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Siamo sicuri di voler mettere l’etica in primo piano?

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Pubblicato il
22 Marzo 2019

Sarà davvero giunto il momento di diventare giocatori consapevoli?

In questi giorni vi abbiamo annunciato l’indiscrezione secondo la quale BadLand Games, publisher della versione fisica di Axiom Verge, sarebbe venuta meno agli accordi iniziali, che prevedevano il versamento del 75% degli introiti derivati a Tom Happ Foundation, una raccolta fondi per migliorare la vita del figlio dello sviluppatore che versa in condizioni di salute molto gravi. Questo è un editoriale che prende solo spunto dalla vicenda, ma preferisco dare un’informazione completa. Infatti BadLand Publishing ha poi pubblicato un chiarimento sulla questione che in realtà anziché spegnere le fiamme della polemica, le alimenta ancor di più gettando altri dollari imbevuti di benzina sul fuoco.

Per chi volesse un rapido riassunto, dal Twitter di Luis Quintans, CEO di BadLand Publishing, si evince che, sì, è vero che dovevamo quei soldi, eh però abbiamo affrontato un periodo di crisi economica, che quindi abbiamo chiesto un nuovo accordo (insomma, tutti quei soldi non ve li possiamo dare, ci accordiamo? Ve li diamo a poco a poco? Magari anche meno? Eddai!), macché! Proprio non ne hanno voluto sapere, quindi cioé è pure un po’ colpa di Tom Happ, perché magari glieli davamo pure quei soldi (a rate però). Ah, e comunque non rompete le palle con ‘sti moralismi beceri che avrei tolto soldi a un bambino, perché fino a due anni fa pure io avevo un problema serio con mio figlio e se scrivete altre cose che non mi aggradano, metto tutte cose in mano all’avvocato. Peace & Love.

A parte la zero eleganza nell’esposizione, soprattutto la parte del “ho i miei problemi anche io” che fa tanto dell’uomo che premette (io non ho niente contro i gay, basta che stiano a casa loro, io non ho niente contro gli immigrati, basta che stiano a casa loro, io non ho niente contro gli Imagine Dragons, basta che stiano a casa loro, etc…), quando si finisce una lettera di “spiego come vanno le cose” con “e state attenti che vi faccio causa”, direi che ci si è schierati abbondantemente da una parte che non può che riscuotere le antipatie dei SWJ e non. Dovremmo fare quindi attenzione a ciò che pubblicherà da ora in avanti BadLand Publishing, soprattutto se non siamo assolutamente d’accordo con il comportamento della dirigenza. O forse non dovremmo?

Ma che zona di pesca FAO è? Perché , io della 88 non mi fido molto…

Faccio un passo indietro per allontanarmi dalle vicissitudini narrate poc’anzi (ed spero che sia inutile dirvi come la penso al riguardo), per allargare la domanda: è giusto diventare acquirenti consapevoli di videogiochi? Questo sta accadendo sempre di più in altri settori, e forse alcuni di voi sono già abituati a scegliere secondo una logica che comprenda anche la questione etica/morale. La cosa è più evidente nel settore alimentare: scelgo la pescheria locale anziché comprare i surgelati, perché so che il pesce viene dai mari vicini, e quindi sto sovvenzionando una realtà locale, non compro il latte di quella multinazionale perché ho sentito dire che nei loro allevamenti non c’è rispetto per gli animali.

Ovviamente se non compro quel latte, il mercato me ne offre altri, di qualità diverse, proveniente da allevamenti diversi, trattati in maniera diversa, di tutte le fasce di prezzo. Con i videogiochi questo non è propriamente possibile. Certo, non gioco Axiom Verge, ci sono altri metroidvania, ma non sono Axiom Verge. E certo lo so che anche il latte di NonSfruttoMicaLeMucche non è il latte di SfruttoTantoLeMucche, ma il sapore è simile ed è sempre latte. Teslagrad, invece non ha mica lo stesso sapore di Axiom Verge, ma nemmeno vagamente simile, pur essendo latte. Sto facendo confusione ma ci siamo capiti.

Si può quindi fare una scelta consapevole? Beh, certo. Non ve lo prescrive il dottore di comprare la versione fisica di Axiom Verge, e comunque se volete dare soldi a uno sviluppatore, la maniera migliore rimane comprare la versione digitale, dato che a parte tasse e percentuale che si prende la piattaforma che utilizzate (Steam, eShop, PSN etc…), il resto della grana va nei conti di distributore e produttore. Con tutti i giochi che escono, ogni singolo giorno, e con tutti quelli che sono usciti, che magari sono anche meglio di quelli nuovi, è anche possibile rinunciare a un capolavoro. Certo, la scelta si avvicina di più al vegetarianesimo, nel senso che bisogna privarsi proprio di quella cosa, totalmente, consapevoli che si può non mangiare carne senza morire di fame.

Io non sono né vegano, né vegetariano, e nemmeno un fan di tutti i cibi con scritto “bio” davanti, eppure posso capire il perché della scelta. Cercare di avere meno impatto su una terra che viene sempre più martoriata dall’uomo, ogni giorno sempre di più, è ammirevole, ma ho delle perplessità che proprio non se ne vanno. Se tutti scegliessimo la marca TuttoBio, causando una perdita di utili a una multinazionale, e questa iniziasse a licenziare gente, padri di famiglia onesti, dovrei sentirmi in colpa? Se mangiassi solo quinoa, e questa aumentasse il suo valore, a tal punto che le popolazioni che la avevano come cibo più economico iniziano a non averne più a propria disposizione, non sto avendo un impatto, potenzialmente anche devastante, sulla loro alimentazione? Tutti questi semini, nelle loro lattine, non pesano di più? Non hanno bisogno di trasporti più onerosi in termine di carburante? E come faccio a esserne sicuro? A sapere se è meglio o peggio? Se sto facendo del bene o del male?

Ok, rientro OT allora. Mettiamo caso che divento un acquirente di videogiochi consapevole: come faccio a sapere se alimento una guerra civile in Nicaragua comprando l’ultimo fps di grido? Cosa dovrei pensare di un publisher che usa un sito razzista, omofobo o che in passato ha ospitato contenuti di violenza (e peggio, schifosamente peggio) contro i bambini per fare un AMA? E se scoprissi che StrazioSoft, di cui ho almeno una trentina di titoli, ha usato (anche) i miei soldi per finanziare film di Weinstein? Che faccio? Appico un rogo con quei giochi? Come faccio a cancellare dalla memoria il fatto di averli anche apprezzati, prima che sopraggiunga la tarda età?

Probabilmente la risposta più facile è: oh, io compro quello che mi piace, se poi vengo a conoscenza di determinati fatti che non gradisco mi comporto di conseguenza. Ma sono lo stesso un acquirente consapevole? E voi, siete pronti a diventarlo?

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