Ok, Warframe su Switch, ottimo. Ma… cos’è?

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Questi cosi col guscio si mangiano?

All’annuncio di Warframe per Nintendo Switch s’è percepita distintamente una doppia corrente muoversi in risposta all’approdo del titolo di Digital Extremes: la prima che incanalava la gioia di avere finalmente tra le mani uno dei titoli co-op più apprezzati su PC e PS4 e la seconda immersa nel silenzio e nell’indifferenza così tangibile da far da cassa di risonanza al primo gruppo.

In quale fazione dovrebbe collocarsi il Nintendaro? Che sentimenti bisogna provare di fronte all’ennesima prova di forza di Panic Button, i messia delle conversioni per la console ibrida di Nintendo? Scopriamolo insieme entrando nel dettaglio degli elementi di gioco!

Cowabunga!

No, non sono quei ninja, ma sempre di loro si parla. I protagonisti di Warframe hanno… dubbi gusti estetici, non si capisce come facciano a vedere cos’hanno di fronte (gli occhi li hanno dimenticati sul comodino) e non sono molto loquaci, ma quando c’è da volteggiare ed utilizzare ogni tipo di arma bianca o da fuoco, hanno pochi eguali.

Warframe è un gioco maturo (è in giro dal 2013), un MMO molto particolare che si è costantemente evoluto nelle meccaniche e nei contenuti, riuscendo a mantenersi F2P con un invidiabile equilibrio tra gameplay e funzioni che non ti costringono a spendere soldi per poterne godere a pieno.

In questo articolo cercherò di spiegare il più brevemente possibile in che cosa consiste il gioco e come è strutturato. Tenete conto che la quantità di elementi presenti dopo 5 anni di aggiornamenti continui è estremamente ampia, quindi mi soffermerò solo sull’essenziale, cercando anche di dire la mia sul tipo di giocatore che può apprezzare un’esperienza del genere.

Affiliamo le lame

Warframe, di base, è uno sparatutto in terza persona con una forte enfasi sulla mobilità del personaggio, le sue abilità peculiari, e una estesa componente legata ad armi bianche, sia da taglio che contundenti. Il giocatore controlla una sorta di cyborg spaziale, chiamato appunto “Warframe”, attraverso tutta una serie di missioni singole (instance, per chi conosce il gergo da MMO, ossia ambientate in spazi limitati come navi spaziali, basi, foreste), non si parla quindi di open world, ma di una struttura simile a quella di Monster Hunter, con il quale il titolo dei Digital Extremes condivide anche l’esperienza cooperativa: le missioni sono infatti affrontabili da soli o con un gruppo di massimo 4 persone. A differenza di Monster Hunter però, ci sono molte più tipologie di missione, le principali sono:

  • Sterminio: bisogna uccidere (sterminare) un numero predefinito di nemici nell’area
  • Difesa: un obiettivo stazionario va difeso da varie ondate di nemici
  • Difesa mobile: come prima ma ci sono 3 obiettivi sulla mappa da trovare e difendere per un’ondata ciascuno
  • Cattura: un particolare nemico deve essere catturato prima che riesca a raggiungere un punto di fuga
  • Spionaggio: ci sono 3 terminali con informazioni importanti da prelevare, bisogna accedere a ciascuno di essi senza allertare nemici o sistemi di sicurezza (si possono anche non completare tutti e 3 i terminali o ci si può far scoprire, le cose diventano più difficili da gestire però)
  • Sopravvivenza: i nemici di turno hanno interrotto la fornitura di ossigeno dell’area, bisogna quindi passare da un terminale di fornitura ossigeno all’altro per ripristinarlo (terminali che appaiono in punti specifici della mappa ogni tot tempo), sterminando nemici e resistendo per una determinata quantità di tempo

Esistono varianti a queste formule ma occorre precisare che alcune di queste sono infinite (quelle ad ondate, solitamente), nel senso che non hanno una vera e propria fine, e questa è una particolarità molto azzeccata a mio parere. In pratica nelle missioni di Difesa e Sopravvivenza, ad ogni fine ondata, si ottengono delle ricompense e si può decidere se finire così la missione oppure proseguire. Nel secondo caso i nemici diventeranno più forti e i premi saranno progressivamente migliori, e così via all’infinito, almeno finché ci si sente di potercela fare.

Che armatura indosso stasera?

In Warframe non esistono classi, o meglio, ogni Warframe ricopre un ruolo e ha a disposizione 4 abilità uniche, ma il giocatore può ottenerne ed utilizzarne quanti ne vuole (spazio nell’inventario permettendo…). Di base esistono i classici archetipi da RPG, con Warframe offensivi, altri difensivi, altri ancora che possono curare o debilitare in vari modi i nemici. E tutta una serie di ibridi tra questi. E poi altri ancora. Sul serio, sono veramente una marea, tutti caratterizzati da uno stile tra biologico e hi-tech che può piacere o meno, ma difficilmente lascia indifferenti.

“Ma ci sono i livelli?” Sì, ci sono, ma non funzionano come pensate. Esistono due tipi di livelli: c’è il Mastery Rank che è il livello del giocatore (e non del singolo Warframe), una sorta di indicatore di quanto si è progrediti nel gioco nel suo insieme, aumentabile semplicemente prendendo esperienza generica e superando poi un’esame per il passaggio di rank vero e proprio. Poi ci sono i livelli di Warframe e armi, il cui più grande utilizzo è quello di permettere l’installazione di Moduli (mod per gli amici), che hanno un livello pure loro, che ne aumenta l’efficacia. Ok, vi vedo perplessi.

Allora.

