FIFA 19 – Il calcio in mano a EA è un bene?

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Il pallone è mio e decido io

Tra i titoli che abbiamo avuto modo di provare lo scorso 11 luglio a Milano, in occasione dell’evento Post E3 tenuto da Nintendo Italia, vi era anche FIFA 19: il titolo calcistico per antonomasia si è presentato nella sua nuova versione ancora non definitiva, da cui però si sono potute trarre tante interessanti considerazioni. Non ci è stato possibile fare riprese o scattare foto, ma a parte l’ilarità generata dalle gigantografie di Cristiano Ronaldo con la maglia del Real Madrid proprio il giorno dopo l’annuncio dell’ufficialità del suo passaggio alla Juve, le impressioni di tutti coloro che hanno potuto testare il gioco sono stae molto positive.

La build non era certo acerba, anzi, e chi ha giocato a FIFA 18 ha potuto scorgere fin da subito un consistente incremento nella qualità dell’immagine a schermo, sia in modalità TV che portatile. I giocatori si muovono in modo armonico, contrasti e intercettazioni si compiono con la giusta “morbidezza, senza scatti o incertezze nelle animazioni, e il “contorno” è stato ravvivato e rifinito, soprattutto nelle scene d’intermezzo che non sono più vittima di transizioni incerte che espongono le magagne del motore.


Un’occasione di vedere la versione Nintendo Switch ce la concede Nintendo World Report


Ovviamente se dovessimo andare a confrontare questa pur interessante versione aggiornata con quelle presenti sulle più ingombranti piattaforme dedicate al gioco casalingo troveremmo delle debolezze dal punto di vista tecnico, in particolare nel confronto tra ciò che è concesso dal motore Frostbite e quello che è il risultato del compromesso a cui è giunto il team sviluppando il motore dedicato a Nintendo Switch.

Ma, come al solito, l’utilità di un side-by-side è limitiata al chiacchiericcio, mentre ciò che conta è l’effettivo livello di divertimento generato nel giocatore: dopotutto non stiamo parlando di versioni castrate  sensibilmente arretrate come poteva essere successo ai tempi di Wii U o PSVita, a tratti impresentabili, ma di una realtà capace di instaurarsi come indipendente della branca principale senza che l’utenza ne risenta. Se poi EA dovesse (come pare sarà) integrare tutte le funzioni pesenti sulle piattaforme sorelle, avremo di che divertirci e potremo riconsiderare le console Nintendo come capaci di garantire al 100% il divertimento per il giocatore (italiano) occasionale.

FIFA 18 è piaciuto anche su Switch

C’è del positivo dunque nel futuro della serie FIFA su Nintendo Switch, ma fino a che punto? Alla base dell’evoluzione e della crescita di un prodotto c’è sempre la competizione e ormai da diversi anni questa è assente su Switch come sugli altri hardware della casa di Kyoto. In questa “terra di nessuno” EA si è potuta concedere un FIFA 18 decisamente deficitario, graficamente discreto ma privo della giusta pulizia tecnica e, soprattutto, estremamente carente per opzioni di gioco. Chi poteva seriamente perdonare o difendere il mancato inserimento di un’opzione per giocare online con i propri amici? Electronic Arts ha prima glissato sulla questione per poi  rigirare la frittata dando la colpa all’infrastruttura online di Nintendo – mentre il resto del mondo, perfino gli indie, non si poneva il problema.

Allo stato attuale sembra che le cose però stiano girando per il verso giusto: i primi feedback parlano di una modalità online che finalmente consente di contattare e giocare con i propri amici, tracciando i risultati delle proprie contese, così da dare forma alle più classiche delle rivalità tra appassionati o permettere ai più giovani di sfidare il mondo e creare nuovi legami. Una cosa basilare in questo settore, rimasta indietro in quella che sembrava effettivamente essere una versione di FIFA 18 assolutamente impresentabile.

La Champions LEague sarà su Sky ma anche su Nintendo Switch!

Mercato e critica avevano anche risposto di conseguenza, con continui allarmi sull’effettiva qualità tecnica che avrebbe contribuito alle vendite ridicole rispetto alla concorrenza, che nel Regno Unito si attestavano intorno all’1% nel totale delle piattaforme su cui il titolo era presente, finendo dietro perfino alla versione per Xbox 360. L’assenza della modalità Journey (una sorta di “Story Mode) e i numeri piuttosto bassi per l’utenza di Ultimate Team dipingevano un quadro drammatico da cui sembrava impossibile tirare fuori qualcosa di buono, con l’utenza ormai rassegnata all’abbandono.

Eppure qualcosa si è mosso. Con calma, con la maggiore predisposizione verso il digitale da parte del giocatore e il superamento delle festività – momento cruciale per una nuova utenza – i numeri si sono gonfiati, fino a trasformare l’edizione per Nintendo Switch in un titolo soddisfacente anche per Nintendo stessa e capace di superare le vendite viste su PlayStation 4 in Giappone. Un bel segnale, a cui è seguito anche un ritorno di fiamma prorpio nel Regno Unito, territorio di origine delle preoccupazioni in merito ai risultati nel vecchio continente.

Rimarrà con questa maglia almeno lui?

I forti sconti che hanno visto il gioco scendere a 20 o massimo 30€ e l’aggiornamento dedicato ai mondiali hanno restituito interesse e linfa, proponendo un’immagine totalmente differente rispetto a quella di una produzione facilona e morente che molti si attendevano.

Oggi però è necessario fare un passo avanti netto e pur essendoci grande fiducia nell’operato di EA non possiamo fare a meno di sottolineare come si percepisca in modo piuttosto pesante la mancanza di un competitor sulla stessa piattaforma. Pro Evolution Soccer, dove sei?

Vogliamo pensare che Konami stia davvero versando in condizioni così pietose? Pare che a livello economico si possa stare anche tranquilli, con crescita costante e buoni risultati dal mercato digitale e dei pachinko, ma sembra che la situazione sia sbilanciata verso i modelli remunerativi in stile mobile, con risultati soddisfacenti per PES ma più che dimenticabili per Metal Gear Survive. Ci sarà mai spazio per Nintendo Switch quindi?

Decisamente PES mi manca tanto…

Sarebbe bello poter verificare con mano il lavoro di PES Productions alle prese con il sorprendente hardware creato da Nvidia, anche per offrire ad EA un feedback in merito ai propri risultati e verificare – con la presenza della storica serie giapponese – quanto possano fluttuare le proprie vendite e quindi organizzare le adeguate contromisure per invitare i fan a scegliere il proprio prodotto: chi non vorrebbe una sfida basata sulle feature esclusive della console, che vada ad affrontare touch, mutliplayer local, NFC, comunicazione wireless, etc.?

Ch ricorda i “fasti” di PES su Wii e del suo esperimento denominato “Playmaker” sa quanto possa essere curiosa una struttura studiata per sfruttare al massimo le peculiarità dell’hardware. Ovviamente i fan duri e puri (come il sottoscritto) mal digerivano il cambio di ritmo imposto, ma si riusciva a guardare comunque con interesse alla produzione. EA rispose con bizzarre modalità per casual gamer e giocatori con i testoni, ma eravamo agli inizi e ci stava.

Oggi manca la sfida, manca il confronto diretto, mancano anche gli sberleffi tra tifoserie. Manca la certezza che EA si rimetterà sempre in gioco per offrire il meglio al suo pubblico e non si impigrisca una volta trovata la formula adatta all’utenza.

Dai Konami, batti un colpo… anche per EA! I “No Comment” non ci bastano più!

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