Super Dragon Ball Heroes World Mission – 5 motivi per amarlo, canon o meno!

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Raduniamo le sfere e raccogliamo l’energia dei fan!

Super Dragon Ball Heroes World Mission è in arrivo il prossimo 5 aprile su Nintendo Switch e rappresenta un approccio del tutto nuovo rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere finora su console. I pro se le sono suonate di santa ragione con Dragon Ball Fighterz negli ultimi mesi, anche grazie all’arrivo del secondo Fighter Pass che ha introdotto al picchiaduro di Arc System Works il colossale Jiren e la dolce Videl, mentre i fan delle avventure hanno spolpato gli ultimi DLC di Dragon Ball Xenoverse 2 dedicati a Gogeta Blue e Broly Full Power (in arrivo in futuro anche su Fighterz). C’è spazio per qualcosa di nuovo?
La risposta offerta dal nuovo titolo targato Bandai Namco è un caloroso sì, anche se l’approccio è veramente molto originale: un gioco di carte a turni basato su una serie di universi paralleli e/o alternativi non canonici capaci di far rabbrividire i fan più puristi di Dragon Ball? Sacrilegio!
Eppure, sotto questa scorsa superficiale da fanction confusa si nasconde una fonte di divertimento per ogni fan che non andrebbe trascurata facilmente: scopriamo insieme perché.

1 – Vegito Xeno SSJ4 e Vegito Blue (quello giusto)

Partiamo a cannone, con un paio di chicche: Super Dragon Ball Heroes World Mission è figlio di un progetto che per sua natura ha messo da parte la fedeltà alla scrittura canonica in favore di un approccio talmente fantasioso da essere paragonabile al lavoro di una fanfiction di un ragazzino.
Eppure, la cosa ha funzionato, regalandoci nel tempo personaggi che mai avremmo creduto possibili.
Tra questi troviamo – ad esempio – il potentissimo Vegito Xeno SSJ4: chi ha seguito l’anime promozionale di Super Dragon Ball Heroes sa bene di cosa si tratta, ma rimane comunque misteriosa la reale provenienza a livello di narrativa. Goku e Vegeta in una specifica linea temporale (Xeno, ma non la stessa di Trunks di Xenoverse? Wow…) sono diventati time patroller e hanno seguito la via evolutiva di GT, avendo come trasformazione ultima il Super Saiyan di 4° livello.
In caso di bisogno sono in grado di fondersi con i potara e dare forma a Vegito SSJ4.

Una figata pazzesca. Tralasciando poi la sua esibizione effettiva nella serie animata (nulla di eccezionale), si tratta di un tassello mancante nel roster dell’universo creato da Toriyama: suo “cugino” Gogeta è stato graziato da ben 2 forme non canoniche (prima del film Dragon Ball Super: Broly), tra la sfida con Janenba e quella contro Li Shenron, mentre il frutto dei gioielli divini era comparso nel finale della serie Z senza progredire mai realmente in seguito. Una bella dose di pelliccia rossa era proprio quello che serviva!
Tra l’altro, sempre parlando di Vegito (quello canonico), è da notare come Super Dragon Ball Heroes ospiti quello che verosimilmente è il “vero” Vegito Blue, anche considerando la presenza della medesima fusione nella saga di Goku Black.
Come i più attenti avranno notato, nell’arco narrativo di Super passato tra viaggi nel tempo con Trunks, Goku e Vegeta inspiegabilmente abbandonano le divise di allenamento/combattimento che li avevano fino a quel momento accompagnati (con tanto di simbolo di Whis) per tornare agli outfit del finale della serie Z.

Ecco gli outfit che goku e Vegeta mostrano in Super… e poi dimenticati.


Questo, probabilmente, per evitare un redesign di Vegito… che però abbiamo avuto modo di vedere proprio grazie a Super Dragon Ball Heroes.

Caro Zamasu, è lui quello che avresti dovuto affrontare!


Di nuovo, una figata! Sì, alla fine il personaggio è lo stesso, ma sotto sotto sappiamo tutti che era questa versione quella che avrebbe dovuto fronteggiare Zamasu Fusione! E Super Dragon Ball Heroes lo ospita come personaggio indipendente. Alè!

