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Star Fox e Starlink, Ubisoft does what Nintendon’t

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Pubblicato il
27 Ottobre 2018

Diamo a Fox ciò che è di Fox

Ne è passato di tempo da quando Fox McCloud viaggiava nello spazio in compagnia della sua squadra Star Fox, o almeno da quando l’uscita di un titolo a lui dedicato creava un certo hype. Che le cose non andassero benissimo lo si era capito già in epoca GameCube, quando la Rare ci ha regalato un Adventures che di Star Fox aveva ben poco.

Tra remake su Nintendo DS e reboot su Wii U con Zero, l’era della volpe antropomorfa sembrava davvero finita: gli “one rail shooter” o presunti tali non funzionano più nel 2018, le vendite parlano chiaro. Eppure basterebbe reinventare il genere, così come è stato fatto con Metroid e i Metroid Prime, o evolversi come ha fatto in questi anni Super Mario o The Legend of Zelda con Breath of the Wild. E invece no, Nintendo aveva bollato Star Fox come IP da dimenticare, che non funziona, che i fan devono assaporare solo vedendo Fox McCloud e Falco Lombardi in Super Smash Bros.

Continuiamo così e Smash sarà l’unico gioco in cui li vedremo.

Il contentino arriva con Star Fox Zero che, proprio per la sua natura di reboot, avrebbe potuto indicare una volontà di Nintendo di riniziare tutto, di prendere di nuovo in mano l’Arwing, ma ancora una volta le vendite hanno dato la loro sentenza. Siam sicuri che ciò sia dovuto solo al mercato che è cambiato? O forse una qualità non all’altezza del nome e un sistema di controllo pensato dal più malefico degli Andross ha influito? (Miyamoto ti vogliamo comunque bene, sia chiaro).

Forse Nintendo ha ragione, il genere degli sparatutto in tre dimensioni su binari è superato, ma ciò non giustifica questa non curanza verso una saga che, seppur in maniera minore rispetto ad altre IP, ha fatto la storia della società. Poi per fortuna – non mi sarei mai sognato di dirlo fino a qualche anno fa, lo giuro – arriva Ubisoft.

Fin dalla sua presentazione, Starlink: Battle for Atlas aveva suscitato un certo interesse nel pubblico, ma è al reveal della presenza di Star Fox che l’hype si è alzato alle stelle, per rimanere in tema. È vero, forse questa è la prerogativa di noi nintendari: infilaci un personaggio Nintendo in un gioco qualsiasi e noi lo acquisteremo felici. Ma questa volta è diverso. Fox non è un cameo, non è un personaggio inserito a forza come easter egg solo per sfruttare la sua IP anzi, mai come questa volta è il gioco ospitante che dona vita ad un personaggio sempre più nell’oblio.

Rivederlo così è stata un’emozione unica!

Lo Star Fox team in Starlink: Battle for Atlas ha una vera e propria storia che va ad accompagnare quella del Signor Rana (così denominato dal nostro Pietro) e la sua squadra; non abbiamo solo missioni da portare a termine in qualche decina di minuti e che, una volta finite, porta il gioco ad essere un qualsiasi sparatutto con le astronavi come possiamo trovare su PlayStation 4 e Xbox One. L’ottima scelta di Ubisoft è stata quella di far proseguire le due distinte, ma comunque fuse, storie: obiettivi diversi ma che portano i protagonisti ad aiutarsi nel corso di tutta l’avventura. La natura esplorativa di Starlink si adatta benissimo a Star Fox, ed è per questo che possiamo affermare che quest’ultimo non è morto e non deve essere lasciato morire. Se la formula di semplice sparatutto ormai sembra superata e poco interessante, esplorare lo spazio con l’Arwing, la possibilità di evoluzione sia del personaggio che dell’astronave, il poter avere diversi tipi di armi che fuse tra loro creano potentissimi danni elementali, questo è ciò che possiamo e dobbiamo avere in Star Fox.

