Libero Pensiero

Libero Pensiero – Essenza della Recensione, secondo Cap

Game

Perché recensire? Eventi dell’ultimo periodo mi han portato a riflettere sul nostro operato nel campo videoludico. Recensioni aspramente criticate per motivi più disparati. Altre scritte in modo scriteriato. I commenti online.  Ma il catalizzatore di […]

Perché recensire? Eventi dell’ultimo periodo mi han portato a riflettere sul nostro operato nel campo videoludico. Recensioni aspramente criticate per motivi più disparati. Altre scritte in modo scriteriato. I commenti online.  Ma il catalizzatore di […]

Luglio 24, 2018

Perché recensire?

Eventi dell’ultimo periodo mi han portato a riflettere sul nostro operato nel campo videoludico. Recensioni aspramente criticate per motivi più disparati. Altre scritte in modo scriteriato. I commenti online.  Ma il catalizzatore di questa mia realizzazione è stato Hollow Knight. Ho recuperato il gioco solo con i recenti saldi di Steam e sono rimasto assolutamente sbalordito dal quantitativo di contenuti in un prezzo così basso. Già un anno fa Pietro Spina si occupò un po’ di questo argomento. Il mio punto di vista sulla questione sarà però molto più dall’alto.

Le domande sono semplici: cos’è una recensione videoludica? Qual è il suo scopo? A cosa deve adempiere? Vediamo di rispondere a questi quesiti. Credo che il mondo videoludico, figlio delle tecnologie di diffusione di massa, abbia avuto un problema. Non è riuscito a tenere separate critica e recensione, aspetti che in altri campi sono divisi con più forza. Proviamo quindi a definire la recensione guardando cosa accade in altri lidi. La recensione ha il compito di presentare un prodotto ad un ipotetico fruitore, dando a questo gli strumenti necessari per fare una scelta informata su come spendere i suoi soldi. Le recensioni più ovvie possono essere quelle di un’automobile o di un cellulare o componente per computer.

Brisa Par criticher

Se parlate di auto, evitate gli stereotipi sui siciliani che poi si offendono e vi incaprettano in un portabagagli

Si tratta di manufatti puramente tecnologici, anche se non privi di elementi soggettivi, come l’aspetto esteriore. Se una scheda grafica è più potente di un’altra e costa meno, è un prodotto oggettivamente superiore. Ovviamente più il manufatto è complesso, più è difficile dare un giudizio assoluto e secco, ma l’importante è dare quante più informazioni utili. Il punto principale rimane però: il manufatto deve essere venduto e la bontà dello stesso dipende fortemente dal contesto nel quale si inserisce. In fondo se una casa automobilistica offre un’auto superiore in ogni aspetto ad un’altra della stessa categoria, il giudizio della recensione deve rifletterlo. Questo tipo di giudizio muta però quando si dirama  in campi ritenuti più artistici e soggettivi, come quello dei film o dei libri.

Le recensioni spiegano le premesse, a grandi linee generali ciò che si vede e si prova in un film ed il giudizio finale è qualcosa che dovrebbe spingerci o meno a spendere soldi in base ai nostri interessi. In questo caso la recensione è prima di tutto un consiglio. In questo modo direi di aver risposto alle domande che mi ero posto qualche paragrafo sopra. Ora bisogna fare un passo in avanti e definire cos’è la critica. La critica cerca di studiare, interpretare e valutare un’opera ed il suo posto all’interno della storia dell’arte in esame. Un critica dovrebbe essere compilata da un esperto del settore, essere approfondita analizzando a fondo struttura, stile e significato dell’opera. Questa definizione credo sia molto riconosciuta in ambito cinematografico e letterario.

Ma poi la lode a che serve esattamente?

