Gli anni '80 e la loro bellezza di luci e suoni elettronici rivivono su Nintendo Switch che si trasforma in un cabinato arcade grazie ad Horizon Shift '81!

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Genere: Arcade
Multiplayer: No
Lingua/e: Inglese, Francese, Tedesco, Italiano, Spagnolo, Portoghese, Russo

Da console ibrida a cabinato arcade

La tecnologia avanza e i videogiochi non sono da meno. Ogni giorno ci troviamo comparti tecnici sempre più realistici, fisica di cui Newton sarebbe orgoglioso, volti così fotorealistici che sembra quasi vedere persone vere. È inevitabile, eppure il vecchietto che è in noi è sempre nascosto in un angolino del cuore, ancora desideroso di giocare e apprezzare i vecchi giochi arcade dei cabinati.
Lo stesso vecchietto che ha portato Flump Studios a realizzare un gioco assolutamente nostalgico, retrò, che ha addirittura nel titolo l’anno a cui si ispira: Horizon Shift ’81.

Esplosioni di qua, esplosioni di là.

Un po’ Asteroid, un po’ Galaga, questo titolo fin dalla prima schermata e dai primi jingle ci fa fare un salto indietro di 40 anni, quando ancora si contavano i bit e le musiche erano del tutto elettroniche. Lo scopo di Horizon Shift ’81 è, proprio come nei giochi citati, quello di eliminare a suon di proiettili la miriade di nemici che ci verrà contro, siano essi astronavi aliene o meteoriti pronti a distruggerci. In questo caso però abbiamo una piccola ma fondamentale variante: potremo muoverci solo lungo un asse orizzontale che sarà posto per la maggior parte del tempo al centro dello schermo, in modo da avere la doppia preoccupazione dei nemici provenienti dalle spalle e da davanti.
Questo rende il gioco davvero frenetico e senza un attimo di pausa, nemmeno nei livelli iniziali dove, ovviamente, avremo pochi nemici a schermo. Di questi ultimi ne esistono diverse varianti ed ognuna di esse risponde in maniera differente ai nostri proiettili o all’impatto con la nostra “linea di spostamento”: c’è chi viene eliminato al primo colpo, chi esplode in mille pezzi da evitare il più possibile, chi atterra accanto a noi e comincia a spostarsi in cerca dell’impatto che dovremo evitare sfruttando lo sprint laterale che, al tempo stesso, ci rende invulnerabili per qualche attimo ed elimina i nemici ormai appropriatisi del nostro spazio.
Breakout è sempre ben accetto.

Horizon Shift ’81 però propone anche divertenti boss fight, gli unici momenti in cui il gameplay varia leggermente, con la nostra sempre amata linea di spostamento che si muoverà anch’essa lungo lo schermo, offrendo così differenti traiettorie di fuoco ma complicando non poco le cose. I boss appariranno ogni cinque stage e, una volta sconfitti, segneranno il tanto sudato e bramato checkpoint da cui partire una volta sconfitti: ovviamente il punteggio ne risentirà, ma sarà piacevole non dover iniziare necessariamente sempre dal primo livello.
Davvero apprezzabile inoltre l’idea di inserire alcuni bonus stage in cui da Galaga/Asteroid passiamo all’altrettanto amato Breakout, utilissimi per raccogliere potenziamenti e far aumentare a dismisura il proprio punteggio.
Se lo scopo del gioco infatti è quello di portare a termine i 36 livelli, i veri appassionati del genere non potranno che puntare a fare i grandi numeri tra combo, eliminazioni a raffica e raccolta di power-up sempre più potenti, che anche alle difficoltà più elevate permettono di cavarsela degnamente. È ovvio però che arrivati ad un certo punto (vedere il livello 25) la difficoltà subisce un’impennata assurda – forse anche troppo – che creerà un caos a schermo davvero esagerato. Un qualcosa di negativo, da un certo punto di vista, ma il rovescio della medaglia è che il comparto tecnico di Horizon Shift ’81 mostra i propri muscoli proprio in questo momento.
In verticale è tutta un’altra storia.

Certo, il tutto resta sempre in salsa retrò, ma vedere una miriade di luci, esplosioni al neon e fasci energetici crea una certa assuefazione nei nostri occhi. Complice una colonna sonora che non spicca per originalità, ma che sarà sempre adeguata alla situazione con tracce elettroniche con bassi che rendono i combattimenti adrenalinici fino al midollo.
Un plauso poi per le tante personalizzazioni che gli sviluppatori hanno permesso tramite le impostazioni di gioco: è possibile infatti cambiare alcuni parametri per far sì che la visuale somigli a quanto vedevamo sulle tv a tubo catodico (con effetto bombato), o con i “disturbi” visivi delle linee orizzontali e verticali; o ancora la possibilità di cambiare l’intensità dei colori e delle luci, per un approccio più retro, più moderno o classico.
La ciliegina sulla torta, però, è il poter giocare in verticale, ovviamente possibile solo in modalità portatile (a meno che non vogliate ruotare di 90° la vostra televisione). Modalità portatile e visuale verticale, questa è la combinazione che consiglio assolutamente per giocare al meglio, sfruttando tutto lo schermo di Nintendo Switch senza alcuna banda laterale nera – o decorata, sempre grazie alle impostazioni – che potrebbe distrarre o infastidire.
Quel giallo farà la gioia dei vostri occhi.

Horizon Shift ’81 offre diverse modalità di gioco, tutte però solo varianti di quella originale: abbiamo dunque la modalità in cui la velocità di gioco aumenta sempre di più, o quella in cui vedremo il Game Over dopo un solo colpo subito. Purtroppo la nota dolente del titolo targato Flump Studios è proprio una certa ripetitività, con modalità tutte simili tra loro e un gameplay che, alla lunga, tolta la difficoltà crescente è sempre lo stesso. Anche la mancanza del multiplayer o delle classifiche online rientra tra gli aspetti negativi, ma che di certo non pesano così tanto da rendere Horizon Shift ’81 un gioco non consigliato.
Avete nostalgia dei cari cabinati su cui avete speso centinaia di monetina da 50 lire (sigh)? Allora Horizon Shift ’81 è ciò che fa per voi. Un gameplay semplice che metterà a dura prova le vostre abilità, attirandovi con un’energia sprigionata da ogni pixel e nota elettronica.

Ho portato a termine i 36 stage della modalità principale, finendo l’ultimo livello senza sapere più in che anno mi trovassi, grazie ad un codice offertomi dagli sviluppatori.
Pro: Graficamente semplice ma di impatto, così come il comparto sonoro. Sprizza energia fin dalla schermata di avvio.
Contro: Poche modalità, alla lunga risulta un po’ ripetitivo.
7.8

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