Figment – Recensione

Figment è arrivato anche su Nintendo Switch, pronto a colpire il vostro animo da videogiocatore con un comparto artistico d'impatto e temi molto profondi.

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email
Genere: Action Adventure
Multiplayer: No
Lingua/e: Italiano, doppiaggio in inglese

Figment è una fantasticheria della mente, giusto per sapere

Filosofi, scienziati, dottori e comici da stand up sono solo alcuni dei provetti antropologi alla ricerca di cosa abbiamo nella mente. Secondo gli sviluppatori danesi di Bedtime Digital Games (le cui doti abbiamo potuto già saggiare qualche tempo fa) potrebbe esserci un ometto peloso con la coda che si trastulla pigramente su una sedia a dondolo.

Il suo nome è Dusty e non è propriamente l’archetipo dell’eroe, ma quando un incubo (personificato come un fantasma/animale/boh con una maschera a triangolo) gli ruba l’album di ricordi, cercherà di rientrare di nuovo in suo possesso, con l’aiuto fastidioso di Piper, un uccello ottimista, chiacchierone e non troppo sveglio, visibilmente più preoccupato del nostro protagonista: la mente infatti è in subbuglio, c’è qualcosa che non va. Incubi e paure stanno seminando lo scompiglio in tutti i settori, qualcuno insomma deve fare qualcosa, e più nolente che volente sarà Dusty a occuparsene.

Come Alice ma con più strumenti

Figment è una gioia per gli occhi. Basta dare un’occhiata alle immagini per restare incantati dal suo stile disegnato a mano, che ricorda un libro illustrato per l’infanzia. La storia poi potrebbe toccare le corde giuste e causare l’apertura dei vostri rubinetti lacrimali, soprattutto nel malaugurato caso abbiate subito un trauma simile a quello che vedrete a schermo. A dire il vero, è tutto un po’ generico, sia l’elemento reale che la materia fantastica, ma forse proprio per questo l’immedesimazione o quantomeno il coinvolgimento può fare capolino e colpirvi come una catapulta.

La bocca di noi appassionati Nintendo quando sentiamo le magiche paroline “Action Adventure” si spalanca per dire “Zelda!”. In questo caso i puzzle ambientali e le fasi di combattimento richiamano effettivamente l’azione 2D a base di triforza, ma tutto è più blando. I puzzle richiedono più pazienza che uso di materia grigia, ma sono ben congegnati e soddisfacenti. Il combat system invece, basandosi su una semplice schivata per difendersi e ancor più semplici colpi di spada (di legno) – veloci e caricati – è fin troppo basilare per farsi notare, totalmente privo di combo e velleità da gamer incallito. Fortunatamente queste fasi sono sporadiche, e le boss battle, in pieno stile Nintendo, vanno pensate come puzzle e risolti con l’ingegno anziché con la forza bruta.

Molti enigmi chiedono di usare batterie di diversi colori, l’inventario è basilare ma pulito

Durante tutto l’arco dell’avventura – che dura circa 4 ore – non ci si annoia mai grazie a un ottimo bilanciamento della difficoltà, che si attesta a livelli standard, né troppo facile, né troppo difficile. La magnificenza visiva, i colori da sogno e tutti gli elementi, come scontrini e puntine da disegno, orologi fermi e macchie di caffè, ci rimandano a una vita in pausa, attonita dal dolore e dal terrore della perdita, mentre recuperiamo frammenti del passato e cerchiamo di lottare per il ritorno alla luce del giorno.

Mentre si toccano temi profondi un po’ superficialmente, e siamo impegnati da un gameplay privo di finezze, si inizia a notare una certa linearità che mal si sposa con l’emotività che gli sviluppatori volevano trasmettere. Però c’è un aspetto dove Figment eccelle: le musiche. Soprattutto le boss battle, studiate non solo come puzzle – come accennato in precedenza – ma anche come fossero un vero e proprio musical, si va dall’easy jazz all’hard rock energico alla Foo Fighters. La varietà non è molta, ma la qualità è notevole, un po’ un segno distintivo dell’intera produzione.