In quello videoludico però non esiste un posto a parte dove poter fare critica di questo tipo e si cerca spesso di voler mescolare questi aspetti con quelli della recensione. Da qui dobbiamo discendere su due punti importanti: gli spoiler e la votazione numerica. Direi che sulle opere che hanno nella scoperta delle vicende il loro fulcro centrale, l’utente vorrebbe avere un’idea di cosa sta per comprare senza perdere lui stesso il gusto della scoperta. Ecco, se volete questo tipo di tutela, non potete aspettarvi una critica approfondita. Per poter dare un giudizio approfondito, bisogna fare spoiler, bisogna sviscerare le cose nella loro essenza ed essere, purtroppo, anche particolarmente prolissi. Io stesso chiamo i pezzi di analisi sul mio blog “Spoiler Talk”.

Il secondo punto di discussione verte sul concetto di votazione. Cosa deve rappresentare un voto dato ad un prodotto? Qualcuno dice di non valutare il prezzo del gioco o di fare valutazioni senza comparazioni per assegnare un voto, perché il gioco rimane così per sempre, mentre gli altri fattori sono mutevoli. Allora mi domando un’altra cosa. Non ci dovrebbe essere differenza tra un 10 alle elementari ed un 10 al liceo o un 30 all’università. O un voto massimo dato ad un’automobile degli anni 50 o ad un film per la sua realizzazione tecnica negli anni 70.

Ed invece ci sono enormi differenze. Di competenze, di usabilità, di effetto sul pubblico moderno. Questo perché se una recensione è un consiglio, non può essere decontestualizzato dagli elementi di contorno. Una vera critica è senza voto. È un’analisi valida per l’eternità. Una recensione no.

Pecunia non olet

I bei tempi andati…. Se RE4 rimane sempre RE4 perché rirecensirlo e perché così?

Se all’improvviso esce un nuovo cellulare che va come quello che consigliavo giusto 1 mese prima ma costa la metà, devo cambiare consiglio da dare. Un voto è una fotografia di elementi multipli. Deve riassumere la priorità di fuoriuscita dal portafoglio dei soldi necessari all’acquisto del manufatto, basandosi su quanto offre e quanto fa bene in questo preciso momento storico, in questo mercato, al suo prezzo.

E qui mi viene da fare un paio di esempi dalla vita reale. Io sono stato assolutamente stupito da Hollow Knight. Se uno si mette ad analizzare un attimo il gioco, nota che ha dei problemi. Nel bilanciamento, nella progressione, nel ritmo. Non è un’opera costruita in modo perfetto, ma nulla lo è. Però costa 15€. Metroid, Samus Return ne costa 40 e non arriva neanche alla metà del gioco che è Hollow Knight. Come prodotto, Hollow Knight è “perfetto”.

Dare un 10 per dire “straconsigliato” non è sbagliato, anzi. Certo sento già qualcuno urlare “ma se il voto deve rappresentare un consiglio, allora perché non passare a qualcosa come essenziale, da offerta e non toccare che puzza?”. Perché in questo modo state comunque dando un voto, ma con un ventaglio di variazione inferiore. Avete solo 3 possibilità invece di 10 o 100. La possibilità è proprio quella di poter creare una classifica, una lista di priorità, che rappresenta i consigli di acquisto del sito che seguite.

L’importanza di cambiare opinione

Avete mai provato a chiedere pareri a 2 persone ottenendo 3 risposte diverse? Metacritif fa questo: media tra i consigli per voi.

L’altro esempio della vita reale è qualcosa che ci diciamo spesso. “Beh per quanto l’ho pagato non è male”. Questo perché siamo soliti cambiare il nostro giudizio in base alla spesa pecuniaria. Questo trasforma in modo automatico la priorità di acquisto. Un gioco considerato da 9 al suo prezzo di lancio, sarà un 15 se lo si recupera al 50% del suo prezzo. Così come i giochi a priorità 6-7 possono essere ottimi acquisti durante le offerte. Non c’è bisogno di rifare o ridire nulla. Il voto, unito al prezzo di lancio, forniscono già i metri di giudizio base utili per il “ricalcolo” che ognuno di noi farà nel caso di offerte.

