Miles & Kilo – Recensione

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Genere: Azione, Platform
Multiplayer: No
Lingua/e: Italiano

Un mix in salsa 8 bit

Miles & Kilo è un gioco a piattaforme sviluppato dalle stesse menti dietro Kid Tripp, titolo già sbarcato sull’eShop di Nintendo Switch e il cui gameplay si fonda sulla velocità di risposta del giocatore. Miles & Kilo eredita in tutto e per tutto questa filosofia, evolvendosi in un curioso mix che pesca un po’ dai classici platform e un po’ dagli endless runner che circolano sui dispositivi mobile. Il risultato, al netto di qualche sbavatura, potrebbe stuzzicare gli appassionati del genere.

Dal fumo che esce dal motore direi di no.

Attaccati da uno spettro dispettoso durante un viaggio in aereo, Miles e Kilo si trovano costretti ad un atterraggio di fortuna. I pezzi della vettura volante, purtroppo, finiscono tra le mani di una manciata di brutti ceffi capitanati dallo spettro e per nulla intenzionati a renderli indietro. Le strambe creature che i due protagonisti dovranno affrontare si nascondono su un arcipelago particolarmente variegato per la fauna e la flora presenti, che disegnano il tema caratteristico di sei isole, ognuna col proprio clima e ambientazione.

Il gameplay si basa, oltre che sul direzionamento tramite analogico, sulla pressione di due singoli tasti: uno dedito al salto e un altro al lancio di frutti, utili per spianare la strada da infide scimmiette e granchi con chele aguzze; quando Miles si trova in prossimità di un passaggio stretto può utilizzare il comando destinato al lancio per scivolare sulla schiena e superare con stile gli ostacoli.

La storia cambia nei livelli dedicati a Kilo. Il simpatico cagnolone, una volta raggiunto dal padrone, corre senza sosta verso la fine del livello e non dà la possibilità al giocatore di rallentare la sua andatura. Oltre a saltare, Kilo può appallottolarsi e rotolare per distruggere barriere di roccia lungo la via o colpire come una pallina impazzita le creature che gli si parano di fronte, sfruttando la spinta per valicare precipizi o fiumi di magma.

Saltare troppo presto determinerà la disfatta. Miles è un tantino fragile e al primo colpo subito dovrete ripartire da zero.

Come detto in apertura, le meccaniche di gioco si basano molto sui riflessi e sulla velocità. Se con Miles è possibile prendersela relativamente comoda e riflettere ad ogni salto — con buona pace del punteggio a fine livello — insieme a Kilo le cose si fanno decisamente più ardue e calibrare ogni salto e rotolata si rivela di fondamentale importanza, anche e soprattutto a causa della mancanza dei checkpoint.

Le sei isole che ospitano le avventure dei protagonisti si costituiscono di livelli brevi, completabili nel giro di venti, trenta secondi. Peccato — o per fortuna, per alcuni — che difficilmente si arriva alla sospirata conclusione al primo tentativo; la curva della difficoltà ha un’andatura morbida, ma che raggiunge il suo picco negli ultimi stage e costringe ad una lunga sequela di tentativi. La velocità è quindi il fulcro del gameplay, ma anche il parametro con cui dover fare i conti. A ciò si aggiunge un trial and error talvolta sfrenato, che prende alla sprovvista ad ogni angolo e costringe a memorizzare tutti i pattern del livello.

Esatto, pattern. Occhio a disallinearsi dai tempi del gioco, che sembra seguire uno schema fisso e ripetuto, col quale a volte sembra impossibile improvvisare e approcciarsi in modo differente da quanto pensato dagli sviluppatori. Un’arma a doppio taglio che porta il giocatore ad adeguarsi a ritmi predefiniti e che al tempo stesso impone dei tempi che, se non rispettati, costringono al fallimento dell’impresa. Una caratteristica che probabilmente accontenterà le anime da speedrunner, ma che farà storcere il naso agli appassionati del platform più puro.

Kilo corre senza ritegno, nemmeno la lava lo ferma.

Il level design del gioco, proprio per soddisfare tale filosofia, è ben pensato e mai banale. Nulla che faccia gridare al miracolo, ma una volta intrapresa la via di Sonic, l’esperienza si fa a tratti assuefacente e compulsiva e genera la giusta dose di soddisfazione a fine livello. I titoli di coda arrivano, purtroppo, dopo un paio d’ore, tre per i più lenti; un altro limite di cui tenere conto prima di acquistare il gioco.

Dal punto di vista artistico l’ispirazione all’era 8 bit è quantomeno evidente, così come i vari riferimenti al porcospino blu di SEGA, Super Mario e Wonder Boy. La colonna sonora sfiora appena la sufficienza e propone tracce che, a fronte di un lungo succedersi di tentativi, alla lunga tendono a stancare.

Ogni mondo termina con un boss. Questi scontri sono piuttosto impegnativi e risultano essere una piacevole variante all’esperienza.

Miles e Kilo si è rivelato un platform con un’identità ben precisa e al tempo stesso restrittiva. La velocità tra un livello e l’altro è più che palpabile, così come la sensazione di non poter improvvisare, di stare seguendo delle leggi non scritte. Il risultato è comunque soddisfacente e a tratti adrenalinico. Il consiglio è di dargli fiducia al primo sconto sull’eShop.

Completati tutti i livelli ottenendo la maggior parte di valutazioni A e B nel giro di circa tre ore.
Pro: Veloce, adrenalinico, a suo modo originale.
Contro: Trial and error senza freni, esperienza del tutto vincolata a pattern prefissati, comparto sonoro non all’altezza, molto breve.
6.8

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