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La pluripotenza di Kirby – Le teorie del Professor Strambic

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Pubblicato il
08 Novembre 2019

Proviamo ad immaginarci la scienza dietro il nostro Kirby

Più volte vi sarete chiesti da dove derivino abilità e poteri che i protagonisti dei videogiochi riescono a sfoggiare perché… perché sì. È probabile che anche loro non abbiano una risposta concreta da darvi e nemmeno le menti che li hanno partoriti. Per fortuna, scienza e un pizzico di fantasia possono rispondere alle vostre perplessità. Questa rubrica non spiegherà il senso della vita né cosa accadrà dopo la morte, ma proverà a smascherare i segreti di personaggi iconici adottando il magico metodo scientifico. Più o meno.

La pluripotenza di Kirby

Così tondo, così rosa, così carino, così… embrionale!

20 centrimetri di altezza, di una sfericità quasi ridicola, consistenza di un marshmallow, rosa Barbie, muto peggio di Link e arti appena abbozzati. Ma ha anche dei difetti. Kirby è icona della filosofia Nintendo sin dalle origini e i suoi giochi hanno sempre seguito un connubio indissociabile: divertimento e semplicità. Semplicità tuttavia solo apparente, in quanto le meccaniche che da sempre governano il suo gameplay, soffice quanto immediato, nascondono una profondità mica da ridere. La pallina rosa è infatti in grado di assorbire i suoi nemici e in gran parte dei casi acquisire i loro poteri. Non solo: alcuni alimenti, come i leccalecca, gli forniscono una temporanea invincibilità. Non sarà un po’ troppo per un esserino che a vederlo sembrerebbe avere come unica funzione quella di decorare il divano a mo’ di cuscino?

Eppure, ragionandoci un po’ su, per la scienza spiegare quest’invidiabile adattabilità non potrebbe essere più semplice. Bisogna tuttavia introdurre il concetto di pluripotenza, una caratteristica insita nel codice genetico delle nostre cellule sin dalla nascita e che ci permette di raggiungere il grado di complessità che solo un individuo adulto può vantare. La pluripotenza è la capacità di una cellula staminale dell’organismo di moltiplicarsi e differenziarsi in una popolazione di cellule facente parte di uno specifico tessuto. I tessuti vanno poi a costituire gli organi, che poi formano gli apparati e così via. Vedendola sotto questo punto di vista, Kirby potrebbe rivelarsi un gigantesco — se vogliamo considerarlo un ecosistema microscopico — serbatoio di cellule pluripotenti, pronte ad evolversi in strutture più complesse e altamente specializzate.

Cellule staminali. Che poi, a guardarle meglio, la somiglianza con Kirby è palese.

Non è tutto. La differenziazione cellulare, almeno quella descritta sui libri, è strettamente legata ad un equilibrio, ad una storia già scritta nelle sequenze che costituiscono il codice genetico. Ciò implica che per alcune cellule vi è un destino già segnato. Per Kirby tuttavia non è così. I suoi poteri e le sue abilità nascono nel momento in cui assorbe altri esseri viventi. Per far sue le abilità dei nemici, la pallina rosa deve per forza di cose avere accesso alle loro sequenze genetiche. Ora, sappiamo tutti come le creature e i cibi del mondo di Kirby vengono assorbite.

Esatto. Vengono fagocitati.

Qui la situazione inizia a farsi molto meno fanciullesca. Vi è un solo modo per avere accesso alle molecole che costituiscono il DNA. Immaginate di scartare una tavoletta di cioccolato con decine di nocciole incastonate all’interno e fate finta che, per qualche malsana voglia, il vostro interesse ricada solo sulle nocciole. Probabilmente finireste con lo sciogliere la cioccolata per separarla dalle nocciole. O di spezzarla. Insomma, ci siamo intesi: per leggere il codice genetico dei suoi nemici, Kirby deve prima ridurli ad un gigantesco aggregato di molecole. Ora pensate all’unico organo del nostro corpo in grado di cimentarsi in un’impresa del genere. Esatto, lo stomaco.

Una volta ingerite, le vittime di Kirby vengono decomposte in gruppi di atomi e molecole, tra cui troviamo anche l’acido desossiribonucleico, ovvero il DNA. Una volta isolato, il DNA “estraneo” viene quindi assimilato dalle cellule dell’organismo di Kirby, replicato centinaia di migliaia di volte, se non miliardi di volte e, inevitabilmente, espresso. Per espressione di un gene s’intende il processo che porta alla conversione dell’informazione genetica in una macromolecola funzionale. Di fatto, Kirby si guadagna il controllo di una nuova specie di cellule che gli conferisce la capacità di lanciare palle di fuoco, trasformare il suo corpo in metallo, sputare ragnatele e quant’altro.

Potenziale trascrizione di un gene deputato alla produzione di palle di fuoco. Le macromolecole prodotte alla fine del processo potrebbero conferire a Kirby le inusuali abilità pirogene.

Ma non è tutto. La pallottola rosa è in grado di combattere con armi di vario genere e con gli oggetti più disparati. Può persino fare uso di intrugli chimici. Se gli arnesi da battaglia vengono ereditati fisicamente dai nemici assorbiti, lo stesso non possiamo dire della destrezza con la quale essi vengono adoperati. È quindi molto probabile che Kirby riesca a far suoi anche i ricordi delle vittime — una sorta di eredità motoria — convertendo gli impulsi elettrici generati dalla loro rete neurale in informazioni che vengono immagazzinate all’interno del suo cervello. Nei vari giochi il suo animo nobile e la sua forza di volontà riescono ad inibire impulsi maligni, ma cosa accadrebbe se, per esempio, dovesse assorbire i ricordi di una creatura troppo forte da controllare? E magari con una spiccata attitudine al caos e alla distruzione? Cosa accadrebbe se fosse sopraffatto da un individuo come Ganondorf?

La Bestia delle Tenebre che ottiene il potere di assorbire altro potere. Fuggite, sciocchi!

Certo, rimarrebbe una simpatica pallottolina agli occhi degli altri, ma con un terribile potere nascosto. A quel punto, è probabile che nemmeno Link e Zelda riuscirebbero a fronteggiare una simile minaccia: Ganondorf col potere di assorbire le abilità dei suoi nemici, in grado di assimilare i ricordi dei suoi avversari. Ganondorf che si impadronisce della Triforza, la ingoia in un sol boccone e si guadagna la potenza di un vero e proprio dio. Avremmo a che fare con una macchina perfetta e totale, dal potenziale infinito e col solo obiettivo di distruggere il mondo, se non l’intero universo.

Tirate quindi un sospiro di sollievo, perché Kirby non lo incontrerà mai nelle sue avventure e quindi non gli salterà mai in testa di ingurgitarlo. Salvo che Nintendo non s’inventi qualche strampalato crossover. Magari uno dove tutti i personaggi più famosi del mondo dei videogiochi se le danno di santa ragione.

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