Come ho detto prima: una recensione è una fotografia. Ed esattamente come le foto, è possibile farle in tempi diversi per notare cambiamenti e cambiare giudizio. In un mondo come quello odierno, fatto di patch e giochi come servizio, rivisitare un gioco a qualche anno dall’uscita non è un crimine. In un mondo in costante cambiamento, sembra che vogliamo ritenere le recensioni immutabili, quasi siano fatte tutte da persone stupide. Perché come si suol dire, solo gli stupidi non cambiano mai idea.

34 thoughts on “Libero Pensiero – Essenza della Recensione, secondo Cap

  1. Ormai è parecchio tempo che non leggo più recensioni. Sui vari siti che ho frequentato, anche questo, permettetemelo di dire, piuttosto che consigliare l’acquisto di un prodotto o meno si fa critica senza avere ne le competenze necessarie ne il tempo necessario per maturare una visione critica del prodotto.
    Il mio interesse è sapere se vale la pena spendere i miei sudati danari oppure no. Poi, in seguito, per un mio personale interesse, per affinare i miei gusti, per avere una visione magari diversa e nuova di un titolo, sono interessato alla critica.
    Oltre al fatto che in molti siti è anche difficile riuscire a comprendere la bontà dei consigli che vengono dati, essendo finanziati dalle compagnie, non dai lettori. Anche farsi un’idea a partire dai consigli ricevuti è difficile perché vengono filtrati a seconda dei gusti di chi scrive e riuscire a comprenderli diventa difficile in un sito dove ci sono molti redattori che si occupano di generi via via differenti.
    Incredibilmente ho trovato su YouTube l’alternativa alla “stampa specializzata”. C’è più attenzione alla differenza tra fare critica e consigliare l’acquisto, i pezzi sono prodotti in modo esteso, approfondito e professionale.

    1. Bhè guarda, personalmente parlando ma trovandomi spesso in accordo con gli altri redattori di NintendOn, cerco sempre di giudicare un gioco oggettivamente e, anche se in maniera leggera, nel giudizio finale tengo conto anche del prezzo.

      Ho recensito e dato voti più che buoni a titoli che non comprerei mai, o che ad un amico di cui conosco i gusti non consiglierei mai, ma che ad un estraneo a cui devo solo raccontare com’è il gioco e se ne vale la pena l’acquisto, magari può piacere.

      Una recensione, a mio modo di vedere, deve “descrivere” il gioco, facendo luce su ciò che va bene e ciò che va meno bene, e non ciò che “mi è piaciuto e ciò che non mi è piaciuto”. Poi ovviamente i gusti possono influenzare in parte un giudizio, o magari l’essere esperti o meno di un tipo di gioco: personalmente ad esempio non mi proporrei mai di recensire un FPS, perché non essendo esperto del genere, farei una recensione di “ciò che mi è piaciuto e ciò che non mi è piaciuto” e non di cosa effettivamente funziona e ciò che invece andrebbe rivisto.

      1. “Cerco di giudicare un gioco oggettivamente”, “facendo luce su ciò che va bene e ciò che va meno bene”: è proprio questo che contesto alla stampa specializzata in genere, che il recensore deve giudicare se un titolo è fatto bene e poi assegna il voto e lo sviluppatore, se è cattivo deve ripassare per la prossima verifica altrimenti stavolta il maestro lo boccia.
        Piuttosto, come dici tu, il la recensione deve descrivere, che è ben diverso da giudicare e dire se è fatto bene, ma è anche giusto che questa descrizione venga commentata: mi è piaciuto perché…, non mi è piaciuto perché… Altrimenti vedere un let’s play sarebbe più informativo.
        Tuttavia penso che meglio si conosca i gusti di chi fa il commento e più conclusioni personali il lettore può trarre. Anche perché una volta che dai dei commenti che ritieni utili ti tiri fuori dal dover professarti sempre e comunque oggettivo, cosa che non lo si è mai.
        In poche parole il focus dovrebbe essere sul consumatore, far avvicinare chi compra al giusto prodotto e magari al giusto prezzo, e non valutare il gioco in sé. Questo è un punto di vista che chi parla di videogiochi si porta dietro dalla stampa cinematografica, la differenza è che un film costa una decina di euro a fronte di un impegno di un paio d’ore, un videogioco anche 70 euro a fronte di decine e decine di ore…

        1. Il voto è una cosa che ho sempre odiato, anche a scuola secondo me è sbagliatissimo dare voti, ma questa è una cosa mia che riguarda una sfera molto più ampia e non smetterei poi di parlarne.

