Speciali

Due nuove Switch all’orizzonte? Come potrebbero essere?

Scritto da

Pubblicato il
28 Marzo 2019

Speculation time…. again

Uno se ne sta bello, a scrivere un pezzo generico di Sotto la Scocca, quando le notizie shock irrompono nel mondo videoludico. E sembra opportuno andare a soppesare la situazione. Partiamo un attimo dalla base. Stiamo parlando di rumor. Da una fonte più autorevole del solito, ma sempre rumor. Però speculare su certe cose è sempre molto bello.  Andremo a guardare le due ipotesi di diversificazione dell’offerta Switch: un modello premium ed uno più economico, soppesando soluzioni tecnologiche e intenti aziendali.

Un’azienda, per rimanere in salute è bene che cerchi di diversificare la sua offerta sul mercato. Pensiamo alle diverse gamme e varianti di cellulari. O alla miriade di serie di automobili prodotte dalle varie case che cercano di coprire ogni fascia. Oppure pensiamo alla Siemens. Che fa automazione, apparecchiature medicali, centrali idroelettriche, motori elettrici ed elettrodomestici. Nel mondo dei videogiochi, in generale questa cosa lato hardware non c’è mai stata. La console era una. Si poteva avere upgrade e restyle nel tempo, ma raramente esisteva una biforcazione. Il resto lo faceva l’offerta di software. Nelle ultime generazioni invece si sono delineate offerte diversificate. 3DS, 3DS XL e 2DS, Ps4 normale e Pro e così via. Per aggredire diverso pubblico. Ma queste cose da cosa nascono?

Mai dormire sugli allori

Uno dei lavori possibilmente più difficili delle aziende moderne. Trovo che l’analisi ed interpretazione dei dati dovrebbe essere insegnata di più a scuola.

In generale, le aziende controllano il mercato. Guardano ai concorrenti per vedere cosa offrono, guardano al feedback dei consumatori e guardano al loro interno per rafforzare i propri punti deboli. Un’azienda onesta, guarda davvero a queste cose, perché la sua missione è davvero quella di offrire il miglior prodotto al miglior prezzo ai consumatori. E lo fanno sia sopperendo a bisogni intrinsechi umani, che creandone di nuovi. Ora, per ottenere una versione Premium di Switch, cosa c’è da guardare e cosa c’è da modificare?

Switch è una console “cheap”. Economica. Si costa 330€ di listino, ma guardate cosa si ottiene con lo stesso prezzo comprando uno smartphone. Questo perché gli smartphone possono contare su un’economia di scala infinitamente superiore. Con questo intendo la produzione dei componenti in quantità così elevata che il loro costo di progettazione e produzione si spalma sulle singole unità, permettendo di mantenere i costi bassi. Le console possono ottenere ottimi sconti sui loro componenti, ma non allo stesso modo. Per questo sono spesso piene di compromessi strutturali.

Heavy Metal

Ecco a voi, una Fuel Cell ad idrogeno. Di sicuro Switch non avrà una di questa come batteria.

Io individuo le aree di miglioramento principali di Swithc in 4 elementi: scocca, batteria, potenza, schermo. Andiamo con ordine.  La scocca di Switch è fatta di ABS. Plastica di relativamente basso costo, ma resistente, sicura e versatile. I mattoncini della Lego sono fatti dello stesso materiale, per intenderci. Dal mondo degli smartphone arrivano però materiali più pregiati per le scocche. Alluminio di diversi tipi, o anche del vetro. Se un tempo questi materiali erano appannaggio dei top di gamma, ora trovano spazio anche su manufatti da meno di 200€ di costo. I vantaggi di usare del metallo sono due: una finitura superficiale migliore ed una rigidità strutturale migliore. Di fronte hanno costo complessivo tra materiali e  lavorazione maggiore.

Sul fattore peso, spesso associato ai metalli, possiamo aprire una breve parentesi. È si vero che l’alluminio è circa 3 volte più denso dell’ABS, ma è allo stesso tempo decine e decine di volte più resistente, quindi permette di usare meno materiale complessivamente. Questi non sono purtroppo gli unici fattori che incorrono in che materiale usare per una scocca. Usare metallo ha per esempio altri due effetti da considerare. Il primo è quello che porterebbe ad una dissipazione del calore maggiore. Ottimo per i componenti, ma Switch potrebbe diventare troppo caldo da tenere in mano. Altro motivo per il quale i cellulari cercano sempre di avere dei componenti di plastica ha a che fare con la ricezione. Il metallo blocca le onde EM. E nessuno vuole un modulo wi-fi peggiore.

