Trine4

Recensioni

Trine 4: The Nightmare Prince – Una recensione da favola

Scritto da

Pubblicato il
18 Ottobre 2019
Trine4
Genere
Puzzle Platform
Lingua
Italiano, Inglese, Francese, Portoghese, Spagnolo, Tedesco, Russo, Coreano, Cinese, Giapponese
Multiplayer
2-4 giocatori
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Un mago, una ladra e un cavaliere entrano in un bar…

C’era (ancora) una volta, in un regno lontano lontano, un principe i cui incubi e visioni oniriche si tramutavano in mostri brutalmente selvaggi. Ad affrontarlo furono chiamati tre prodi dalla fama indiscussa, gli Eroi del Trine. Senza pensarci Amadeus, il mago, Pontius il cavaliere, e Zoya, la ladra, partirono per affrontarlo e riportare la pace nel reame.

Aaancoraa tuuu, ma non doveva rivederci più?

Dopo aver portato i primi tre capitoli su Nintendo Switch, Frozenbyte, studio di sviluppo finlandese, propone anche il quarto in contemporanea con le altre console. Trine 4: The Nightmare Prince segna il ritorno della serie alla formula che l’ha resa celebre con i primi due capitoli distanziandosi del tutto dalla poco apprezzata tridimensionalità del terzo capitolo (lo so, sembra un gioco di parole).

Prima di parlare del gioco sappiate che si può saltare su una foca. SU UNA FOCA CAPITOH?

Il gioco è infatti un platform bidimensionale basato sull’esplorazione, forse fin troppo, lineare dei livelli intervallata da vari enigmi ambientali e da alcune battaglie molto semplici. Come i precedenti capitoli, per completare i puzzle è necessario destreggiarsi nell’uso di tutti e tre i personaggi principali: Amadeus può risolverne alcuni con l’uso della magia sollevando casse e creando oggetti, Zoya è abilissima nell’uso delle corde ed è un’ottima arciere mentre Pontius è in grado di utilizzare il suo scudo per direzionare raggi di luce, oltre a essere un giustiziere senza pietà nelle battaglie. Proprio quest’ultime risultano essere il punto più debole del gioco: la loro difficoltà si mantiene bassa per tutta l’esperienza risultando poco appaganti e riducendosi, spesso, a un “colpisci a caso con Pontius finché il mostro non muore”.

Ammetto che le boss battle hanno il loro perché

Di tutt’altra fattura sono gli enigmi: sfiziosi e mai banali senza, al contempo, risultare ostici. Certo, spesso si ha la sensazione di già visto, sia rispetto i capitoli precedenti sia per quanto riguarda puzzle simili tra loro in-game, ma il gioco accompagna il giocatore per mano nel corso di tutti e 8 i capitoli con una progressione a prova di bambino, lasciandosi fruire senza portare mai alla noia. Di conseguenza il gioco è facilmente apprezzabile anche da chi si approccia alla serie per la prima volta. Arrivati ai titoli di coda, dopo solamente circa 8 ore di gioco (purtroppo), vi sentirete soddisfatti, su questo non c’è dubbio. Oltre alla lineare progressione nei livelli, nel gioco è presente anche un classico albero delle abilità sebbene, anche qui, venga lasciato poco spazio all’autonomia tattica del giocatore risultando un po’ troppo scarno e anch’esso lineare. Queste piccole pecche, non ritengo infatti che influiscano più di tanto sull’esperienza di gioco, sono però ripagate da un comparto tecnico che definire da favola è un eufemismo.

Portal sei tu?

Trine 4, infatti, segue la tradizione della serie ed è interamente realizzato in tre dimensioni nonostante sia un platform 2D. Graficamente parlando le texture appaiono ottime e gli effetti post-produzione non fanno mai, ma proprio mai, storcere il naso. Le ambientazioni spaziano dai castelli alle paludi, dai fondali ai boschi, e spesso vi sembrerà di star ammirando un cortometraggio animato di pregevole fattura. Complice di ciò anche la trama che, senza infamia e senza lode, si fa seguire esattamente come fosse una fiaba della buonanotte. Il tutto condito con una colonna sonora in grado di amplificare l’atmosfera favolistica che già permea il gioco e da un doppiaggio (anche in italiano) degno delle migliori produzioni animate. Tutto questo sia che giochiate sulla TV comodamente sdraiati sul divano sia che siate in mobilità: a parte il consueto calo di risoluzione non ho infatti notato cali di frame-rate o altro che possa influire sull’esperienza di gioco in modalità portatile.

Tutt’appost’?

In ultimo, il gioco introduce anche una modalità multiplayer sia offline che online. Funzione che consente di affrontare i livelli in compagnia con amici o con la community che popola i server del gioco. Sicuramente l’esperienza risulta più divertente in questo modo ma, opinione di chi scrive, va a snaturare l’esperienza. Trine si basa infatti sul districarsi tra le abilità dei tre protagonisti e averli tutti sullo schermo contemporaneamente rischia di banalizzare diversi degli enigmi che dovrete affrontare nel corso dell’avventura.

Vi lascio con la mia Zoya (<3) che si diverte con la sua amata corda

Trine 4: The Nightmare Prince torna dunque agli albori della serie, non rivoluzionandola né facendola sfigurare. È un titolo sfizioso che non disdegna i neofiti e che strizza l’occhio agli appassionati, ma proprio per questo può risultare banale a chi cerca un’esperienza profonda e complessa. Con le sue atmosfere vivaci e favolistiche è però in grado di conquistare chiunque, regalando ore spensierate e puzzle soddisfacenti. Non possiamo che consigliare Trine 4 agli amanti della serie ma, soprattutto, a chi non disdegna mai un buon puzzle-platform e apprezza atmosfere colorate con narrazioni fiabesche.

7.8
Un puzzle-platform 2.5D buono, con enigmi sfiziosi e un'ambientazione favolistica impareggiabile. Ottimo per i novizi, rende onore alla serie di cui fa parte...
...senza però rinnovarla. Progressione troppo lineare e spesso ridondante, battaglie semplici con battle-system monotono e banale.
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