          Quel che conta in una recensione è il testo, in cui il recensore descrive la sua esperienza riportando nel modo più oggettivo possibile ciò che funziona e ciò che sarebbe potuto essere migliore. E ci sono cose oggettive, che bisogna prendere per “buone”, perché se in una recensione si parla di bug, o storia narrata male, o gameplay legnoso, bhé quello è vero per chiunque giochi e ne capisca leggermente di videogiochi.

          Poi io sono il primo a dire che non bisogna basare l’acquisto o meno di un gioco dalle recensioni: il mio caso lampante e che prendo sempre come esempio quando mi trovo in questi discorsi è Star Fox Adventures. Stroncato dalla maggior parte della critica, a me e piaciuto tantissimo, ma ho comunque riconosciuto molti dei difetti evidenziati nelle recensioni dell’epoca. Sta poi al lettore decidere se quei difetti sono così pesanti da non valere l’acquisto o sì.

          Per quanto riguarda il voto, seppur mi sia già espresso all’inizio, è solo per cercare di creare una “classifica immaginaria” di priorità: un titolo che prende 9 è generalmente piu consigliato di uno che prende 6, ma non vuol dire che non puó esserci chi preferisce il secondo al primo.

        1. Eh, si ti fai il sito specializzato, in stile “RPGland”, “FPWworld” e via dicendo. (sto inventando i nomi ma secondo me esistono pure XD).

          Sennò se ti fai la roba che ti interessa e basta, stai un po’ fuori dai circuiti e o ti fai nome da opinionista/influencer indipendente, sennò cicciola.

          1. ???
            Non sto parlando di siti ma di singole persone che fanno videorecensioni, non per forza monotematiche, ma l’unico filo che li unisce sono il modo con cui vengono fatte ed i gusti di chi le fa. Essendo solo una persona non potrai coprire ogni titolo che esce e non immediatamente al lancio, devi decidere

          2. Da qualche parte devi pure metterle, prendi il sito amche come sito petsonale, per dire io preferisco comunque scriverle le mie, meno sbatti che fare video XD.

      1. e dei prezzi dei 7( sette) porting di switch made in nintendo che ne diresti? quelli hanno un senso nobile? non ho visto la stessa indignazione da parte vostra, anzi elogi sproporzionati.

        1. Beh tipo HW Legends è rimasto sullo scaffale, a prezzo pieno non aveva senso secondo me. Captain Toad invece l’ho preso volentieri (pagato 37 euro su Amazon).

  2. che detto e ripeto da anni, le recensioni per me sono per lo più dei consigli d’acquisto. Possono darti un’idea di cos’è un gioco, se c’è qualche elemento che ti piace e non, se ne vale la pena. Ma sia arriva sempre alla cosa “se non lo tocco con mano non lo so”, quindi magari per colpa di una recensione negativa di un gioco perché in quel giorno il recensore si sentiva Sgarbi e voleva offendere tutti, io magari ho perso un gioco che mi poteva piacere se ho seguito il suo consiglio. Non dico che le recensioni devono essere fredde e oggettive, è impossibile, ognuno ha le sue preferenze, ma tocca dire che un gioco ha dei meriti validi per chi è appassionato al genere, anche se il recensore di turno non mastica molto bene quell’argomento. Ultimamente poi, sembrano che le recensioni siano solo scusa per sfogarsi, del tipo se un gioco ha preso 8.9 invece di 9.1 scatta il finimondo dove insultano il recensore, come se un gioco minore a 9 sia da schifo e basta.

  3. I miei complimenti, ennesima perla che finisce tra i “consigliati” da leggere e condividere all’occorrenza……spacciandole per mie parole ?