Potrà un professore su sedia a rotelle salvarci?

Riuscirà Nvidia a riciclare un altro dei sui chipset minori come ha fatto con Tegra X1?

Switch ha inoltre un altro fattore da considerare quando si parla della scocca. Al momento è pensata per alloggiare i Joycon. Questi strumenti, hanno un’altezza fissa. Se Nintendo non ha intenzione di ridisegnarli completamente e mantenere aperte due linee di produzioni diverse, allora l’altezza di ogni variante di Switch è fissata dai Joycon. Questo limiterebbe il vantaggio di passare ad una scocca più leggera e resistente, in quanto si possono fisicamente ridurre solo i bordi lungo l’asse verticale e non quelli in orizzontale. Per svincolarci ed essere liberi, i vecchi Joycon dovrebbero sparire.

Passiamo alle performance. Qui in teoria si potrebbe speculare tanto, ma tempo fa feci un’analisi dell’ultima piattaforma mobile di Nvidia.  Il succo? Nvidia ha prodotto una piattaforma mobile con core Volta. Il miglioramento rispetto al Tegra X1 in termini di potenza grafica è di 2,6 volte. Il chipset usato nella sua forma piena, garantirebbe la potenza di una Xbox One. Assumendo clock ridotti anche in questo caso e rimanendo conservativi, si dovrebbe avere il doppio di potenza di Switch all’interno dello stesso consumo energetico. Non male.

Quanto tempo impiegate in bagno?

Questo non dovrebbe esistere su Switch.

Fattibile economicamente? Nvidia sta producendo molti chip (o almeno, lo fa la fabbrica TSMC) a 12nm e pertanto aggiungere linee per Xavier non dovrebbe essere un investimento mostruoso. Vantaggi per gli sviluppatori? Stessa architettura di fondo, accetta gli stessi comandi, non aumenta di molto la complessità di sviluppo. Vantaggi per gli utenti? Tutti i giochi con risoluzione dinamica e cali di framerate, dovrebbero migliorare da soli, senza bisogno di ricodificarli. Sogni di 4k? Mi sembrano onestamente difficili da realizzare se si vuole rimanere in un form factor portatile. Ci sono altre strade che Nintendo potrebbe scegliere di intraprendere. Ridurre il Tegra X1 a 16 o 12nm ed aumentarne le frequenze, o sfruttare il mai nato Nvidia X2. In questi casi parleremmo di di aumenti di potenza più contenuti.

Tocchiamo velocemente la batteria. Attualmente, Switch monta un’unità da 4310mAh. Oggi come oggi, in quel form factor, si potrebbe puntare ad una batteria da 5000 mAh. Un 16% in più di durata. Il miglioramento in termini di autonomia si ottiene sempre in modo combinato, aumentando la batteria e migliorando l’efficienza dell’unità di calcolo. A volte è più probabile che l’aumento di efficienza sia tale da permettere di diminuire la batteria e comunque avere un aumento di durata della carica, seppur minimo.

PS VITA abbandonò l’OLED… Nintendo lo considererà?

La tecnologia dei monitor è progredita molto negli anni. Oggi gli IPS sono estremamente competitivi.

Per lo schermo, Switch usa un pannello IPS, da 6.2″, alla risoluzione di 1280×720. La risoluzione è bassa, ma la scelta è stata fatta per questioni pratiche. Meno pixel ho, meno energia consumo e meno potenza necessito per elaborarli. Ora, giustamente il consumatore vorrebbe tutto contemporaneamente, ma l’equilibrio di Switch in portatile è il classico esempio della coperta corta ingegneristica. Tiri su la coperta per coprirti il corpo dal freddo, e rimangono fuori le gambe. La rimetti sulle gambe ed hai freddo alla testa.  Ok, abbiamo un pannello in fullHD ora. Quindi serve la potenza di Switch in docked per muoverlo. Anche con la nuova architettura, potrebbe non essere abbastanza e l’equazione di equilibrio tra le parti potrebbe essere complessa da mettere in piedi.

