Libero Pensiero

Il giorno in cui scoprii per caso Xenoblade Chronicles

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Pubblicato il
06 Settembre 2019

L’annuncio avvenuto durante il Direct ha risvegliato ben più che un ricordo

Nella vita di un videogiocatore, purtroppo, non sempre tutto va per il verso giusto. Il giocare tanti titoli uno dietro all’altro porta inevitabilmente ad una condizione di noia videoludica, stato in cui la voglia di giocare a un qualsivoglia titolo si azzera inevitabilmente.

Questo articolo è da leggere assolutamente con questa canzone in sottofondo

Tale situazione può verificarsi anche più di una volta (e nel mio caso si è presentata in ben 3 situazioni diverse), ma in qualche maniera c’è sempre un modo per uscirne. In molti pensano che basti non giocare per un po’ di tempo, staccarsi da quello che è il nostro medium ludico preferito per potersene poi re-innamorare. Succede, però, che queste situazioni necessitino del gioco giusto al momento giusto.

Ed è così che, quasi per caso, ho conosciuto Xenoblade Chronicles.

Pubblicità e Main Theme

Come avrete capito, Xenoblade Chronicles per me è un gioco estremamente importante, di quelli che consiglierei anche al mio peggior nemico per renderlo felice.

Il mio primo contatto con il titolo Monolith avvenne nel 2015, durante le fasi di pubblicizzazione dell’arrivo di un gioco così imponente su una console piccola come il Nintendo New 3DS, una delle poche esclusive dedicate alla versione più potente delle console portatili Nintendo.

Lui mi ha dato amore, io gli ho dato le mie diotrie

A colpirmi, come poche volte nella vita, bastarono già le prime note del Main Theme. Dolci, soffici ma al tempo stesso piene di sentimento, ed erano appena le prime note.

The Monado –
A divine sword capable of disturbing the very fabric of existence

Le prime parole, eppure la mia curiosità aveva già raggiunto livelli stellari. Vedere per primo Mech proveniente da Mechanis, la prima volta la Monado in azione, il primo pezzo di gameplay, ha risvegliato in me una voglia incontenibile di giocare, proprio ciò di cui avevo bisogno in quel momento.

Inutile sottolineare come, nel giro di poche ore, mi sia ritrovato catapultato nel primo negozio di videogame ad acquistare la mia copia, che ancora oggi conservo con una gelosia senza precedenti. E, ancora oggi, ascolto sovente quel magnifico Main Theme, quelle magnifiche tracce che compongono l’intera colonna sonora del gioco, fino ad una delle canzoni di chiusura più belle che abbia mai sentito.

Le lacrime su questa canzone

Son passati quattro anni e più, ho speso sul titolo più di 90 ore di gioco praticamente continuate, senza mai intervallarlo ad altro (il contatore interno del Nintendo 3DS mi segnava addirittura una sola rimozione della scheda, estratta per provare un altro gioco giusto il tempo di capire che dovevo continuare a giocare a Xenoblade). Eppure, l’annuncio di Xenoblade Chronicles Definitive Edition mi ha mozzato il fiato.

Alle 00.40, non ho potuto trattenere un sussulto di gioia, inevitabile per tutte quelle persone che, come me, sono legate ai Monolith ed a Xenoblade Chronicles per più che mera passione videoludica. E sono bastate le prime note del Main Theme per capire tutto.

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