Splatoon 2 come Fortnite: la chat vocale se non ora quando?

Da mesi caduto nell'oblio e ora tonato in auge per colpa di Fortnite il problema dell'assenza della chat vocale in Spaltoon 2. Ora è il momento?

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Basta fili e applicazioni esterne. Vogliamo l’all-in-one!

Ce ne eravamo dimenticati. Avevamo riposto in un cassetto tutte le nostre lamentele che un anno fa avevano alzato un polverone all’uscita di Splatoon 2. Nessuno sembra sentire più il bisogno della chat vocale. Dopo mesi passati tra inkling, ranghi da raggiungere e competizioni amatoriali e ufficiali, la più grave mancanza dello shooter ad inchiostro per Nintendo Switch pare finita sotto un pesante tappeto accanto alla polvere dei suoi detrattori. Tutti gli utenti di questo titolo competitivo a squadre sembravano oramai essersi rassegnati ad usare altri dispositivi esterni per poter comunicare con i propri compagni e impartirsi ordini e avvisi. Ma da quando è arrivato Fortnite su Nintendo Switch le cose sono cambiate. Il titolo di Epic Games ha riacceso in molti la scintilla di desiderio di questa feature poiché ha mostrato non solo che la console ibrida può farlo, ma lo può fare senza alcun orpello particolare.

Basta infatti un paio di cuffie con microfono integrato, anche quelle di un qualunque smartphone, per sentire la voce dei propri compagni in Fortnite amalgamata ai suoni del gioco. Tutto qui. Nessun accessorio complesso, nessuna matassa di fili da collegare (ogni riferimento all’accrocco di cavi delle cuffie ufficiali di Splatoon 2 è casuale, forse), nessuna app esterna alla quale collegarsi, nessun artigianale sistema di “cuffia nella cuffia” per poter sentire entrambe le tracce audio (io ho sempre risolto così).

Fotnite ha spaccato un equilibrio di silenzi e rassegnazione.

La compatibilità di Nintendo Switch con la maggior parte degli accessorio audio, siano esse con jack 3.5 o USB, dischiude un mondo di possibilità che abbiamo sempre sperato di vedere. Epic Games, con l’integrazione della chat vocale sulla versione Switch di Fortnite ha scoperchiato il vaso di Pandora e ora si ritorna per forza di cose a parlare di questo argomento. Nintendo non può di nuovo far finta di nulla.

Ma non è sempre stato così. C’è stato un tempo in cui Myiamoto e soci avevano aperto le porte a questa possibilità alla comunicazione vocale. Era il 2008 quando venne presentato Wii Speak, un microfono da collegare a Nintendo Wii e abbinato al lancio di Animal Crossing: Let’s Go to the City, che aveva proprio il compito di far interagire in vocale i giocatori. Tutto bene per qualche tempo con una compatibilità che si estese anche ad altri giochi tra i quali Monster Hunter Tri, The Conduit e Call of Duty Modern Warfare 3.

Poi qualcosa andò storto e non ci fu seguito a tale supporto su Wii U e soprattutto nel primo Splatoon. La versione ufficiale è che questa scelta derivò da una esperienza negativa del direttore di Splatoon, Yusuke Amano, avuta mentre giocava online fatta di ingiurie e insulti. Parolacce contro i bambini? Non ammissibile per una compagnia sempre attenta a creare un ecosistema di gioco adatto a tutti gli utenti e soprattutto ai più giovani.

“Dietro di te!” Non può sentirmi, non c’è la chat vocale.

L’azienda di Kyoto con Switch ha provato a incastrare la sua repulsione per l’interazione vocale con sistemi alternativi che permettessero di comunicare. Il nome di questo tentativo si chiama Nintendo Switch Online. Un sistema che purtroppo non è riuscito a sopperire come si dovrebbe all’assenza di una chat interna del gioco.

Per di più la sua unicità di utilizzo con Splatoon 2, che non tiene conto degli altri titoli, si applica ottimamente sotto il punto di vista del registro delle statistiche di gioco dettagliate e per tenere traccia delle proprie partite, ma per quel che riguarda la comunicazione tra giocatori siamo lontani da quello che si aspetta da un gioco competitivo e a squadre. Il sistema è contorto, complesso se si pensa a quanto sia semplice utilizzare applicazioni e programmi esterni espressamente dedicati al gioco online, dei quali Discord è certamente il più famoso e utilizzato.

Chi ha comprato questa tecnologica matassa di fili?

La scarsa implementazione fatta di questo servizio nei giochi operata da Nintendo potrebbe cambiare nel prossimo futuro con l’arrivo dei servizi online a pagamento di cui ancora non si sa molto e verso i quali in tanti nutrono grandi speranze. Con le possibilità aperta dal titolo Epic Games, viene da dire Perché Fortnite sì e Splatoon 2 non ancora? Quanto costerebbe fare questo upgrade al gioco dopo? Certo non si tratta di qualcosa di semplice come aggiungere come una nuova mappa o una nuova arma, che per certi versi sono state già programmate dagli sviluppatori, ma non sembra possibile neppure che sia così complesso inserire un’opzione come la chat vocale in un gioco che ha visto una serie continuativa di aggiornamenti.

Visto quanto i giocatori si sono adattati a tale mancanza non è un problema così mastodontico, ma sarebbe comunque una dichiarazione di intenti molto forte soprattutto quando si tratta di tornei in lan, streaming delle competizioni su Twitch o semplicemente di far contenti i giocatori che preferiscono giocare senza circondarsi di altri oggetti che non siano quelli che abbiamo visto.

Basterebbe permettere la comunicazione nelle partite di lega o nelle private e quindi solo in quelle modalità che prevedono che i giocatori si conoscano e siano presenti nelle rispettive liste amici. Speranze e desideri di un giocatore di Splatoon 2 sono questi, ma sognare e sperare non costa nulla.

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