Libero Pensiero

Nintendo è la nuova Sony? – Libero Pensiero

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Pubblicato il
04 Dicembre 2018

Chi ha copiato chi adesso?

28 maggio 2018 è una data importante nella storia della telefonia in Italia: è il giorno in cui Iliad ha scoperto le sue carte presentando le sue SIM e i suoi famigerati piani telefonici che hanno creato un vero e proprio terremoto sul mercato. Gli altri operatori finora si erano accordati su una mutua ostilità apparente fatta di iniziative e tariffe abbastanza simili tra loro, e sono state costrette a praticare tariffe bomba per non perdere terreno. Quello che si suol definire “sana competizione”.

Insomma, quello che manca a Nintendo, e che la sta facendo diventare pian pianino, la nuova Sony.

Vengo da un periodo di “quasi” allontanamento dai videogiochi – per inciso: ho messo un po’ da parte Switch per mancanza di tempo, ma non ho smesso di videogiocare grazie al cellulare, al Nintendo 3DS e ad indie occasionali – e in questi giorni mi è venuta voglia di riaccendere Nintendo Switch, una console che mi piace ma alla quale sto iniziando a guardare con sospetto.

Bisogna trovare cenere nella scatola per avere ancora più grigiore

Infatti dal punto di vista dell’oggetto in sé ho davvero poco da recriminare: da qualsiasi parte lo si guardi Nintendo Switch è un oggetto di qualità, fatto con ottimi materiali, con un prezzo standard e con la presenza di alcuni tra i giochi più belli degli ultimi anni – e vado oltre alla coppia Zelda/Mario, pescando dal mare sempre pieno di pesci degli indie e Mario+Rabbids al quale dovremmo guardare ancora con stupore patriottico. Eppure faccio un po’ di fatica ad associare lo slogan più famoso della grande N, la “Nintendo Difference” che cerchiamo sempre noi appassionati, al nuovo/vecchio portatile/da casa.

Un amico una volta guardando il mio Nintendo Switch nuovo di pacca mi ha detto “ha un aspetto più professionale rispetto alle solite console Nintendo, non sembra quasi l’abbiano fatta loro”. Non credo che Sony o Microsoft avrebbero mai fatto uscire una console con un pad blu e un altro rosso, ma a distanza di due anni forse devo dargli anche ragione. E se l’avessi presa con i Joy-Con grigi avrei tolto anche il forse.

Rabbids Montreal
Alzi la mano chi voleva un nuovo gioco dei Rabbids. Su, non vi ingrugnite, il futuro è sempre pieno di sorprese!

Perché una volta acceso quel portatile, non c’è nessun loghetto simpa, nessun suono iconico (ho ancora lo start up sound di GameCube come suoneria SMS per dire). Subito un menù con le icone di gioco, che alla prima visione mi ha fatto pensare “vabbé dai lo cambieranno”. Se vado nell’eShop la situazione è ancora più lugubre: mentre il web ha memizzato le varie musichette dei famigerati canali di Nintendo Wii, e il quasi rinnegato Nintendo Wii U ha una melodia sullo sfondo di un desolante negozio “prima del fallimento” con gli articoli a prezzi tre volte superiori a quanto si trova in giro e giocacci raccattati dal fondo del barile tanto per far numero, l’eShop di Nintendo Switch è tale e quale quello del PSN in quanto a musiche. Ovvero il nulla più assoluto.

Il segno di Sonyzzazione più inquietante è l’online a pagamento, dove ok, è solo un terzo rispetto al già citato PSN, ma sull’altro piatto della bilancia troviamo un servizio di chat che non si capisce perché per Fortnite sia nativo e con Splatoon 2 devo usare un’app dal cellulare, e un servizio di giochi NES che in tutta onestà apprezzo ma che altrettanto onestamente mi inizia a sembrare un po’ una presa in giro, dato che quei giochi me li hanno rivenduti così tante volte (e una volta me li hanno dati a contentino del sovrapprezzo del Nintendo 3DS, non esattamente la più elegante delle maniere per riproporre delle vecchie glorie) da iniziare a far vacillare il mio trasporto amoroso verso il retrogaming. What else?

