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Persona 5 Scramble: The Phantom Strikers – Impressioni sulla demo giapponese

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Pubblicato il
07 Febbraio 2020

Joker affronta un nuovo nemico: il genere musou

Eccoci qui a parlare di Persona 5 su Nintendo Switch. Non il Persona 5 che tutti volevano, non quello che tutti pensavano quando i vari trademark ci illudevano con quella “S” riconducibile a “Switch” ma che poi si è rivelato essere solo “Scramble”.

È davvero una cosa negativa? Sicuramente aver avuto il capolavoro Atlus sulla console ibrida avrebbe aggiunto alla libreria Switch un altro pezzo da novanta, ma analizzando la realtà e non ciò che sarebbe potuto essere, forse non è andata poi così male.

Premetto una cosa: non conosco il giapponese ed essendo la demo totalmente nella lingua del Sol Levante, tranne qualche rarissima dicitura inglese, non posso assolutamente sbilanciarmi sul lato narrativo visto che, detto davvero tra noi, non ci ho capito nulla.

Ciò però non mi esime dal dire la mia su tutto il resto, sull’esperienza di circa 40 minuti che mi ha portato a desiderare il gioco, magari però con una lingua più comprensibile. Persona 5 Scramble: The Phantom Strikers, per chi non lo sapesse, è un musou e ciò potrebbe far storcere il naso a chi il genere non lo digerisce (come il sottoscritto): eppure no, sarà l’effetto Persona 5, la colonna sonora che in questa breve sessione mi ha già fatto innamorare, non ci troviamo semplicemente di fronte ad un Persona Warriors, ma davanti ad un vero e proprio sequel di Persona 5, con un gameplay che unisce musou a jrpg.

Il tutto è già immaginabile da un comparto narrativo più profondo rispetto ai soliti musou: per quanto, ripeto, non abbia capito nulla di ciò che i personaggi si siano detti tra di loro, alcune scene animate (di qualità eccelsa) e i dialoghi che permettono di rispondere con scelte multiple (spero di non aver insultato nessuno dei miei compagni scegliendo le risposte a caso) fa intuire come al muovere tutta la trama di questo Persona 5 Scramble ci sia qualcosa di più di ciò che solitamente ci hanno abituato i musou.

Lo stesso discorso, purtroppo, non è possibile farlo per l’intelligenza artificiale: pur settando il gioco ad Hard, i nemici risultano davvero inoffensivi e restano immobili, o quasi, alla mercé dei nostri attacchi. Spero che questo sia dovuto soprattutto al fatto che ci troviamo di fronte ad una demo e, praticamente, alle fasi tutorial del gioco, ma avere una sfida così bassa sarebbe un vero peccato ed andrebbe a rendere vano tutto ciò che di buono è stato fatto per il combat system.

Le sessioni di combattimento sono davvero spettacolari, più per ciò che si vede a schermo che per la sfida in sé, come detto prima. Atlus, con i ragazzi di Omega Force, ha voluto unire ciò che di buono e amato c’è nei Persona con le infinite botte che si danno nei musou: il nostro Joker quindi ha a disposizione i Persona, poteri, attacchi combinati con i suoi compagni, sfruttamento (per quanto basilare) di alcuni elementi dello scenario per spostarsi velocemente e attaccare dall’alto.

Non ci troviamo di fronte ad un combat system profondo come possa essere quello di un Bayonetta o Devil May Cry, d’altronde il genere non è lo stesso, ma gli sviluppatori sono stati ben attenti a non rendere i combattimenti solo un premere freneticamente il pulsante di attacco. Almeno nelle intenzioni, appunto. L’IA così bassa rende praticamente inutile pensare a tattiche e non rende necessario ricorrere ad attacchi speciali devastanti; spero davvero che la demo sia solo un qualcosa di dimostrativo e che almeno a livello Hard la sfida sia molto più impegnativa.

Per il comparto tecnico, anche qui abbiamo alti e bassi. Lo stile è pienamente quello di Persona 5 e già qui i miei occhi erano pronti a festeggiare, ma purtroppo in portatile l’effetto aliasing è davvero molto marcato: la situazione migliora leggermente in dock, ma nelle scene statiche è impossibile non notarlo.

Durante gli spettacolari combattimenti, invece, abbiamo un tripudio di colori, luci ed esplosioni che fa dimenticare tutto il resto. Peccato che dei 40 minuti di demo circa mezz’ora sia occupata da dialoghi, quindi oltre a non capire nulla vista la lingua giapponese, anche l’aliasing l’ha fatta da padrona.

Persona 5 Scramble è un musou, questo bisogna tenerlo in mente: così come però hanno fatto Hyrule Warriors e Fire Emblem Warriors, anche il sequel di Persona 5 potrà essere apprezzato da tutti coloro che non amano il genere visto l’impegno di Atlus e Omega Force nell’offrire qualcosa di più profondo sia lato gameplay che di trama.

Solo una demo, l’uscita occidentale è ancora lontana, ma speriamo che tra localizzazione, aggiustamento del livello di difficoltà e una pulizia grafica migliore Persona 5 Scramble possa davvero almeno avvicinarsi alla bontà del suo prequel.