Il Nintendo Direct E3 2018 che ho sognato

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Perché tutti possiamo sognare un Direct migliore

Nei miei sogni segreti sono un impiegato di Nintendo che sa tutto e sorride bonariamente a ogni rumor sull’internet. Quest’anno poi mi hanno incaricato della presentazione E3. Evito accuratamente la formula della presentazione live, l’ultima volta è stato un disastro – ma quando non lo è stato? Giusto qualche ottuagenario tira fuori il primo trailer di The Legend of Zelda Twilight Princess con il vate Shigeru Miyamoto munito di Master Sword da un .avi risoluzione 256×144 e nessuno ha il coraggio di ricordargli che quello Zelda venne rimandato per farlo uscire su Nintendo Wii. Il nostro periodo cubista è costellato da bei giochi e immense tragedie.



Pensare che oggi Shigeru Miyamoto fa il turista in Francia e quando si degna di tornare se ne esce fuori con un gioco sui robottoni di cui non sappiamo che farcene! E vabbé, sarà di nuovo Direct, non è un problema se lo si organizza per bene. Lo farò iniziare con un recap veloce da 30 secondi dei titoli usciti recentemente o in dirittura d’arrivo, giusto per ricordare che nel giro di poco tempo abbiamo avuto e avremo Kirby, Sushi Striker, Mario Tennis, Capitan Toad e Octopath Traveller, poi Reggie fa il suo solito sermone (breve anche questo, perché lo tiriamo fuori dal freezer da troppo tempo e sta iniziando ad andare a male) e PAM! Si fa sul serio con Nintendo. Prima Super Mario Party, poi i giganti: il DLC Torna di Xenoblade Chronicles 2 e Fire Emblem Three Houses.

E le bombe: Super Smash Bros Ultimate e Let’s Go Pokémon (ricordate l’accoglienza ultrapositiva di due settimane fa? Beh se fossi stato io avrei tenuto l’annuncio segreto per l’E3, quindi spostate la gioia di qualche settimana).

E questo? Non meritava uno spazio nel Direct?

Poi spunta il nuovo presidente di Nintendo, ho preparato un bel discorsetto per lui “c’era un tempo in cui gli sviluppatori giapponesi erano grandi.” E qui passano immagini e video di Armored Core. Indovinate un po’, lo sono ancora!”. Video di Daemon X Machina, il successore spirituale di Armored Core, con uno staff incredibile di veterani al lavoro (Shoji “Macross” Kawamori, Yusuke “Ouendan/FE Awakening” Kozaki, Junichi “Soul Calibur” Nakatsuru, Rio “Ace Combat” Hamamoto, Ken “Blue Dragon/ The Last Story” Awata, Ken “Lost Odyssey/ Panzer Dragoon” Karube).

Poi Dragonball Fighters Z, che nessuno ormai credeva potesse uscire e gira a 60 fps fissi, e Megaman 11. Carrellata di indie (con Hollow Knight e Fortnite disponibili da subito!) e poi alla grande con giochi che stiamo sviluppando, non serve mostrare tantissimo, ma ribadire che ci aspetta un futuro spettacolare, un futuro a base di Bayonetta 3, Metroid Prime 4, quella delizia di Yoshi e poi ancora piccolissime anticipazioni, anche solo il logo, di Animal Crossing e…



In questo momento sento una mano sulla spalla, e una sensazione di benessere si diffonde lungo tutto il corpo. La mano è quella benevola di Satoru Iwata “Diego… Diego. Cosa stai facendo? Guarda che il Direct è già stato fatto!”. Non capisco. Vorrei chiedergli tante cose, ma lui mi indica un cuscino. Un televisore proietta l’inizio del Direct che abbiamo visto ieri, e mi siedo. C’è un tavolinetto basso rettangolare con sopra del buonissimo thé giapponese caldissimo. Sorseggio il thé e mi bevo la conferenza. Mi giro verso il presidentissimo, e sono ancora più perplesso. “Ma praticamente è un direct dedicato a Smash Bros! La gente vuole i giochi, proprio quelli che state sviluppando, vuole sapere…”, Satoru aggrotta le ciglia ma il suo sorriso si fa ancora più benevolo “Cosa vuole sapere? Che stiamo sviluppando Animal Crossing? O Pokémon? E non lo sanno già?”