    No, scherzi a parte, tra tutti il videogioco inteso come media è quello più giovane, fortemente influenzato da un ambiente dove la recensione è gratuita e si deve adeguare alle pretese di chi legge (che esige votoni a tutti i suoi giochi e insufficienti ai rivali) e i produttori, che studiano embarghi, tempistiche, aree dedicate per non essere troppo influenzate.

    E in mezzo si ritrova il recensore, compito non facile quando ti leggono decine, centinaia di altri presunti “recensori” sotto che commentano.

    1. Grazie 😀

      L’effetto mediatico della risposta alle recensioni é un grosso problema, ma in generale della società, la potenza della risposta social é uno di quei fattori non ignorabili a tutti i livelli della società.
      Basti vedere a licenziamenti causa twitter o i vari casi di cronaca….

  4. Bell’articolo…ma non sono sicuro di aver capito se siamo d’accordo…il voto ad octopath traveper è troppo alto? 😉

      1. Ci sta…io, seguendo la logica del tuo articolo, mi trovo a visualizzare mentalmente il prezzo attuale di octopath e quello che offre octopath…poi metto di fianco magari proprio hollow e il suo prezzo…

        1. Hollow è fuori scala. Infatti per me è 10/10 Hollow.
          Però c’è anche da dire che Octo si riferisce ad un’utenza specifica/adempie ad un’esigenza specifica del mercato e lo fa molto bene, quindi rimane difficile non consigliarlo. Se un recensore ne è rimasto particolarmente colpito, ci sta che lo tenga in alta considerazione.

          Anche perché se uno ci spende sopra una 70ina di ore minimo, divertendosi, direi che il prezzo vale.

      2. Nah, ho fatto di peggio, ho messo 8,7 a Kirby e il pennello arcobaleno.

        Ma come ho detto in una live, il numero non conta un cazzo. Fosse per me farei review senza numero, perché quello che conta è dentro la review, non la pagella “fuori” dalla review.

        Quindi ho deciso, e l’ho fatto anni fa, ed è una delle mie “cose”, che il voto non è il riassunto dei pro e contro, ma quello che darei io a livello personale, secondo il mio gradimento personale. Quindi succede questa idiosincrasia, avvenuta anche con Octopath Traveler, che è un gioco da 8/8,5. Devo mettere 8? Potrei, ma a me è piaciuto di più di un 8,5. Allora 9, o 9.2.

        Nella recensione c’è un fattore soggettivo che non può materialmente essere valutato. Cioé ho scritto che Octopath Traveler ha delle musiche emozionanti. Come si può valutare un’emozione? Non si può. EPPURE ci sono stati dei musicisti di square enix che hanno composto quelle musiche in maniera che possano esserlo, sanno che usare accordo in Sì, è più orecchiabile di un accordo in Re, e tante altre nozioni che noi ignoriamo. Poi ok, ti può capitare il colpo di culo, fai una musica e riesce a impronta. Ma è più facile che metti al lavoro le tue conoscenze per ottenere risultati alti.

        Per me quindi, tecnicamente Octopath Traveler può essere 8,5 ma quando ne parlo con gli altri noti che mi ha dato un trasporto che probabilmente va oltre. Quindi come si fa a dire che ho sbagliato a dare 9,2? Boh! Ognuno poi si fa la sua opinione, e valuta se ho dato troppo alto o meno, quello che posso fare io è essere il più obiettivo possibile nel corpo della rece, e il più sincero possibile nella valutazione, e mi si può insultare quanto si vuole, ma non mi si venga a dire che sono prezzolato o simili 😀