A questo punto si può ipotizzare di migliorare la qualità del pannello. Passare da un LCD IPS and un AMOLED. I pannelli con quest’ultima tecnologia hanno una riproduzione dei colori a dir poco fantastica, specialmente i neri, che sono assoluti, cioè si ottengono a matrice spenta. Consumano inoltre di meno. Ovviamente sono più costosi e soffrono del problema del burn in. La prima versione di Ps Vita aveva un Oled ed era fenomenale. Per dare un feel premium, di sicuro passare a questa tecnologia sarebbe fantastico, pur mantenendo inalterata la risoluzione. Il costo però non vale spesso la candela, specie oggigiorno con gli IPS notevolmente migliorati.

Driven by profit

Le Aziende Onlus.

Quindi, ricapitolando. Tra nuovo processore di Nvidia, possibile schermo Amoled e scocca in materiale diverso dall’ABS, per creare uno Switch premium, c’è spazio. Molto spazio. Il problema rimane il prezzo.
Tutto questo non viene assolutamente gratis. Idealmente, al lancio di una versione premium, la versione base deve calare di prezzo, così da poter gestire meglio il golfo di utenze. Un calo di 50€ per Switch, così da portarlo a 279€, ed una versione premium che rasenta i 400€? Quanto siete disposti a spendere per avere di più? A questa domanda, cercano di rispondere i vari esperti di marketing delle aziende quando si deve prezzare un nuovo prodotto. Non è mai una questione di i materiali costano X, vogliamo il margine Y e si sceglie il prezzo. La capacità di spesa dei consumatori viene sempre presa in considerazione.

Ora, considerando che siamo già a 1300 parole e neanche ho toccato la Dock e come rivisitarla, direi che per le migliorie possiamo fermarci qui. Nella seconda pagina, vederemo come ridurre Switch.


Lavorazioni per asportazione

In questa seconda sezione vedremo invece come togliere ad un prodotto qualcosa invece che aggiungere. E credetemi, è incredibilmente più difficile. Il problema principale quando si deve generare un prodotto di fascia inferiore è cercare di capire quale sia il prodotto minimo che si vuole vendere. Qual è il cuore.

Un cellulare cos’è che deve fare? Far telefonare. Oggi si potrebbero avere altri requisiti, ma in fondo quella è la sua funzione base. Quindi si possono togliere materiali pregiati, prestazioni, fotocamere, funzioni extra, sistema operativo e quant’altro. E si finisce con un Brondi. Che effettivamente fa il suo lavoro. È comunque un telefono.

Uno dei tanti mock up che si trovano in rete. Questo forse è tra i più bizzarri.

Nintendo con il 3DS, decise di eliminare il 3D. Un pezzo del nome stesso del prodotto. Uno dei punti del marketing. Così, rimosso, come se nulla fosse. In fondo era sconsigliato ai bambini sotto i 6 anni. Il 2DS era per loro. Per i più piccoli. Per chi voleva giocare giusto ad un gioco e non voleva spendere tanto su una console che sarebbe durata poco.  Il design pieghevole, troppo complicato.  Ci volevano 2 schermi. Via anche quello. Un singolo schermo, con un pezzo di plastica in mezzo.

Wii fu prima ridotto senza retrocompatibilità. Ma non era la sua essenza, era un extra. Poi fu fatto mini. Rosso. Senza capacità di connettersi alla rete. Ma rimane comunque Wii. Switch, come può essere ridotto? Metodo 2DS, eliminando parti del suo concept iniziale, concentrandoci sulla fruizione dei contenuti base, o metodo Wii togliendo solo il superfluo?

Via tutto

A Switch manca un po’ di colore. Ok i Joycon, ma la scocca?

Il secondo metodo di approccio non so fino a che punto sia possibile. Poco di Switch è superfluo. Invece ha davvero tante funzionalità base che possono essere smembrate una ad uno in uno sforzo di ridurre il costo.  In primis, la possibilità di essere collegata alla TV. A che mi serve la dock? Un accessorio inutile per una console portatile. Via, via, togliamola. Ma la dock sono relativamente pochi spiccioli. Parliamo di un semplice convertitore usb-c in uscita video ed USB.

