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Arrestato ricercatore di sicurezza che ha hackerato i sistemi informatici di Nintendo e Microsoft

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Pubblicato il
31 Marzo 2019

Il ventiquattrenne era già stato arrestato in precedenza per alcuni reati simili

Zammis Clark, un giovane ricercatore inglese di Sicurezza Informatica, è stato da poco arrestato per essersi introdotto in maniera del tutto illegale in alcuni server di Nintendo e Microsoft e aver rubato un cospicuo numero di informazioni riservate.

L’opera di Zammis, noto in rete anche come Slipstream o Raylee, è iniziata a gennaio 2017, periodo durante il quale è riuscito a introdursi nella rete di Microsoft e a trafugare una moltitudine di dati da un server riservato, fra i quali anche 43.000 file relativi a versioni pre-release di Windows, e altro codice di sviluppo.

L’attacco è durato circa 3 settimane, periodo durante il quale il giovane hacker ha anche condiviso le informazioni trafugate con alcuni colleghi. A giugno 2017 Zemmis fu arrestato in seguito ad un’indagine condotta da Microsoft assieme a FBI, Interpol e National Cyber Crime Unit.

Il ricercatore fu però liberato su cauzione e nel marzo 2018 decise di hackerare Nintendo, con successo per giunta. Grazie all’ausilio di alcune tecnologie, fra cui l’utilizzo di VPN, il ricercatore riuscì ad introdursi in alcuni server contenenti codice di giochi in sviluppo di Nintendo, ottenendo circa 2.365 nomi utente e password oltre ad alcune informazioni confidenziali.

Quest’ultimo attacco è stato scoperto da Nintendo nel maggio 2018 e l’identità del responsabile è stata accertata poco dopo, ma Zammis si è dichiarato colpevole di fronte alla Crown Court di Londra solo alcuni giorni fa.

Il giudice ha definitivamente condannato Clark a 15 mesi di reclusione, con 18 mesi di sospensione. E’ stato emanato anche un Serious Crime Prevention Orders, che se infranto garantirebbe al giovane 5 anni di galera e svariati milioni da ripagare.

Che cosa ne pensate? Tenete conto che anche nel 2015 il ragazzo aveva compiuto attacchi hacker verso un’altra azienda, quindi non si può certo pensare che i suoi gesti fossero del tutto inaspettati… alle volte la giustizia va troppo a rilento.

Fonte: The Verge,