        Inoltre tu indichi il prezzo. Per me è un fattore da non tenere in conto per nessun motivo al mondo, se non in casi limite. Altrimenti dovremmo davvero essere cinici con alcuni indie e sbattercene se per loro vuol dire 4 anni di lavoro. Io quando giudico un’opera giudico l’opera, non il suo prezzo. Certo, poi magari lo posso segnalare sui pro e contro se è particolarmente vantaggioso o meno, ma se dovessi tenere in conto il prezzo per la valutazione dovrei aggiornare il voto a ogni variazione di prezzo di amazon. Io giudico il gioco, poi se qualcuno ha il culo di averlo a 5 quando costa 60 o di pagalo 60 e il giorno dopo lo scalano a 40, beh non posso farci granché. Sushi Striker, da me recensito, se avessi dovuto tenere in considerazione il prezzo avrei dovuto abbassarlo di due o tre punti, ma posso dare un 5 quando il gioco vale 8 come qualità complessiva? Posso, ma poi mi sputo allo specchio. Quando giudico, devo essere più imparziale possibile, non devo MAI e dico MAI partire prevenuto, per questo cerco di sapere il meno possibile dei giochi che vado a recensire.

        Ovviamente si potrebbero fare tante considerazioni al riguardo, ma io cerco di avere delle linee guida ben precise, e sperare che chi legga la mia recensione sia un lettore abituale e lo sappia, o che quantomeno abbia la capacità di considerare determinati fattore che influiscono nel mio giudizio verso il gioco.

        1. Non mi sembra di aver detto che qualcuno abbia sbagliato la valutazione o altro. Ho semplicemente dato un mio parere che è diverso. Anzi, reputo la tua review anche buona, quindi vai tra.
          Anzi, è il linea con quello che penso io di cosa dovrebbe essere un voto: un consiglio. Se a te Octopath ha detto davvero tanto e ti ha colpito assai su tutti i livelli, ci sta anche un 10/10 se per te è una cosa da avere e far avere agli altri.

          Però non mi puoi trovare più in disaccordo sul non considerare il prezzo se devo recensire un prodotto commerciale che va a finire sullo scaffare.

          Se vogliamo giudicare un’opera unicamente al di fuori del suo scopo commerciale, dovrebbe essere fatto in altri spazi e non quelli di recensione.

          1. Per me invece un parametro del genere sballa i valori. Per me l’unico fattore economico considerabile è il tempo, dove l’utente medio considera “più lungo = migliore” cosa che non è vera. Ma a parte questo, se dovessimo prendere in considerazione i costi allora un gioco mediocre dato gratis prenderebbe di più di hollow knight.

            Tra l’altro io non dico di non considerare il prezzo. Il prezzo va citato, anche commentato, io lo faccio, ma non lo faccio pesare sul voto, che rimane sul gioco in sé, scevro da tutta una serie di fattori esterni come la confezione, eventuale collector’s ed., i tempi di sviluppo, il budget destinato. Anche l’evoluzione stessa del gioco, tipo Twilight Princess se ti guardi il primo trailer doveva avere un pozzo di roba in più sacrificata sull’altare del dayone di Nintendo Wii.

            Alla fin fine a me danno un codice, che vuol dire il gioco nella sua interezza, nella forma più vicina possibile alla release prima del dayone, quello giudico. Ritornando a Sushi Striker: sapevo lo avrebbero messo a 49,90. Ce li vale? Boh, probabilmente no, sebbene abbia tanti contenuti, è proprio il genere, il tipo di esperienza che OGGI vale meno del prezzo pieno, soprattutto se consideriamo che Pokemon Shuffle lo giochi gratis, ed è un buon puzzle game, della stessa azienda. Praticamente nessuno penso calcoli il prezzo sulla valutazione, altrimenti giochi single player dalla durata di 15 ore e venduti a 70 cocuzze dovrebbero avere voti ben più bassi. Per me non è sbagliato, giudichi il gioco, poi tu valuti se vale la pena spenderci soldi, perché il prezzo forse è il valore più soggettivo in assoluto. C’è gente che paga gli stipendi a tanta gente giocando ad Heartstone e gli va benissimo così, c’è gente che ci giochicchia e non sborsa un cent e va bene anche così.

          2. ah e cmq non è che me so inalberato, è il mio modo di scrivere commenti da un po’ a questa parte, veloce, logorroico, non correggo nulla. Mi devo solo ricordare di aggiungere le faccine perché non sei il primo che mi fa notare l’aggressività XD che ti giuro non esiste XD

          3. Vabbe’, quella risposta l’ho dovuta riscrivere fast perché pensavo stessi rispondendo a Sartana e non a me quando me ne sono accorto ho accroccato qualcosa veloce.