Uno dei ricordi da scovare in giro

Con un comparto artistico così alto, è facile innamorarsi, ma il mio mestiere è vivere la vita, che sia di tutti i giorni o sconosciuta. E recensire i giochi, ovviamente, e questo è uno di quei casi in cui il sette e mezzo è troppo basso e l’otto è troppo alto: ci sono ottime qualità, sopratutto nella parte artistica, e una buona esecuzione. Tuttavia la linearità, le fasi di combattimento deboli e l’eccessiva semplicità del tutto, rischiano di farvi prendere sotto gamba un gioco che forse avrebbe meritato di più, sia in termini di riscontro (il gioco è già uscito su PC) da parte del pubblico, sia in termini proprio di sviluppo, con tempi e budget più adeguati.

A dire la verità, qualcosina ci sarebbe da dire anche sui dialoghi, di qualità non troppo alta: Piper non è molto intelligente e alcune sue battute, tra insulti infantili o suggerimenti troppo palesemente legati al gameplay o alla narrazione e reiterati, lo evidenziano. E di nuovo, più interazione con il mondo di gioco avrebbe giovato, è un peccato cercare di interagire con elementi e avere in cambio solo qualche effetto sonoro distorto.

Ah! Non è il piano di Nintendo Labo?

Alla luce di tutto, il sette e mezzo che trovate in pagella forse vale di più di altri sette e mezzo che abbiamo dato ad altri giochi, e forse anche di più di certi otto e otto e mezzo. E probabilmente, anziché il voto, vale la pena dare più credito alle immagini e alla propria sensibilità, per capire se Bedtime Digital Games ha fatto centro mirando al vostro cuore.

Giocato fino alla fine, in attesa di recuperare il resto dei ricordi, grazie a un codice gentilmente offerto dallo sviluppatore
Pro: Figment è uno di quegli indie che vuole offrire qualcosa che un titolo AAA non può dare. Gli splendidi sfondi disegnati a mano e le “canzoni” dei boss sono i mezzi perfetti a raccontare una storia molto umana incastonata in un gameplay non molto sofisticato ma che funziona a dovere
Contro: Nonostante lo stile scelto farebbe pensare il contrario, avrei preferito un’autorialità più convinta, in quella che è una storia che potrebbe essere toccante, ma che forse si rivela troppo generica per non cadere nella retorica. I dialoghi sono un po’ sottotono e il gameplay riluce solo nel puzzle solving, mentre le fasi di combattimento quasi ostruzioniste. Segnalo anche qualche rallentamento e qualche caricamento di troppo.
7.5

Potrebbero interessarti

Recensioni

Circle of Sumo – Recensione

Yonder porta lo sport del sumo su Nintendo Switch, ma in un modo totalmente diverso da come potevamo immaginarlo. Circle of Sumo è una festa multiplayer!

Speciali

Fantastico Studio – Milan Games Week 2018

È tutto Fantastico La Milan Gamesweek è stata come al solito un grande momento di incontro tra ogni tipo di giocatori. Le cose da vedere

Recensioni

All-Star Fruit Racing – Recensione

Fruttariani, fatevi avanti! Da qualche anno a questa parte l’Italia ha iniziato a compiere i suoi primi passi nel mondo dell’intrattenimento videoludico. Sembra che il

Speciali

La mie paure per Metroid Prime 4

Attendo il nuovo Metroid Prime 4 con tutto me stesso. Ma gli ultimi giochi Nintendo, stanno facendo vacillare il mio entusiasmo. Perché?

Recensioni

Hey! PIKMIN – Recensione

Hey tu! Sì, parlo a te col fiore in testa! Hey Joe è un pezzo della tradizione americana portato alla ribalta dalla celeberrima versione di

Recensioni

Kirby’s Blowout Blast – Recensione

Una palletta rosa tra le parole Nintendo e 3DS! Kirby si trova alla grande su Nintendo 3DS/2DS: quella che la sfera rosa di HAL Laboratory ha

Recensioni

I and Me – Recensione

Non un gatto, ma due. O è lo stesso? I and Me è un misto tra platform e puzzle game che più indie di così

Recensioni

Flip Wars – Recensione

Flippami e Switchami tutto! Nintendo Switch e multiplayer, un connubio perfetto fin dal primo video che ha presentato al mondo la console della casa giapponese

No more posts to show