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Dipendenza da videogiochi, l’OMS voterà sull’inclusione nell’elenco delle malattie mentali

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Pubblicato il
20 Maggio 2019

L’ente sarà chiamato a prendere una decisione assai complessa

La dipendenza da videogiochi, o Gaming Disorder, a breve potrebbe essere riconosciuta come un vero e proprio disturbo mentale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sarà chiamata a pronunciarsi sulla questione nell’arco dei prossimi giorni, con un’apposita votazione che avverrà a Ginevra.

Questo voto fa seguito all’inserimento del Gaming Disorder (disturbo da gioco), avvenuto lo scorso anno, nella bozza del documento Classificazione Internazionale delle Malattie, detto anche ICD-11. L’OMS ha spiegato che l’inclusione di questo disturbo nell’elenco (attualmente ancora in bozza) è stata presa a seguito di varie riflessioni e “pareri tecnici“.

La decisione in questione è stata pesantamente criticata dall’Entertainment Software Association, organo che agisce in rappresentanza di studi di produzione come Epic, Activision Blizzard e Riot. Il presidente dell’ente ha infatti spiegato che una simile decisione (soprattutto la conferma definitiva del disturbo come malattia) deve necessariamente passare attraverso la necessità di fare maggiori studi, e comunque crea anche il potenziale rischio di diagnosi errate per pazienti che hanno in realtà bisogno di aiuto per problemi mentali più gravi.

L’International Game Developers Association ha definito la mossa dell’OMS “pregiudizievole nei confronti del gioco come hobby”, affermando che “nessuna persona ragionevole suggerirebbe che una simile dipendenza dalla televisione sia un disturbo mentale”. Tutti gli enti coinvolti si sono comunque offerti di fare tutti gli studi necessari e fornire tutti mezzi per poter tutelare utenti e famiglie con maggiori controlli e strumenti.

La questione è certamente complessa, e per questo il Gaming Disorder per poter essere definitivamente incluso nell’ICD-11 dovrà prima attraversare questa fase di voto collettivo a Gineva, durante la quale potrebbero essere effettuate modifiche. L’OMS dovrà valutare, dati alla mano, se il Gaming Disorder sia in grado realmente di “provocare una compromissione significativa di aree personali, familiari, sociali, educative o professionali, con una durata che si protrae per oltre 12 mesi e si manifesta con comportamenti tali per cui la necessità di giocare diventa superiore ad ogni altra attività […]”.

L’invito all’OMS, da parte di tutti gli enti coinvolti, è di riflettere in maniera seria e non pregiudizievole sull’argomento tenendo conto di tutte le istanze presentate. Che cosa ne pensate sul tema?

Fonte: iNews,
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