2 – Il rifugio dei fan dalla fine di GT all’inizio di Super

La questione Vegito SSJ4 e “vero” Vegito richiama inevitabilmente il motivo forse più importante per cui Dragon Ball Heroes è stato importante tra i fan del franchise: dopo la fine di Dragon Ball GT (fine o inizio 2000 a seconda che abbiate comprato le VHS – come me – o guardato la serie TV Mediaset) a cavallo del passaggio del millennio si è creato un profondo vuoto. Incolmabile.
Dopo i risultati piuttosto controversi in fatto di risposta da parte di pubblico e critica, qualcosa si era rotto. Per carità, non tutto era propriamente da buttare (l’atmosfera avventurosa, la saga di Baby, il Super Saiyan di 4° livello, Gogeta, etc.) ma l’impressione è che non si fosse fatto abbastanza per garantire nuova vita al progetto.
L’ultimo viaggio di Goku sembrava – appunto – dovesse essere quello definitivamente conclusivo.

E da quel momento, quindi, cosa fare? I videogiochi di Dragon Ball continuavano ad uscire, è vero, alcuni pure davvero belli (su tutti Budokai 3 per me, Budokai Tenkaichi 3 per gli altri), ma si trattava di rivivere sempre gli stessi eventi con modifiche più o meno rilevanti rispetto a quanto già conoscevamo ormai a memori.
L’effetto nostalgia non può funzionare all’infinito, e preso il web divenne fonte di leggende, voci, rumor e indiscrezioni in merito a nuovi progetti e nuove serie: chi non ricorda questo?

Milioni di menti di giovani fan di Dragon Ball esplosero in contemporanea


Oggi sappiamo che era tutto fake, che Toriyama non c’entrava, che AF era solo un pesce d’aprile o poco altro, ma al tempo cosa ci permetteva di controllare e verificare a dovere? Si trattava di info che arrivavano a spizzichi e bocconi, spesso lette prima sulle riviste che sul web (le abitudini erano ancora dure a morire) e quindi legate ad un inevitabile delay temporale.
Super Sayian 5, Super Sayian 6, fusioni tra più persone, nuove sfere del drago, figli di figli di nipoti, il ritorno dei cattivi (ops, ci hanno preso)… nulla era lasciato al caso: la fantasia dei fan era inarrestabile e bastava un immagine a scatenare tutto.
Sono stati anni di fake, di fanfiction, di manga disegnati male e altri peggio, di finti seguiti ufficiali, di sogni…. fino ai primi anni della seconda decade, quando Toei decise monetizzare l’affetto dei fan oltre i semplici videogiochi per Ps3 e soci, introducendo la piattaforma ibrida arcade/card game “Dragon Ball Heroes”. Si trattava di un gioco in cui utilizzare dei supporti di memoria proprietari del giocatore (nonché vere e proprie card) per memorizzare progressi e aggiornare la propria collezione di guerrieri, da scatenare in battaglie a turni.

Gioco Yamcha in posizione di difesa… perenne.


Invidia potente a parte, provata dai fan occidentali desiderosi di mettere le mani sopra questa meraviglia, quello che faceva letteralmente impazzire era l’idea di un universo alternativo in cui la storia originale di Dragon Ball Z potesse proseguire – in modo più o meno canonico, ma quantomeno articolato.
Gli assets creati per il gioco si sono rivelati di qualità più che discreta, fino a poter essere confusi per pezzi di una nuova serie. Si sprecavano dunque su Youtube le compilation di spezzoni animati che facevano immaginare un futuro davvero strepitoso per il franchise.
https://youtu.be/Z7K3nolN_9k
Chi è quel protagonista? Chi quel nemico? Ma quello non era morto? Non importava avere una risposta, l’importante era avere SPERANZA.
E Dragon Ball Heroes ne era ricolmo. Ieri, come oggi.