Azzardare dicendo che Starlink: Battle for Atlas è il miglior Star Fox degli ultimi anni, pur non essendo uno Star Fox, forse non è del tutto corretto, eppure è proprio da qui che il brand dovrebbe ripartire. Basta con livelli con un inizio e una fine, con strade uniche da seguire e con solo qualche bivio, i tempi sono cambiati (in meglio o in peggio? Questa è un’altra storia) e l’open world, qualora possibile, la fa da padrona.

L’abbiamo avuto con Super Mario Odyssey, con The Legend of Zelda: Breath of the Wild, perché non approfittare dello spazio infinito per dare la giusta libertà a Fox McCloud?

“Avrò la mia vendetta, in questo gioco o in un altro”

Le possibilità offerte da Starlink sono davvero molteplici, per quanto non stiamo parlando di un capolavoro, sia ben chiaro. Viaggiare senza limiti tra un pianeta e l’altro, venire attaccati dai predatori dello spazio e trovare navi abbandonate con una loro storia alle spalle, il tutto applicato ad un vero nuovo Star Fox renderebbe molto più profonda la lore della saga, che di cose da raccontare ne avrebbe molte. E se già solo sentire il theme di Corneria in Starlink quando chiamiamo in aiuto uno tra Falco, Peppy e Slippy ci fa emozionare, pensate un intero gioco, un intero universo sviluppato in questo modo.

Perché il passato di Star Fox va sì superato, ma non cancellato: il poter visitare tanti pianeti ci potrebbe portare a incontrare vecchie conoscenze, come i dinosauri di Dinosaur Planet, o Krystal di cui il nostro Fox è tanto invaghito. La raccolta di materiali preziosi e l’aiutare i diversi popoli dei pianeti, cosa che ben funziona in Starlink ma che è stata poco approfondita, potrebbe dare una nuova luce al brand Star Fox, rendendolo di fatto non più un semplice one rail shooter, ma un vero e proprio “open universe” in cui l’esplorazione, i combattimenti e gli elementi ruolistici sarebbero alla base di tutto.

Eppure proprio qualche tempo fa era circolato un rumor secondo cui un nuovo Star Fox era in sviluppo, e rispondeva a tutto ciò che ho citato fino ad ora: un sogno che “magari si avverasse” pensavamo, eppure Starlink ci si è avvicinato tantissimo. Se il rumor fosse vero o se magari si riferisse semplicemente al gioco Ubisoft non lo sappiamo, ma che sia inventato o meno, con l’arrivo di Starlink, ci ha convinto ancor di più sulla possibilità di avere uno Star Fox così.

Uno Star Fox con Landmaster a terra e Arwing in volo. Datecelo ora.

Per il momento dobbiamo goderci e limitarci all’ottimo Starlink: Battle for Atlas, che rende giustizia al nostro amato Fox McCloud ma che non può di certo appagare totalmente la fame di un nuovo Star Fox per tutti noi amanti della serie. Un antipasto che ci convince – e speriamo non illude – che Star Fox può vivere ancora a lungo, adattarsi ai tempi e poter vivere una seconda giovinezza, addirittura migliore rispetto al passato grazie alla miriade di possibilità che la tecnologia odierna e un open world permettono.

Poca volontà di Nintendo? “Paura” di osare con un brand che, come già detto, sicuramente non attira quanto un Super Mario o The Legend of Zelda? Possibile, e non possiamo biasimare l’azienda giapponese per questo. Ma così come abbiamo visto in altri casi, team volenterosi e talentuosi, sotto la supervisione adatta, potrebbero creare ciò che Nintendo non può o vuole fare. Il caro e vecchio SEGA does what Nintendon’t torna di moda, in un certo senso.

Starlink: Battle for Atlas mi sta piacendo e, con i suoi limiti soprattutto in ambito Star Fox, ha riaperto in me quella ferita che Zero aveva creato, illudendomi. Diamo a Fox quel che è di Fox, a opera di Nintendo o di qualcun altro.