Recensioni

La lanosa recensione dello splendido Unravel Two

Scritto da

Pubblicato il
13 Aprile 2019
Genere
Puzzle Platform
Lingua
Italiano
Multiplayer
1 - 2

Finalmente un gioco lanoso anche per Nintendo Switch!

Siamo davanti a una gen molto equilibrata per quel che riguarda i multipiattaforma, specie se si tratta di indie. Però quando il primo Unravel è stato svelato al mondo è stato quasi strano non vederlo su una console Nintendo, ambiente di solito accogliente per progetti caratterizzati soprattutto da un animo romanticamente poetico. Le malelingue poi parlavano di hardware inadeguato, ed è un piacere vedere che nulla è stato sacrificato, che Unravel Two su Nintendo Switch non solo gira benissimo, senza rinunciare al fotorealismo e a un frame rate granitico, ma addirittura sembra la sua casa ideale, in virtù della natura co-op del gioco e dei joycon della console, staccabili in qualsiasi momento per dare vita al divertimento per due giocatori.

Io ti tengo fermo, tu dondoli e passi ok?

La diminuzione del filo di lana utilizzato da Yarny è stata rimpiazzata dallo spago corto del secondo giocatore, uno yarny di colore blu, che limita entrambi nei movimenti. Inoltre i puzzle stavolta includono anche nemici, due novità che non stravolgono più di tanto la struttura del gioco, ancorata a dei livelli brevi (anche se la durata mi è sembrata perfetta), seppur più lunghi del predecessore, con tante piattaforme da scalare ed enigmi da risolvere, aguzzando l’ingegno. Una volta capita la filosofia dietro la risoluzione non si hanno impedimenti problematici e il gioco scorre fluido e divertente come dovrebbe. Gli enigmi più impegnativi sono riservati alle sfide di contorno, slegate dalla trama principale, ben venti. Sono sette invece i capitoli della storia, da rigiocare per risolvere determinati obiettivi (completare il capitolo in uno specifico lasso di tempo, o senza morire, eccetera) o per recuperare collezionabili lasciati alle spalle. Come premio delle sfide avremo altre colorazioni per gli yarny, di certo nulla di eclatante ma un’idea simpatica.

È possibile anche ricevere fino a tre suggerimenti, bloccarsi è decisamente difficile

Da giocare quindi ce n’è, solitamente grosso punto interrogativo dei giochi indie. Migliorata anche la fisica e molto dosati i controlli, e dato che il gameplay si focalizza proprio sulla precisione degli input dei giocatori, è una gran bella notizia, anche perché sembra che solo Nintendo sappia come si faccia un signor platform di questi tempi. Se vogliamo però trovare il pelo nell’ uovo, ed è un pelo bello grande, Unravel Two ha perso un po’di fascino, vuoi perché per forza di cose non può avere la carica innovativo del predecessore, vuoi perché la narrazione, che fa scorrere in parallelo il percorso per la sopravvivenza dei due yarny e la storia di due adolescenti che stanno vivendo un’infanzia difficile, sotto il giogo di adulti crudeli e incarichi troppo duri. A dire il vero è tutto un po’ troppo fumoso, non solo in senso lato perché non abbiamo una visione completa di antefatti e retroscene, ma proprio letteralmente, in quanto l’artificio visivo escogitato per la narrazione della storia è a tratti poco leggibile. Poco importa perché il messaggio arriva comunque, ed è un bel messaggio, soprattutto se si cerca qualcosa di formativo.

Cioé davvero, sarò io, ma faccio davvero fatica a distinguere ‘sti ectoplasmi

Lo stile scelto si allinea con la direzione stesa dal primo capitolo: fotorealismo e dettagli alti esaltati da una regia superba che usa giochi di luce splendidi e qualsiasi giochetto sia possibile fare con una camera: zoom out, zoom in, sfocature, primi piani, e tanto altro. Probabilmente uno stile più fumettoso avrebbe reso ancora più poetica l’esperienza eppure meno reale, meno concreta. Non è facile scegliere la via del realismo per un racconto di fantasia pieno di metafore, quindi un plauso al team di Coldwood Interactive che ha ottenuto un risultato ragguardevole.

Molto efficaci poi effetti sonori spiccatamente ambientali e musiche alla Sigur Ros, sfruttate dinamicamente a seconda della vivacità della situazione che in ogni capitolo cambia ambientazione, passando da scorci bucolici al freddo delle fabbriche, con una buona varietà. Ovviamente come avrete già intuito il multiplayer locale a 2 giocatori (online non previsto per nessuna versione) è l’ideale, mentre il single player è più riflessivo e statico, dovendo ricorrere alla pressione di un tasto per passare da uno yarny all’altro. Questo spezzetta il ritmo che invece in co-op è senz’altro più elevato, potendo anche godere della possibilità di poter riunire i due yarny in un unico amorevole personaggio lanoso per poter ovviare alla mancanza di sincronizzazione o al calo di concentrazione dei giocatori.

La scia da seguire fa da guida mostrando anche un po’ gli ostacoli da superare

Unravel Two nel confronto con il primo ne esce sconfitto e vincitore per tutti i motivi sopra elencati, ma bisogna volergli bene in ogni caso. Non solo perché di progetti dal forte impatto emotivo come questi ce n’è sempre bisogno, ma anche perché Martin Sahlin & company ci consegnano un gioco davvero bello e divertente da giocare, che riesce a dire la sua in quanto platform e in quanto indie, due settori molto affollati di questi giorni.

Sicuramente è un gioco che in single player, pur essendo valido, è più deficitario, non solo perché bisogna passare da un personaggio all’altro, ma anche perché viene a galla un design caratterizzato da una difficoltà altalenante, cosa che in co-op senz’altro aiuta la scorrevolezza dell’azione, all’interno della quale, come tematicamente ci si aspetterebbe, ognuno dei due yarny ha un proprio ruolo, una propria utilità, sia quando si decide di aiutare il proprio compagno, sia quando ci si fa carico interamente dell’iniziativa. Si impara ad aspettare il proprio amico, ad andare al suo tempo, e non sono tanti i giochi multiplayer che richiedono questa sincronia. E dopo aver affrontato tante avversità, si sente un po’ più forte anche il giocatore, che si sia o meno riuscito a illuminare il proprio faro guida.

8
Unravel Two è un gioco piccolo ma grande, che allega un messaggio formativo a un gameplay ben strutturato ed eseguito con grazia da una direzione artistica sublime, e confezionato molto bene, dato che le sei ore previste per la storia raddoppiano se si decide di andare sulla via del completismo
Si tratta chiaramente di un gioco pensato per essere apprezzato in due, e l’azione in single player è più spezzettata. La vera sfida è spostata alle sfide opzionali, poiché si è deciso di rendere godibile la trama principale il più possibile

MODUS OPERANDI

Portato a termine la storia principale in circa sei ore, ho intrecciato fili per un altro po', il tempo di esplorare qualche sfida, grazie al codice gentilmente fornito dal publisher

840 PHP files were required to generate this page.