggerisce il nome, si tratta della versione definitiva di un capolavoro che ha fatto scuola e in un periodo qualitativamente mediocre come concorrenza, è salito direttamente sul trono dei giochi di ruolo giapponesi.

Dieci anni dopo, gli ingredienti che l’hanno reso un titolo leggendario sono ancora al loro posto. Un’ambientazione unica e suggestiva, una storia drammatica sin dalle prime battute, ricca di colpi di scena e di riflessioni sul ruolo che abbiamo nel mondo, sul nostro posto nel grande schema della vita e sulle decisioni che possiamo prendere per sfuggire a un destino che sembra ineluttabile. Una trama che riserva ampio spazio per ognuno dei protagonisti e che metterà a dura prova le certezze che abbiamo, tutto quello che crediamo di avere appreso sullo scontro tra i due titani.
Un mondo unico, da esplorare in ogni angolo per cogliere i piccoli minuziosi dettagli nascosti, pronti ad essere scoperti.
Un ritmo dell’avventura in costante crescendo, con sequenze che rimarranno inevitabilmente nella memoria. E una colonna sonora maestosa, memorabile, composta da nomi eccellenti e iscritta ormai da tempo nel novero delle migliori del proprio genere di appartenenza.

Benvenuti su Bionis, terrazza con vista

Xenoblade Chronicles: Definitive Edition è semplicemente un’avventura meravigliosa, narrata in modo certosino, dalle prime battute fino al finale, perfetto. Una delle avventure più belle che potete vivere su una console, l’equivalente di un libro di Neil Gaiman con elementi sci-fi, commoventi pagine che vorremmo dimenticare per poter provare nuovamente le emozioni della prima volta, a conclusione avvenuta.
Acquistatelo, giocatelo, diffondetelo, viaggi di questo calibro sono rari, veramente rari. E in una generazione di console che ci ha graziato con titoli del calibro di Xenoblade Chronicles 2, Persona 5, Dragon Quest XI e Octopath Traveler, Xenoblade Chronicles: Definitive Edition è un’ulteriore conferma che i capolavori non hanno età.

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Un'avventura meravigliosa nella sua edizione definitiva, capace ancora oggi di incantare, come dieci anni fa
Occasionali cali a livello visivo; può fare innamorare in modo eccessivo e incontrollato

MODUS OPERANDI

Ho completato l'avventura principale e il nuovo capitolo giocando oltre 80 ore, grazie a un codice fornito gentilmente da Nintendo