A questo punto, visto che non mi devo più connettere alla TV, a che mi servono controller staccabili?  Togliamo tutto. Questa è forse la più grande semplificazione possibile effettuabile su Switch.  Trasformarla completamente in un altro prodotto. I joycon costano molto. In fondo devono avere tutti i sensori duplicati. In questo modo, si può inserire un solo motore di vibrazione, un solo giroscopio, un solo accelerometro. Niente più agganci. Niente più batterie multiple. A naso, si potrebbe davvero ridurre il prezzo di 100€ solo con questa mossa.

Rivederlo in questa forma non mi entusiasma molto.

Altro vantaggio  è quello di non aver più bisogno della modalità ad alta potenza di Switch. Quindi, si potrebbe tranquillamente riprogettare la scocca senza la presenza di una ventola. Console totalmente passiva. Ora, volendo uno potrebbe comunque metterci il chipset migliorato, quello più potente, ma farlo lavorare a frequenze tali da offrire la miglior efficienza energetica possibile. Di solito fare una cosa del genere costa. Il chipset vecchio  rimane la scelta più economica nella maggioranza dei casi, salvo accordi particolarmente vantaggiosi. Ricordate, stiamo andando al risparmio.

Ma quindi cosa mi rimane?

A questo punto però, vale ancora la pena chiamarlo Switch? Sarebbe una semplice console portatile. Senza funzionalità peculiari. Anzi, la perdita dei joycon staccabili, inficia anche l’usabilità di alcuni giochi. Però, questa pesante rivisitazione, potrebbe portare anche ad un form factor completamente rivisto. Qualcuno azzarda ad un modello clamshell, quindi con la cerniera in stile DS, però non so fino a che punto la board interna si presta ad un design più compatto a la 3DS.

Quali sono state le vostre reazioni all’annuncio del 2DS?

Tutte queste possibilità vengono prese in considerazione per andare a rispondere alla domanda di “quanto sono disposte a spendere le persone come massimo per giocare ad X?”. E si cerca di ridurre il proprio prodotto fino ad arrivare a quel prezzo obiettivo. Si compromette fino a quando si non riesce a fare breccia in un nuovo pubblico, sino ad ora restio. E forse Pokémon è l’emblema maggiore di questa filosofia. Dichiararono in passato come loro non avrebbero mai lanciato un loro gioco su una piattaforma ancora non diffusa. Ecco quindi i Bianco e Nero e seguiti su DS quando il 3DS era spuntato fuori. Switch sta andando bene, ma potrebbe fare ancora meglio.

MVP

Come evidenziai già nel report finanziario del terzo trimestre 2019, Nintendo ha avuto un calo drastico sul lato 3DS, che non è compensato pienamente dalle vendite di Switch. Credo che Nintendo voglia puntare, come sempre, al periodo Wii-NDS, quando entrambe le console generavano grosse entrate. E per farlo, ora, più che lanciare un nuovo prodotto parallelo, le conviene diversificare l’offerta con varianti di prodotto.

Internet chiama da parecchi mesi uno Switch mini

Switch potrebbe essere stato l’MVP. Il Minimum Viable Product. Il progetto con un numero di feature minimo per soddisfare il cliente, ma in grado di generare molto feedback per gli sviluppi futuri. Potrebbe davvero essere solo la fase 1 di un progetto molto più a lungo termine.

Ora, io proverei a creare una divisione simile: Uno Switch mini a 199€, Switch normale a 250€ e Switch pro a 399€. Però, mi rendo conto anche che tenere in piedi tre linee di prodotto contemporaneamente eccessivamente diverse, può non essere molto facile. In fondo le differenze che ho proposto in questo articolo sono molto più profonde rispetto a quelle della famiglia 3DS. Quindi, forse avere solo due macchine in giro potrebbe essere la soluzione più equilibrata. Switch mini a 199€ e Switch pro a 350€, o comunque con un prezzo il più vicino possibile alla Switch originale. Forse, solo in questo caso, si avvererà il sogno di Nintendo di vedere una console a persona. 

832 PHP files were required to generate this page.