Runbow – Recensione

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email
Genere: Party Game, Platform, Action
Multiplayer: Locale/Online
Lingua/e: Multilingua

Sfoglia di colori

Da anni siamo sommersi da giochi che fanno del multiplayer una loro componente fondamentale. Il più delle volte, tuttavia, condividere una partita vuol dire connettersi alla rete e giocare con persone che si trovano lontani centinaia, se non migliaia di chilometri. Viene a mancare quindi l’elemento “festa”, quello che spesso e volentieri si veniva a ricreare nelle camerette dei ragazzini appartenenti a qualche generazione fa.

Runbow sopperisce proprio a questo problema. Il gioco, già approdato su tutte le altre piattaforme, incluso lo sfortunato Nintendo Wii U, è recentemente stato accolto dall’eShop di Nintendo Switch. Il titolo è un party game che si basa su meccaniche platform ed action, oltre che su un fantasioso uso dei colori. Vediamo insieme perché si tratta di un must have per tutti gli amanti del chiasso e degli insulti in compagnia.

Regola numero uno: non voltarsi mai indietro!

Una piccola premessa: per quanto divertente anche in singolo, come avrete già capito il gioco mostra tutto il suo potenziale soltanto in multiplayer, che sia locale oppure online. Passiamo quindi al gameplay. Quest’ultimo si basa su azioni piuttosto semplici da impartire: ci si muove come in un qualsiasi platform in due dimensioni con gli analogici e si utilizzano i tasti A/B per saltare ed i tasti X/Y per sferrare un pugno supersonico o per darsi uno slancio in aria. Tutto molto chiaro ed immediato, non fosse per un elemento che salta subito all’occhio: il colore.

Lo sfondo dei livelli cambia incessantemente il suo colore, allo stesso modo di una mano che sfoglia le pagine di un libro. Ciò va ad impattare sulle piattaforme lungo il cammino che, se della stessa tinta dello sfondo, finiscono con lo svanire nel nulla. Allo stesso tempo alcuni nemici perdono il loro scudo e diventano vulnerabili, così come temibili raggi laser smettono di funzionare. Da questa idea tanto semplice quanto geniale s’innesca un meccanismo che il giocatore riesce a comprendere solo dopo diverse decine di tentativi e di vergognosi fallimenti. Il tempismo nel gioco è essenziale; persa di vista la sequenza di colori — cosa che accade di frequente, soprattutto con tanti elementi a schermo — la sconfitta è dietro l’angolo.

Faranno mica male tutti quegli spuntoni?

La modalità avventura, a differenza delle altre, è accessibile anche ai giocatori solitari. A schermo si struttura come fosse il tabellone di un gioco da tavolo, con quattro riquadri divisi a loro volta da piccole caselle. Ogni casella, che varia di colore a seconda della difficoltà (verde, giallo e rosso), presenta un livello sempre diverso ed originale. Si passa dalla folle corsa verso il traguardo irta di pericoli fino a delle vere e proprie arene dove bisogna sopravvivere e allo stesso tempo collezionare monili. Affrontata in singolo, senza la possibilità di poter contare sulle abilità di un compagno, l’avventura può trasformarsi in una vera e propria sfida hardcore.

Ci sono poi le modalità accessibili solo dai due giocatori a salire (il gioco ne supporta ben otto in locale): tutte riprendono gli schemi dei livelli visti durante l’avventura, ma con l’aggiunta di power-up come il boost della velocità o tremendi espedienti che possono cambiare la vita dei concorrenti, come lo switch dei personaggi o il ribaltamento sottosopra dello stage. “Preparati a correre” è una sfida che vede nel superamento degli ostacoli la maggior sfida fino all’ambito trofeo; “Entra nell’arena” lancia i giocatori nella mischia e li mette di fronte ad ardue prove di sopravvivenza; “Onore al re della collina” premia il giocatore che è riuscito a stare più tempo in un’area specifica.