Non vi nego che attualmente non ho ancora l’iscrizione, e che mi sembra un obolo inutile in un periodo in cui di tempo per giocare il superfluo ne ho zero, un po’ come mi sta accadendo con Netflix, che continuo a pagare (ma che almeno pago pochissimo) ma che non uso quasi. Di fondo Nintendo ha prolungato l’identità instillata nelle console nel periodo Iwata, però mentre Nintendo Wii aveva una sua identità precisa, un’estetica a là Apple mirata a essere un oggetto elegante nel salottino, Nintendo Switch esegue la stessa idea un po’ troppo seriosamente, e forse Nintendo stessa sembra essersene resa conto, lasciando il compito di rendere la console più “giocosa” ai Joy-Con, sin dal lancio. Quasi un voler essere “adulti” ma in maniera odiosa, come ai tempi in cui Sony sbeffeggiava le console Atari (e i retrogame in generale) con i primi spot dedicati a Playstation. Qui lo dico, per me a livello di design il GameCube è ancora insuperato, e per come hanno preso piega l’estetica console dopo l’avvento di Sony, dubito davvero fortemente si arriverà a quei livelli, per cui arrendiamoci a questa estetica da videoregistratori, grazie anche per questo, grande S, grande M e grande N.

Se avessero dato Eternal Darkness con il servizio online ci sarebbe ancora gente nuda urlante in pellegrinaggio verso Kyoto

Ma quello che mi sconcerta di più è che attualmente non ho nessun gioco che mi tenga davvero impegnato per i miei gusti, e che non ne vedo all’orizzonte in tempi brevi. Certo, c’è Smash Bros. in arrivo, ed è la festa nintendara più grande che ci sia, ma proprio come per Mario Party, ormai sono un lupo solitario del gaming, dato che i vecchi compagni di smashate ormai si sono dati alla macchia. Nintendo non sembra essersi impegnata molto quest’anno per me in particolare, Kirby Star Allies, Sushi Striker e Nintendo Labo sono gli unici titoli che posso prendere in seria considerazione, volendo escludere i titoli sotto la categoria “vabbé giocalo su Wii U che tanto ce li hai” come Donkey Kong Country Tropical Freeze, Hyrule Warriors e Capitan Toad, e i titoli sotto la categoria “ormai sei triste e solo, smettila” come Mario Tennis Aces e i due citati poc’anzi.

Un po’ pochino, se chiedete la mia opinione. Se togliamo la famigerata coppia magica degli inizi, il gioco più nintendaro che posseggo è Mario+Rabbids, fatto da… beh Ubisoft. Meno male che il 2019 dovrebbe portarmi Animal Crossing, Daemon X Machina, Yoshi’s Crafted World e le tre case di Fire Emblem, quindi un anno di fuoco dopo uno gné gné. Ok avete capito che non gioco a Pokémon. Il fatto poi è che questa, magari, è una percezione del tutta soggettiva, ma fatto sta che non mi capitava di avere così poco interesse dagli ultimi anni di vita delle ultime tre console da casa, e non è una bella sensazione.

Yoshi Nintendo Switch platform
Ehi Yoshi? Ancora tutto intero? Mi raccomando…

Anche se lo è stato, la verità non è che il 2018 è stato un anno così scialbo che difficilmente me ne ricorderò – in tutti i campi – ma solo che a Nintendo manca un po’ di sana competizione, manca l’Iliad che ti spariglia le carte e ti costringe ad agire di conseguenza, il pepe nelle mutande. Nintendo ha una console che sta infrangendo ogni record di vendita, che ha dominato il Black Friday e lo ha fatto nell’anno in cui probabilmente si è impegnata di meno per progetti a breve termine – Super Smash Bros. a parte. Il gioco Nintendo che ho giocato di più quest’anno è stato Animal Crossing Pocket Camp, vorrà pur dire qualcosa.

La Nintendo bisognosa è quella che fa uscire uno Zelda al lancio epocale, e che ha graziato il primo anno di Switch anche con Super Mario Odissey, due giochi che ci hanno messo in seria difficoltà nello scegliere il Best of the Year. Nintendo oggi, può aver paura solo di sé stessa, e questo probabilmente ci consegnerà un Animal Crossing da applausi, un Metroid Prime 4 che tutti aspettano come il parmigiano a tavola e chissà quante altre meraviglie. Ma quello che chiedo io non sono solo giochi, è proprio l’atteggiamento, il modo di essere Nintendo che mi sembra sia troppo stiracchiato dietro un’estetica che deve piacere per forza a tutti e i new funky mode. Nintendo è la gamma di colori delle console, le musichette sceme che condiscono ogni menù, i personaggi buttati lì per cose di contorno come Nikki per la messaggistica di Nintendo 3DS, con gran piacere del settore artistico che ci ha lavorato per mesi.

Insomma io mi sono un po’ abituato agli E3 tristi, ma non mi fate abituare a una console triste per favore.