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Il nuovo chipset Tegra delle console Nintendo

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Pubblicato il
13 Luglio 2019

Da Logan a Mariko

Nintendo Switch Lite non è solo una versione a funzionalità ridotte di Switch ottimizzate per l’esperienza esclusivamente mobile. Al suo interno, batterà un nuovo chipset. Ne parlammo brevemente quando Nvidia annunciò la sua nuova revisione dello Shield TV, ma ora è arrivato il momento di mettere nero su bianco un po’ delle informazioni che girano da mesi oramai.

Iniziamo con dire qual è il chipset attualmente montato su Nintendo Switch. Abbiamo al suo interno un Tegra X1, nome in codice T210. Il sistema è prodotto con una litografia a 20nm ed è composto da: 4 processori A57, 256 unità di calcolo e 4GB di memoria LPDDR4.

Questo chipset può lavorare a diverse frequenze in base alle esigenze dello sviluppatore all’interno degli step imposti da Nintendo. Si fa prima a capirlo con una semplice tabellina che stare a scrivere.

Il nuovo T214 è sempre un Tegra X1, ma realizzato con una litografia 16nm FinFet. Questo cambio porta un vantaggio immediato: minori tensioni per ottenere le stesse frequenze della litografia precedente. Il processore grafico, passa da una frequenza massima di 998.4Mhz a 1.15V del T210 a 1267Mhz a 1.050V. La potenza di un transistor scala linearmente con la frequenza e quadraticamente con la tensione.

Sapendo questo, possiamo dire che, assumendo tutto il resto costante, il T214, offre il 26% in più di performance rispetto al T210, consumando solo il 5% in più. O se preferite, allo stesso livello di performance, consumerà il 17% in meno. E questo solo lato GPU. Miglioramenti simili si avranno anche lato processore e memorie. Il T214 infatti monta LPDDR4X, ottimizzate per il minor consumo.

Questi elementi sommati, sono la ragione della maggiore longevità dichiarata da Nintendo per Switch Lite (4 ore su Breath of the Wild rispetto a 3 di Switch normale) , anche di fronte ad una batteria meno capiente, i rumor vogliono una capacità intorno all’80% di quella di Switch normale.

GRAZIE NINTENDO, MA QUALE

Ci troviamo di fronte quindi ad un die shrink, ad una ottimizzazione dell’offerta attuale. Nulla di rivoluzionario, ma naturale nell’evoluzione di una console sul mercato. Come hanno dimostrato più volte gli hacker, semplicemente aumentando la frequenza di lavoro, tutti i giochi a risoluzione dinamica migliorano in performance, senza bisogno di patch aggiuntive. La speranza è che Nintendo permetta al T214 di lavorare in punti di lavoro per garantire anche qualche performance in più.

Stando ad una richiesta alla FCC americana, Nintendo pianifica nell’aggiornare anche la console che già ha sul mercato. Switch Pro? Ad ora, tutti gli indizi puntano semplicemente ad usare il T214 anche sula versione “casalinga”, quindi un refresh di chipset su tutta la gamma. Vedremo quando questi piani si concretizzeranno.

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