Vi è poi la sfida del Bowhemoth, probabilmente la più impegnativa, che ci vede intrappolati nelle viscere di un mostro gigantesco, alla ricerca del salto preciso al millimetro. Insomma, la varietà non manca e in compagnia Runbow si dimostra un titolo in grado di divertire i giocatori di ogni fascia di età. L’unico scoglio potrebbe presentarsi in caso non foste attorniati da amici o parenti. Purtroppo, nonostante l’implementazione del multiplayer online, trovare un giocatore disponibile si rivela spesso un’impresa titanica, forse più ostica persino del Bowhemoth stesso.

C’è qualcuno che crede di essere il re della collina.

Passando al comparto estetico, artisticamente Runbow è di una semplicità unica, ma estremamente efficace. Il titolo presenta uno stile che si adatta perfettamente alle meccaniche di gameplay, non confondendo mai il giocatore con il superfluo. Troppi fronzoli avrebbero infatti distolto l’attenzione dai ritmi di gioco o potuto causare un’inutile confusione visiva. Anche le tracce musicali sono studiate al punto da dare la carica e scandire perfettamente i ritmi, sebbene il comparto sonoro non sia dei più vari.

Dal punto di vista tecnico il gioco è perfetto per la piccola ibrida giapponese e siamo sicuri che l’elemento portatilità sia un plus non di poco conto. Nota di merito per le skin dei personaggi utilizzabili che omaggiano i protagonisti di altre celebri produzioni indie: Shovel Knight, Rusty da SteamWorld Dig, Juan e Tostada da Guacamelee!, Gunvolt da Azure Striker Gunvolt e tanti altri ancora.

Runbow non sarà nuovo ai giocatori più informati, eppure il suo arrivo su Nintendo Switch rappresenta un’opportunità imperdibile per tutti gli amanti dei party game. Colorato, stiloso, dalle meccaniche semplici ma affatto banali. La creatura di 13AM Games saprà come divertire amici e parenti, a condizione di avere abbastanza controller da sfruttare. Consigliato con riserva ai giocatori solitari, che troveranno nell’avventura classica una sfida impegnativa e divertente, ma che rimarranno per forza di cose esclusi dall’elemento festa tipico del genere.

Testate tutte le modalità grazie ad un codice gentilmente offerto per la recensione.
Pro: Meccaniche semplici ma geniali, divertentissimo in compagnia, stiloso e colorato come pochi altri. Si adatta perfettamente alle feature di Nintendo Switch.
Contro: In singolo perde tutto il suo fascino. Community online del tutto assente.
8.0

Potrebbero interessarti

Recensioni

Circle of Sumo – Recensione

Yonder porta lo sport del sumo su Nintendo Switch, ma in un modo totalmente diverso da come potevamo immaginarlo. Circle of Sumo è una festa multiplayer!

Speciali

Fantastico Studio – Milan Games Week 2018

È tutto Fantastico La Milan Gamesweek è stata come al solito un grande momento di incontro tra ogni tipo di giocatori. Le cose da vedere

Recensioni

All-Star Fruit Racing – Recensione

Fruttariani, fatevi avanti! Da qualche anno a questa parte l’Italia ha iniziato a compiere i suoi primi passi nel mondo dell’intrattenimento videoludico. Sembra che il

Speciali

La mie paure per Metroid Prime 4

Attendo il nuovo Metroid Prime 4 con tutto me stesso. Ma gli ultimi giochi Nintendo, stanno facendo vacillare il mio entusiasmo. Perché?

Recensioni

Hey! PIKMIN – Recensione

Hey tu! Sì, parlo a te col fiore in testa! Hey Joe è un pezzo della tradizione americana portato alla ribalta dalla celeberrima versione di

Recensioni

Kirby’s Blowout Blast – Recensione

Una palletta rosa tra le parole Nintendo e 3DS! Kirby si trova alla grande su Nintendo 3DS/2DS: quella che la sfera rosa di HAL Laboratory ha

Recensioni

I and Me – Recensione

Non un gatto, ma due. O è lo stesso? I and Me è un misto tra platform e puzzle game che più indie di così

Recensioni

Flip Wars – Recensione

Flippami e Switchami tutto! Nintendo Switch e multiplayer, un connubio perfetto fin dal primo video che ha presentato al mondo la console della casa giapponese

No more posts to show