3 – Una pausa tra Fighterz e Xenoverse 2

Ad oggi i fan di Dragon Ball sono coccolati oltremodo, tra la nuova serie animata Dragon Ball Super, i titoli mobile come Dokkan Battle e Legends e – soprattutto – la serie Xenoverse e Dragon Ball Fighterz. Ce n’è di ogni!
Quello che però manca è un’esperienza più tranquilla, non necessariamente action e scevra dello spettro delle microtransazioni (cosa che affligge le incarnazioni mobile). Questa mancanza viene colmata proprio da Super Dragon Ball Heroes, che si propone di offrire il titolo maggiormente ricolmo di personaggi di sempre. Tutti pronti a menarsi per bene, anche in match-up piuttosto bizzarri che potrebbero vedere Goku UI contro Tao Pai Pai
https://youtu.be/5zRZ5_lyaqk
Una console portatile, una serie infinita di personaggi e nuove saghe (leggete qua sopra… “Cell X“, “Super Bardock“, “Dark Demon God Buu“… non avete già hype?) da scoprire. Tutto senza obblighi di connessione, potendo giocare con le cuffie, mettere in standby quando vogliamo per riprendere al momento opportuno.
Un titolo così “companion” dedicato al mondo di Dragon Ball è un’aggiunta ideale ad un portafoglio di esperienze frenetiche e competitive.
https://youtu.be/hpm2WUm6K4I
Dove tutto questo? Solo in Super Dragon Ball Heroes. Solo su Nintendo Switch e PC

4 – Personalizzazione al potere

Il numero di contenuti è sì immenso, ma ciò che può estendere all’infinito la vita di un titolo è la possibilità di personalizzarne elementi cruciali.
Super Dragon Ball Heroes ci offre l’occasione di creare delle carte da zero, attribuendone effetti, statistiche e abilità specifiche. Che si voglia ricreare momenti epici della serie e fornire la nostra personalissima interpretazione dei rapporti tra i personaggi, nulla è precluso.
https://youtu.be/dmaqwNtonB4
A tutto questo va aggiunta la componente di personalizzazione delle missioni, banco di prova per i veri appassionati che voglio confrontarsi con gli amici. Quando ogni missione, ogni sfida extra e ogni capitolo segreto saranno completati, possiamo dare sfogo al creativo che c’è in noi.

Il sistema di creazione delle missioni in tutto il suo splendore.


Non solo la scelta dei personaggi e le loro combinazioni, ma anche le mosse speciali: è possibile vedere un Mr. Satan che lancia il Final Flash o un androide che crea la Genkidama… non c’è limite alla fantasia e all’imprevedibilità, soprattutto perché le missioni create possono essere condivise online per mettere alla prova gli altri giocatori!

5 – Un  universo infinito

Dragon Ball Heroes ha ormai 9 anni di contenuti alle spalle e il recente aggiornamento dedicato a “Super” a introdotto un numero davvero consistente di materiale. Non sappiamo quando verrà prodotta una nuova serie animata o se vedremo un terzo capitolo di Xenoverse (una delle serie videoludiche di maggior successo tra quelle dedicate al franchise), ma sicuramente Super Dragon Ball Heroes nasce con l’intento di offrire un aggiornamento costante di storie, opzioni e possibilità.

 

Qui c’è tutto: dalle basi di Dragon Ball Z al passato, dai crossover alle timeline alternative. Gli unici elementi per ora non presenti sono quelli legati a Dragon Ball Fusion (simpatico strategico disponibile sulle console della famiglia Nintendo 3DS) ma per il resto c’è davvero una scelta infinita di materiale a disposizione, destinato ad aumentare nel tempo, come da tradizione delle produzioni Bandai Namco legate al franchise.
Chi vorrà acquistare la versione fisica, inoltre, godrà di un bonus “crossmediale” consistente in alcune carte esclusive per Dragon Ball Super Card Game.

Sì, tra le carte bonus c’è Gogeta Blue… *_*


Un’introduzione a tutto tondo all’universo di Dragon Ball nella sua forma più elaborata, creativa e incontenibile: nello staff non vediamo l’ora di mettere le mani sul gioco finale per decidere chi sia il redattore più forte dei 12 universi – tempo permettendo.
Ogni novità e aggiornamento troverà spazio su NintendOn nei prossimi giorni!

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