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Il futuro di Kyoto tra mobile, Nintendo Switch e l’immortale 3DS

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Pubblicato il
18 Gennaio 2019

Un futuro delineato ma misterioso

Gli smartphone hanno segnato la fine delle console portatili. Nintendo non si fa scoraggiare e butta sul mercato Switch, console ibrida che può essere sia casalinga che portatile (per buona pace di chi dice che è una console portatile e basta).

Eppure l’interesse dell’azienda di Kyoto verso il mondo mobile è giustamente aumentato nel corso degli anni e anzi, forse ci è arrivata anche troppo tardi. Qual è l’oggetto che tutti abbiamo, ovunque andiamo, sempre e comunque? Se avete pensato alle mutande ci siete quasi, ma io mi riferivo proprio agli smartphone. Puntare su un qualcosa che puntualmente utilizziamo per ore durante il giorno era inevitabile diventasse un business fondamentale per un’azienda come Nintendo, nonostante questa non abbia smesso e, fortunatamente, non smetterà di produrre console.

Per quanto spesso le parole dell’attuale presidente Shuntaro Furukawa ci abbiano spaventato, una sua recente intervista ha proprio messo in luce il futuro dell’azienda tra mobile, Switch e 3DS (sì, ancora lui).

Ci fidiamo di te eh

I giochi mobile alla Fire Emblem Heroes e Animal Crossing: Pocket Camp stanno facendo molto bene alle casse di Nintendo, ma ciò che il presidente vuole sottolineare è che questo non indica assolutamente che i due mondi (console e smartphone) si uniranno ma, anzi, l’idea di gioco alla base di essi saranno sempre ben separati. Con i giochi mobile si continuerà a crescere e a puntare di più, ma questi resteranno sempre e solo un qualcosa per far avvicinare milioni di giocatori ai brand Nintendo, per dirottarli poi verso i “veri” giochi su console.

Un discorso che fila, visto che è sicuramente più semplice convincere qualcuno a scaricare un gioco free-to-play o da pochi euro sul proprio smartphone piuttosto che a comprare una console da 300 e passa euro con relativo gioco a 60 così, sulla fiducia.

Come biasimare Nintendo?

Nel corso dell’intervista hanno poi cominciato a suonare le campane a festa, una luce divina ha avvolto il presidente e la parola 3DS è risuonata con eco nemmeno fossimo in una cattedrale: la console dal doppio schermo uscita nel 2011 è ancora viva e lo sarà ancora, praticamente è immortale. Gli otto anni sul gruppone si fanno sentire, ma da buon vecchio saggio il 3DS ha ancora qualcosa da dire, almeno secondo Furukawa:

La quantità di giocatori che l’hanno acquistato è notevole. Il 3DS è più semplice e portatile rispetto a Switch, oltre ad essere piuttosto economico. Il nostro obiettivo è quello di continuare il nostro business su di esso e lo supporteremo insieme a Nintendo Switch.

Capito? Quelli che ne invocavano la chiusura in un cassetto – tra cui il sottoscritto – faranno bene a rivedere i propri piani. A questo punto però è curioso immagine come davvero Nintendo “sfrutterà” il 3DS. Giochi alla Ocarina of Time e Majora’s Mask 3D? Immaginare titoli AAA è follia e anche l’uscita di porting/remastered in realtà susciterebbe un bel malcontento.

Immaginatevi il porting di un gioco per GameCube attesissimo, che tutti vorrebbero rigiocare su Nintendo Switch per poi magari vederne anche un sequel. Ah, l’hanno fatto con Luigi’s Mansion, è vero, dunque tutto è possibile.