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Steins;Gate Elite, una recensione a cavallo delle linee temporali

Scritto da

Pubblicato il
28 Febbraio 2019
Genere
Visual Novel
Lingua
Multiplayer
No

Il mercato videoludico moderno offre una gran quantità di generi differenti, in grado di poter soddisfare ogni tipo di palato. C’è chi preferisce l’azione più frenetica di un picchiaduro, chi preferisce studiarsi le tattiche minuziosamente in un JRPG, chi ama i titoli sportivi e chi adora vivere gare spericolate a bordo di incredibili vetture. In un paese distante dal nostro, in una linea temporale non meglio definita, le Visual Novel sono uno dei generi più popolari disponibili sul mercato.

Qualcosa sta cambiando

Le Visual Novel sono dei titoli molto particolari, che cedono praticamente ogni goccia di gameplay in favore di una struttura narrativa decisamente più profonda ed articolata. Non vi troverete mai, dunque, a compiere balzi giganteschi ne ad abbattere con la strategia nemici imponenti. Leggerete, invece, una gran quantità di testo e prenderete decisioni che muteranno sensibilmente l’esito della vostra avventura. E vi ritroverete, improvvisamente, immersi in mondi fantastici in grado di tenervi incollati allo schermo come solo poche avventure prima hanno potuto fare. E’ questo il caso di Steins;Gate Elite.

 

El Psy Kongroo

L’universo ha un inizio, ma non una fine: è infinito. E poi le stelle… anch’esse hanno un inizio, ma periranno per via della loro stessa energia: si estingueranno. Coloro che possiedono il dono dell’intelligenza sono in verità i più sciocchi: è piuttosto evidente, basta osservare la storia. In un certo senso, questo può essere considerato l’ultimo avvertimento di Dio a coloro che resistono.

 

Rintaro Okabe è un giovane ragazzo Giapponese, residente nella città di Akihabara, autoproclamatosi scienziato pazzo (con tanto di soprannome apposito) alla ricerca di un modo per conquistare il mondo e liberare il caos, nonché protagonista assoluto del gioco. Okabe è a capo di un “Laboratorio di sviluppo per Gadget Futuristici“, è ossessionato dal fatto di portare il camice bianco e dalla bevanda Dr. Pepper, per lui la bevanda esclusiva per i veri scienziati. Nel suo sgangherato team di laboratorio è presente anche una ragazza, particolarmente legata alla figura di Okabe, chiamata Mayuri Shiina. Non manca il classico ragazzo nerd, con tanto di pancia ed ossessione per le Loli 2D, nonchè hacker di una certa bravura.

“Iiiio sono lo scienziato pazzooo…”

La storia di Steins;Gate inizia in una soleggiata giornata, in cui Okabe e Mayuri si recano nel centro di Akihabara per prendere parte al comizio di uno scienziato, giunto per esporre le sue teorie sulle possibilità del viaggio temporale. Ancora prima che la conferenza possa iniziare, però, uno strano incidente devasta il palazzo. Una specie di satellite si schianta contro il tetto, creando scompiglio tra i presenti e spingendo Okabe a salire sul tetto per scoprire la realtà sull’accaduto. Ed è qui che il gioco comincia a mostrare gli artigli, spingendo l’acceleratore sulla curiosità del giocatore.

Ed è qui, inoltre, che farà a sua comparsa una figura chiave dell’intera vicenda. Kurisu Makise, una giovane ragazza dai fiammanti capelli rossi, avvicinerà il nostro Okabe, spinta dalla curiosità su cosa volesse il nostro giovane scienziato da lei, solo pochi minuti prima. Sfuggito alla conversazione grazie alle sue piuttosto terribili doti attoriali, Okabe si ritroverà di fronte ad una serie di eventi folli ed impensabili per le comuni persone.

La tenera Mayushii

Il gadget futuristico che farà da vero apripista alle vicende del gioco è l’ottavo sviluppato. Poco importa della pistola che comanda la TV, il “Microonde Telefonico” è la vera innovazione. In grado di riscaldare il cibo a comando grazie ad un cellulare collegato con l’apparecchio. Non manca nemmeno una comoda funzione per trasformare le banane in… banagel?

