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SEGA ha pensato di collaborare con Nintendo subito dopo l’abbandono del mercato console

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Pubblicato il
13 Maggio 2019

Scopriamo alcuni dettagli del passato di SEGA

In una recente intervista rilasciata ai colleghi di Famitsu, Toshihiro Nagoshi (Chief Creative Officer) ha svelato alcuni dettagli dietro al recente passato di SEGA e Nintendo. La rivalità che c’era tra le due aziende non è solo nota, è praticamente un pezzo di storia videoludica per tutti gli appassionati. Gli slogan pubblicitari “Genesis does what Nintendon’t” risuonano ancora oggi come un segno di quei tempi ormai lontani.

All’epoca la guerra tra Nintendo e SEGA veniva combattuta senza sosta anche in TV

Eppure, la situazione moderna è nettamente diversa rispetto ad allora. SEGA è diventata una software house, la quale pubblica i propri titoli su tutte le piattaforme moderne, comprese quelle Nintendo. Dopo l’addio al mercato console, avvenuto con il fallimento del Dreamcast, l’azienda ha pensato immediatamente di allearsi con Nintendo per lo sviluppo dei software. L’idea stessa di produrre titoli per una console Nintendo elettrizzava chiunque lavorasse per l’azienda.

Famitsu: Cosa ne pensi(dell’annuncio che Sega stava lasciando l’industria hardware delle console), Nagoshi-san?

Toshihiro Nagoshi, Sega CCO: All’epoca lavoravo ai videogiochi arcade, e non ero proprio nel pieno dello sviluppo del Dreamcast, quindi ho solo pensato che fosse un po ‘di vergogna, ma non così tanta. Tuttavia, quando ho pensato, “Ehi, Sega sta diventando un puro sviluppatore di software”, ho iniziato a interessarmi ai giochi per console. Mi sono reso conto che ora eravamo in grado di creare giochi per l’hardware di altre aziende. E così, siamo andati immediatamente da Nintendo.

Il Dreamcast, storica console SEGA nonchè l’ultima per l’azienda.

Le differenze tra le due aziende, ovviamente, vennero immediatamente a galla. Mentre SEGA si dimostrava più appariscente e spensierata, Nintendo manteneva un approccio più versatile ed olistico. Un ragionamento che, potremmo dire, ancora oggi rimane in vigore nell’approccio di Nintendo con il nuovo hardware.

In seguito, abbiamo lavorato a stretto contatto con Nintendo, come con il porting di Virtua Striker e la realizzazione di F-Zero GX. A quel tempo, ci siamo impegnati a sviluppare la serie F-Zero, e siamo stati fortunati ad essere stati in grado di imparare dalla filosofia di creazione di giochi di Nintendo. Con cose come Mario Club, e le differenze tra i modi di fare giochi di Sega e Nintendo.

Famitsu: sono così diversi?

Nagoshi: Completamente diversi. Grazie a ciò sono stato in grado di vedere cosa mancava a Sega, e anche di vedere i buoni punti della stessa. Anche se mi dovessi chiedere quale sia la risposta giusta, dovrei rispondere che non c’è una risposta corretta. Come previsto, entrambe le società avevano una propria cultura.

Il loro modo di pensare verso l’olistica e la versatilità è stato solido. A loro non importava “se le cose avessero una scusa conveniente” oppure no. Essere inclusivi per tutti era qualcosa di già assunto fin dall’inizio, e questo era un qualcosa scopito nella pietra sin dal principio. Inoltre, questo tipo di pensiero è stato interiorizzato da tutti, dai massimi esponenti ai nuovi arrivati. Non era solo qualcosa detto dai superiori e mai praticato. La loro unità è sorprendente. Ho pensato: “Se hanno questo modo di pensare, non c’è da meravigliarsi che Sega non sia stata in grado di batterli sull’hardware.

Rispetto a Nintendo, Sega è un’azienda più” appariscente “. Ma poiché siamo più “appariscenti”, siamo in grado di andare a idee con un atteggiamento più spensierato. Se non avessimo questo tipo di atteggiamento, non credo che sarei stato in grado di continuare a lavorare qui. Forse se fossi entrato a far parte di Nintendo, avrei lasciato questo settore molto tempo fa. (Ride)

Oggi ci sono molti modi di recuperare i classici SEGA, oltre ai nuovi titoli.

Insomma, Nagoshi ci fa capire chiaramente quali fossero le differenze tra le due società. Ed è anche abbastanza strano, per noi fan, sapere che SEGA abbia abbracciato immediatamente Nintendo dopo la guerra combattuta a suon di pubblicità ed hardware nell’epoca dei 16 bit. Al giorno d’oggi, SEGA continua a supportare la piattaforma Nintendo con tantissimi titoli. Non solo alcuni esclusivi, come Shin Megami Tensei V (in arrivo, si spera, nel prossimo futuro) sviluppato da Atlus. Ma anche con giochi come Sonic Mania e Forces, Valkyria Chronicles 1 e 4, Football Manager e Puyo Puyo Champions.

Senza volerci dimenticare anche dell’interessante SEGA AGES, programma che porta (e porterà) sulla console Nintendo tantissimi capolavori del passato dell’azienda. Possiamo dire che, alla fine, entrambe le aziende abbiano trovato la maniera di coesistere, collaborando senza farsi la guerra come in passato. Nella speranza che, in futuro, le cose non possano che migliorare.

Fonte: Famitsu,
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