          4. In realtà non è facile trovare un metro comune per tutto, i giochi sono spesso diversi tra loro, fatti da team diversi, con disponibilità diverse, costi diversi etc…

            Alla fin fine deve essere il corpo della recensione a farti capire la qualità del prodotto. A meno di stendere una serie di parametri fissi e rendere tutto freddo, ma una recensione è diversa da un elenco di caratteristiche, soprattutto per il discorso di cui prima: come valuti l’impatto emotivo che può avere un gioco? Può una storia delle otto di Octopath commuoverti o anche solo farti dire “ah, però!” ? E questo dovrebbe influire?

            La discrepanza tra voto e resto della recensione può esistere per questo motivo: quanto mi ha dato nella totalità (sommando comparto tecnico e impatto a livello personale) quel gioco? E non è che puoi assumere che tutti debbano emozionarsi per forza nei punti in cui ti sei emozionato tu.

            Infine trovo il paragone con modelli di cellulare o altri oggetti fisici poco attinente, perché lì sono oggetti, non opere “artistiche” come un film, un libro, un fumetto oppure un videogioco.

            Ho capito cosa intendi sul prezzo, ma ripeto, è un fattore variabile col tempo, il cui peso varia da persona a persona, e preferisco più segnalarlo per dovere di cronaca che dargli un peso rilevante

          5. Non è una questione di trovare un metro comune per tutto, ma un modo comune di saper gestire la diversità. Altrimenti il concetto di rivista o sito non ha il minimo senso.

            Ed io non ho parlato di avere dei valori freddi sui quali basarsi. Sto ragionando a valle, dopo aver scritto il tutto. Ci vuole qualcosa in grado di tenere conto del maggior numero di variabili del caso. Qualcosa come un filtro di Kalman per le recensioni. Si…. un filtro di Kalman…. *rumore di ingranaggi*

            Il paragone direi di averlo spiegato bene nel pezzo, non credo debba ripetermi. C’è il problema di vedere come pezzi di critica le recensioni, su tutti i livelli, quando non è così, sono 2 cose diverse con scopi diversi.

            Anche il gameplay è variabile col tempo. Giochi che un tempo erano belli ed all’avanguardia, sono sotterrati da tutti i sequel che arrivano dopo. Sto rigiocando a tutta la saga di FE in questi giorni e la roba vecchia è pressappoco intoccabile oggi.
            Stesso discorso tra l’altro per giochi come Warframe, Heroes of the Storm, Lol e quant’altro. Giocarli ora, anni dopo la loro uscita, sono bestie completamente diverse. Il cuore delle azioni che si fa è lo stesso, ma sono cambiate così tante cose che non ha il minimo senso basare il mio giudizio su una recensione di anni fa.

            Ed un’altra cosa. Se il prezzo è un elemento il cui peso varia da persona a persona…. non è esattamente come tutto il resto scusa? Lo dici tu stesso: non è detto che io mi debba emozionare negli stessi punti. Prendiamo FE Fates. Se a me la storia principale ha fatto cagare e la narrativa è il 50% del motivo per il quale gioco Fire Emblem, inciderà negativamente sul mio giudizio dell’opera e sulla mia recensione. Se invece a me la storia di Fates è è piaciuta un sacco o se la reputo una cosa estremamente secondaria all’esperienza, avrò un giudizio più positivo del gioco (assumiamo un gameplay ottimo).
            Quindi se mi vieni a dire che il prezzo è variabile e varia da persona a persona…. beh, come tutto. È il concetto di recensire. Se dobbiamo tenere a bada solo i punti fissi per poterci esprimere su qualcosa, stiamo solo assumendo una posizione inflessibile.