La prima parte del gioco risulta essere piuttosto tranquilla, ed è dedicata soprattutto all’approfondimento dei numerosi personaggi della serie. Tutti, nessuno escluso, inizialmente potrebbero risultare quasi stereotipati o banali (scienziato pazzo, il nerd con le waifu, la ragazza tonta, la ricca viziata ecc..). Ma è proprio questo il bello del gioco. Ogni personaggio va incontro ad un’evoluzione studiata nel minimo dettaglio nel corso di tutta l’avventura, al punto che arriverete alla fine dell’avventura senza riuscire più a scordarvi eventi e protagonisti coinvolti.

Queste banane io me le ricordavo diversamente fino a 5 minuti prima…

Dalla seconda metà del gioco (metà intesa narrativamente, non in termini di ore giocate), il susseguirsi degli eventi non potrà non travolgere chiunque stia giocando l’avventura. La connotazione scientifica che assume il titolo riesce a rendere il tutto estremamente interessante, spingendo spesso il giocatore a cercare informazioni aggiuntive sulla numerose teorie citate. Spesso saranno gli stessi protagonisti a darsi battaglia a suon di teorie scientifiche, sia reali che inventate o stravolte. E tutte vengono comunque spiegate, in maniera da essere comprensibili ai più.

L’anime che diventa videogioco

Steins;Gate Elite nasce dalla volontà di rinnovare il comparto grafico del titolo, nato oltre 10 anni fa e da allora rimasto sostanzialmente inalterato. Le altre versioni del gioco si basavano su dei disegni statici. Bellissimi, molto profondi, ma comunque statici. In questo remake i disegni sono stati sostituiti con scene animate tratte dell’anime, con l’aggiunta di scene inedite disegnate per l’occasione. Inizialmente molti fan della serie avevano storto il naso, denunciando una perdita di originalità nella serie con la rimozione di queste tavole.

La nuova veste grafica animata

Dopo tantissime ore di gioco, posso sottolineare quanto le nuove immagini animate non solo non facciano perdere spessore al gioco, ma anzi aumentino sensibilmente il fattore coinvolgimento. Nella precedente iterazione del gioco, molto spesso capitava di passare decine e decine di minuti di fronte allo stesso disegno. A volte intervallato magari da fugaci comparse di altre tavole, ma comunque sempre molto statiche.

La vecchia veste grafica

Il fatto di vedere i personaggi prendere vita mentre noi giochiamo, ci spinge ancora di più a giocare ed a vivere le avventure di Okabe. Una scelta quindi azzeccata, a mio modo di vedere le cose. E spero che anche Steins;Gate 0 subisca lo stesso trattamento, prima o poi. Del resto, il titolo mantiene il classico doppiaggio giapponese ed i sottotitoli in inglese. Le grafiche dei menù sono state ridisegnate e sono decisamente più piacevoli, così come il menù dedicato al telefono è ora decisamente più bello.

Non manca inoltre un’enorme enciclopedia, una vera manna dal cielo, che spiega per filo e per segno tutti i termini più particolari utilizzati nel gioco. Sicuramente si tratta di un’aggiunta non da poco, e non posso non consigliare di tenerla sott’occhio il più possibile. Potrebbe essere anche l’occasione per imparare cose nuove sulla cultura giapponese.

Meglio in TV o in portatile?

Una domanda piuttosto interessante in questo genere di produzioni, generalmente, riguarda il “dove” giocarle. Meglio su una console fissa, spaparanzati nel letto/sul divano in compagnia di una bevanda? Oppure in portatile, coricati nel letto oppure su un treno ecc ecc?

Sicuramente su Nintendo Switch non avrete nessun problema a farlo in entrambe le maniera. Che preferiate giocarci in TV, oppure in portatile, con Nintendo Switch potrete scegliere come e dove giocare. Sicuramente una visual novel da il meglio di sé in modalità portatile, affiancata da un traduttore online nel caso in cui abbiate problemi con le lingue.

Steins;Gate Elite si merita dunque tutta l’attenzione possibile sulla ibrida di Nintendo, non solo perché è tra le prime produzioni del genere ad arrivare anche in Europa, ma anche perché tra le varie avventure è la più appassionante. Il pacchetto per Nintendo Switch include inoltre una breve avventura esclusiva 8-bit, che ci permetterà di gironzolare in Akihabara in un’esperienza inedita. Insomma, appassionati e non di Steins;Gate, non fatevi sfuggire quest’ulteriore possibilità di vivere un’emozionante avventura nei panni di Okabe a spasso per le linee di universo.

8,6
Storia emozionante, fasi animate belle da vedere, racconto scritto molto bene
Manca la localizzazione in Italiano

MODUS OPERANDI

Giocato per decine di ore su Nintendo Switch e raggiunti 3 finali su 5