Ogni Warframe ha degli slot vuoti dove poter inserire questi mod, potenziamenti fatti a mo’ di carta da gioco, che migliorano salute, scudi, potenza delle abilità e quant’altro. Questi mod occupano uno slot ciascuno ma richiedono dei punti per poter essere inserite… punti tolti da quelli del livello del Warframe (il cui massimo è 30), che quindi indica la massima capacità “sopportabile” di mod. Se ho un mod da 10 punti, inserendone uno passo a 20, che posso usare per altri mod, ma arrivato a 0 non posso più farlo, anche se mi rimangono slot vuoti. Ci sono modi per aumentare la capacità massima ma, per tagliare corto, i mod sono l’elemento di progressione più importante del gioco, e di gran lunga. Possono rendere eccellente un’arma mediocre o divina un’arma già buona in partenza, o trasformare lo stile di gioco di un Warframe semplicemente cambiandone la configurazione.

Dove nessun Warframe è mai stato prima

L’hub principale, dove personalizzare il proprio space-ninja ed accedere alle missioni, è la propria nave spaziale, completamente (o quasi) esplorabile e con vari terminali per ogni funzione specifica. Da essa è possibile accedere alla mappa spaziale, una rappresentazione in scala del Sistema Solare, dove i vari pianeti sono in sostanza differenti ambientazioni, ognuno con un numero variabile di singole zone (missioni) da poter scegliere, collegate da un percorso che porterà il principiante a sbloccare man mano aree e pianeti nuovi, seguendo la narrazione della storia principale.

Perché sì, c’è una storia, e riserva anche qualche colpo di scena inaspettato, soprattutto per la tipologia di gioco. Ma, cosa più importante, sblocca interi pezzi di contenuto che possono cambiare profondamente l’approccio al gioco e influenzare anche missioni già completate con nuove sorprese.

E tutto questo gratis!?

Tecnicamente, sì. Da qualche parte però gli sviluppatori dovranno pur guadagnare no? In Warframe tutto ciò che è acquistabile tramite Platinum, la valuta premium del gioco, consiste o in opzioni cosmetiche come tavolozze colori per personalizzare Warframe, armi e accessori (è possibile cambiare il colore di quasi tutto), oppure in equipaggiamenti (nuovi Warframe o armi) che però sono sempre ottenibili semplicemente giocando. Esiste infatti un sistema di loot non dissimile da quello di ARPG come Diablo o Path of Exile, secondo il quale i nemici hanno la possibilità di rilasciare un determinato pezzo di equipaggiamento quando uccisi. O meglio, il progetto di un pezzo. Sì perché quasi ogni equipaggiamento deve passare da una fase di crafting, che può durare da pochi secondi per oggetti di supporto a giorni interi per pezzi di Warframe o armi. L’unico modo per velocizzare il tutto è l’utilizzo dei Platinum.

Nonostante sia forte la voglia di provare il nuovo gingillo in fase di creazione, la cosa non mi ha mai dato più di tanto fastidio, perché c’è sempre qualcosa da fare nel frattempo. Le missioni giornaliere o settimanali sono continue, e ho sempre trovato il gameplay sufficientemente divertente da giustificare, da solo, l’attesa.

Questa meccanica indirizza verso il farming, che, c’è da dirlo, è piuttosto spinto per determinati Warframe o armi.

Tutti vogliono essere ninja… vero?

Potrei spendere altre migliaia di caratteri per illustrare quel che il gioco offre, ne elenco solo alcune degne di nota:

  • È possibile creare un Clan – l’equivalente di una Gilda in altri MMO – e crearsi una propria base spaziale chiamata Dojo, con un editor di stanze dedicato. Ci sono stanze con giardini stile Zen, forge per creare Warframe e armi uniche che non si possono ottenere in nessun altro modo, terminali per poter vendere/comprare equipaggiamenti tra giocatori e una marea di decorazioni di ogni tipo.
  • Esiste una modalità PvP (chiamata Conclave) che però è praticamente sempre deserta, anche se ha un ramo di skill dedicato e oggetti unici da poter guadagnare.
  • Possiamo farci accompagnare nelle nostre scorribande dalle Sentinelle, piccoli droni volanti che possono attaccare, proteggerci, raccogliere gli oggetti lasciati a terra e molto altro.
  • Amanti degli animali? Al posto di una Sentinella si può scegliere tra Kubrow e Kavat, rispettivamente gli equivalenti Warframeiani di cane e gatto.
  • È possibile combattere nello spazio aperto utilizzando un Archwing, un’armatura aggiuntiva che permette di viaggiare ad altissima velocità tra le stelle, sott’acqua o su alcuni pianeti.

Quindi… vale la pena?

A mio avviso, sì. Essendo gratis non c’è nessun ostacolo iniziale, si può provare senza pensieri, ed è giocabile quasi tutto da soli, se non si è particolarmente avvezzi al gioco di gruppo. A tal proposito, l’efficiente sistema di matchmaking e il fatto che ogni missione abbia un chiaro obiettivo fanno sì che non ci sia bisogno di strettissima comunicazione, non è raro infatti partecipare a partite con perfetti sconosciuti divertendosi senza nessun problema.

D’altro canto, è un gioco che richiede impegno costante, sia per potenziare il proprio arsenale, sia per stare dietro ai continui aggiornamenti. Questo e il farming possono renderlo non adatto al giocatore occasionale, che può comunque accontentarsi di quel che il gioco regala per divertirsi senza grossi problemi, pur rinunciando alle finezze da giocatore avanzato.

E poi voglio dire, chi non ha mai sognato di essere un ninja spaziale? Volteggiare, roteare, planare per i livelli senza mai toccare terra e nel frattempo esibirsi in mosse degne del più acrobatico film cinese sulle arti marziali non ha prezzo, letteralmente.

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