          6. Hai espresso concetti che ho già espresso prima che non vedo come contraddicano la mia posizione sul considerare il prezzo come influente nella valutazione, salvo rari casi oh, non è un assoluto, ma niente lo è. Per quel che mi concerne, il prezzo di vendita è l’aspetto economico del gioco, ed è un fattore risibile nell’economia della qualità di un titolo, che rimane quella, sia che lo regali, sia che lo metti a 70€. Poi alcuni possono pensare “vabbé sonic me lo hanno regalato” e se lo gode di più che ad averlo pagato, ma è una condizione umana che varia la prospettiva che non ha senso indicare come possibilità in una rece, come se ti è morto da poco il cane, ti guardi un film di merda dove però muore un cane e ne hai un’impressione totalmente diversa.

            Io la critica videoludica la associo di più a una critica artistica che a un’analisi del prodotto, quindi ok, se recensisco un cellulare è normale comparare prodotti e parlare di convenienza, ma se recensisco un quadro non ha senso, e se lo ha è destinato a mutare nel tempo.

            Tu potrai anche giocarti i fire emblem passati, ma se lo fai lo fai da antropologo ludens, o da retrogamer, non perché compri su ebay i consolemania del 1996 e torni indietro nel tempo 🙂

            In ogni caso non giungeremo mai a un punto di incontro su questa cosa XD

          7. No direi di no.
            Anche perché il punto è là: “la critica videoludica la associo a…”
            Per me critica e recensione sono 2 cose diverse che svolgono 2 compiti diversi. Se parlo di recensione non parlo di critica e viceversa.

          8. Strano come tu proponga l’idea di “se è gratis allora un gioco mediocre prenderebbe più di hollow” quando parli della soluzione poco sopra. “il tempo”. I giochi gratis devono essere valutati su quello “vale la pena buttarci il tuo tempo sopra?” “ti diverti mentre ci giochi?”. Bon fatto.

            Attenzione che io non parlo di come si debba raggiungere un fantomatico rapporto €/ora. Perché per prendere l’esempio dei film, quasi tutti hanno lo stesso rapporto €/ora perché li paghi lo stesso al cinema e perché grossomodo sono fatti per durare in modo simile tra di loro. La valutazione che va fatta è proprio quella: il film è stato bello/brutto, è valso la spesa o potevo fare altro quella sera? Il contenuto deve essere di qualità, perché se mi fai un gioco che mi dura 200 ore ma per 140 mi trituro le balle, e le 60 belle sono alla fine, beh non mi sembra proprio un prodotto valido, sia che costi 1€ che 1000€. La qualità viene sempre prima della quantità. Poche ore piene di divertimento sono da preferire a più ore più blande, anche se il rapporto ipotetico di €/ora penderebbe più da una parte. Per questo non l’ho inserito nel discorso, non c’entra.

            A noi daranno anche dei codici, così come a chi recensisce portatili, cellulari e quant’altro danno i prodotti gratis e poi loro devono dire se vale la pena acquistarlo o no. Ed alla conclusione non ci si arriva solo “perché è bello”, “ha un bel monitor” bla bla bla, ma anche perché costa X.
            Non tenere conto di fattori esterni al di fuori del gioco per darne un giudizio, va benissimo per me, ma a quel punto non è una recensione, è una prova scritta ed orale da passare.

            Ed a vedere da come la gente reagisce alle recensioni, l’idea predominante è proprio quella che siano esami, non altro.

            Poi farò un seguito a questo articolo quando avrò tempo, dove penserò un sistema di valutazione scalabile e facile per l’utente da usare e comprendere FINALIZZATO alla recensione e non ad altro. Perché va bene parlare, ma ogni tanto bisogna produrre anche qualche soluzione. Ah eh si, sarà un sistema soggettivo, le regole servono per leggere la soggettività in modo consistente tra i vari recensori di una testata.

            Ah, come nota, io non ho ancora specificato quanto e come deve essere il peso della valutazione pecuniaria in un giudizio recensorio.

            E sulla questione del voto di prima
            Se dici di essere oggettivo e non prevenuto, allora il voto non può essere soggettivo. Se dici di voler avere un voto soggettivo (come deve essere per me), allora anche la valutazione deve esserlo nella sua interesse, sennò c’è una discrepanza tra le due cose che non ha senso.

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