Ho mille domande che ronzano ma che all’istante crollano. “Beh sì, lo sanno, ma vogliono vedere che…” Sento sbattere un pugno, il rumore è forte ma allo stesso tempo emana un’aura di dignità e rispetto. È il pugno di Hiroshi Yamauchi che dall’altro lato del tavolo tuona “Vogliono Nintendo! Nintendo che spazza tutto! Nintendo che delivera! Nintendo che mostra i giochi dei loro sogni!”. Mi si forma un groppo in gola, Satoru è sempre più tranquillo “Ne abbiamo parlato mille volte. L’hardware migliore. I giochi migliori. Potenza grafica. Avevamo tutto questo, ricordi? Eri tu il presidente. Abbiamo realizzato una console che era un gioiellino di estetica, con caricamenti nulli, giochi multipiattaforma che non erano ridimensionati. I nostri giochi erano non solo tecnicamente ineccepibili come F-Zero GX e Star Wars Rogue Leader, ma anche originali e mai visti, come Luigi’s Mansion e Donkey Kong Jungle Beat”

GameCube
C’era anche la versione con lettore DVD, per non essere da meno in nulla!

Hiroshi Yamauchi fa uno sbuffo di sdegno. Ricordo anch’io quel periodo. Bei tempi. “Devo ricordare com’è andata?” Aggiunge Iwata con un po’ di malizia che non gli appartiene. E ricordo bene com’è andata anche io. La console meno venduta della gen, con giochi come Zelda Wind Waker, il remake del primo Metal Gear in esclusiva ed Eternal Darkness. Un’assurdità a pensarci ancora oggi. Com’è potuto succedere? Ma Satoru sembra leggermi il pensiero e dice “Vedi Diego, la gente che vuole i giochi li avrà. Li stiamo sviluppando. E saranno giochi Nintendo, in tutto e per tutto, nel bene e nel male. Ma la gente che guarda l’E3 non vuole i giochi, o almeno, non solo quelli. Vuole sempre di più e non gli basta mai. Vuole vincere. Vuole poter fare i raid dagli “avversari” e sganciare bombe con su scritto ABBIAMO VINTO L’E3. Ma noi non facciamo questo, non più. Non siamo qui per calciare sederi e prendere nomi. Siamo qui perché dobbiamo esserci, e dato che abbiamo gli occhi addosso mettiamo in luce il nostro gioco principale dell’anno in corso, perché lo merita, perché chi ci ha sudato su lo merita”

Satoru mi guarda severo e sa già la domanda. Prima che io possa porla ha già risposto “L’anno scorso c’era Nintendo Switch da lanciare e il destino della console e forse dell’intera azienda in ballo. C’era troppo da perdere. E ci siamo permessi un’eccezione alla regola”. “In più abbiamo fatto una previsione dell’E3 che volevi” la voce, stavolta, è di Shuntaro Furukawa, il nuovissimo presidente di Nintendo. Tatsumi Kimishima, il cui torso nudo e muscoloso mostra un tatuaggio enorme di un dragone in tipico stile yakuza che mangia Crash Bandicoot, mi mette un casco VR in testa con il logo NintendOn. Vedo gente infuriata, post al vetriolo sui social. Il “mio” E3 ha causato tutto questo? “No, il tuo E3 è piaciuto tantissimo, la gente era entusiasta. Quello che stai vedendo è l’anno successivo. I giochi che hai fatto vedere nel 2018 non sono ancora usciti, quelli che stai vedendo sono i fan che hai illuso”. Non avrei mai previsto reazioni così esagerate, sul web poi, luogo di pace e benessere. Satoru mi dice “mostreremo i giochi quando avrà senso farlo, sono anni che facciamo così. Non vogliamo gettare fumo negli occhi, non sai quanta voglia abbiamo di mostrare le cose incredibili a cui lavoriamo ogni giorno” Mi tolgo il casco con rabbia “Allora fatelo! Altri lo fanno!”. “Ma noi non siamo altri. Noi siamo Nintendo.” A parlare stavolta è… Mario?

Ora vieni con me, verso un mondo d’incanto…

Mario mi prende per mano, e ha uno sfavillotto. Le pareti cadono, fortunatamente verso l’esterno (ma in ogni caso erano di carta), il soffitto svanisce lasciando spazio al blu siderale dell’universo e mi involo con lui, Link, Wario, Kirby, insomma tutti. Passiamo sopra a dei pianeti e ogni pianeta è un videogioco, ed è sempre diverso. I personaggi sono sempre quelli, ma ogni gioco ha un suo carattere unico e porta qualcosa di nuovo. Link mi dice “vedi, ho più di trentanni, ma sono sempre pronto a cambiare. Un’altra software house mi avrebbe abbandonato al primo flop, ma Nintendo mi ha sempre valorizzato e sono contento che mi abbia dedicato un intero E3. Mi ricordo benissimo i fan delusi. C’è solo Zelda, si lamentavano. Poi però non è andata così tanto male, no?”.

E mi ritrovo sul divano. Sul tavolo c’è la prenotazione di Octopath Traveler, e tutta la rabbia e la delusione di ieri è solo un ricordo. Tra un mese, è il mio compleanno, e Octopath Traveler sarà un modo bellissimo per onorarlo.

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