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Pokémon Bianco e Nero, inizialmente N aveva un aspetto più “dark”

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Pubblicato il
02 Agosto 2019

E non solo lui

In un’intervista con Ken Sugimori recentemente tradotta sono emersi dettagli molto interessanti riguardo i titoli di quinta generazione: Pokémon Bianco e Nero.

Nell’intervista Sugimori ha spiegato la nascita del personaggio di N, rivelando come Masuda, director dei giochi al tempo, si occupò della sua caratterizzazione.

La richiesta era quella di un “personaggio geniale”, così gli artisti sfornarono, in ultimo, un ragazzo “cool” con sembianze androgine.



Ma il design originale era quello a seguire, un N molto più minaccioso di quello che abbiamo conosciuto nei giochi.



Nell’intervista Sugimori parla anche di Ghetsis, il leader del Team Plasma. Game Freak voleva farlo sembrare un uomo appariscente, con indosso vestiti straordinari. Ed ecco, a seguire, il concept originale di questo personaggio, molto più basso e inquietante di come poi sarebbe apparso.



Riguardo la Professoressa Aralia, invece, Sugimori afferma che per Masuda, dapprincipio, doveva essere un uomo grasso e vecchio. La sua visione si è modificata proprio grazie a Sugimori, che vedeva la figura di riferimento dei giovani allenatori come una donna in carriera.

In ultimo, la Capopalestra Aloé. Game Freak voleva che Bianco e Nero avessero un approccio etnico e culturale più ampio e decisero quindi di creare un personaggio dalle caratteristiche spiccatamente materne e rassicuranti. Tuttavia, sappiamo oggi che il grembiule di Aloé è stato successivamente trasformato in una mantella dopo le controversie razziali nate in occidente.



Cosa ne pensate di queste dichiarazioni? Meglio l’N in fase concettuale o quello che abbiamo amato nei giochi di quinta generazione?

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