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Pirates: All Aboard – Recensione

Scritto da

Pubblicato il
15 Maggio 2018
Genere
Arcade
Lingua
Inglese
Multiplayer
1-4

Voglia di ammutinamento

Un titolo autenticamente piratesco, basato sul multiplayer. Sono certa che sareste stati contenti se questa recensione avesse parlato di Sea of Thieves e, credetemi, sarei stata più che lieta anche io di potervi annunciare il suo arrivo su Nintendo Switch. E soprattutto di giocarlo. Invece no: qui parliamo nientepopodimeno che di Pirates: All Aboard, che è un titolo autenticamente piratesco, basato sul multiplayer e traumatizzante come incontrare una piovra gigante in mare aperto.

Pirates: All Aboard mi ha messa di fronte ad un dubbio amletico: scrivere una review scarna e sistematica, demolendone ogni piccolo pixel o buttarla sul ridere? Tuttora non sono certa di quale sia la giusta rotta da percorrere, poiché il titolo meriterebbe un giro di ghiglia, ma io sono una persona decisamente generosa e gioviale. E alta, soprattutto chi mi conosce sa che sono molto alta (i miei amici sono pregati di non smentire nei commenti).

Questo corsaresco videogioco ci offre la bellezza di tre modalità, di cui una in effetti è solamente un tutorial sgangherato, ma corpo di mille balene: imparare a timonare bene è fondamentale. Possiamo scegliere il nostro vascello tra una sorta di maestoso galeone uscito da un libro di storia, una barca piccola ma dignitosa e rapida ed una sorta di ciabatta navigante. La terza può sembrare poco invitante, ma fila via come un delfino: ognuna delle imbarcazioni ha diversa rapidità, solidità e potere di fuoco. Il nostro obiettivo è piuttosto semplice e definito, e consiste nel distruggere tutte le navi avversarie.

Boom, così di cattiveria. Le palle di cannone però vengono, giustamente, sparate solo dalle fiancate della barca (che ho scoperto in gergo marinaresco si chiamino “murate”. Vedete, sto anche diffondendo cultura!), per cui all’inizio ci si sente un po’ incapaci, essendo abituati a mirare avanti. Il nostro avversario principale, più della CPU francamente impedita, sono gli scogli: credo di essere morta infinite volte per essermi schiantata come una medusa sulla spiaggia. Ad aggiungere spezie alla zuppa ci pensano i potenziamenti, ottenibili dalle carcasse in mare: grazie ad essi posiamo andare più veloce o acquisire poteri ulteriori. Che ovviamente saranno inutili, poiché ci schianteremo di nuovo sugli scogli.

La modalità multiplayer consente di navigare con altri tre filibustieri, e di affrontarsi in split screen. Oggettivamente, con lo schermo diviso in 4 si capisce ben poco: fortunatamente delle enormi freccione rosse ci indicano la direzione degli altri bucanieri, così da poterli inseguire e menare con cattiveria (la cattiveria in questo caso è ovviamente rappresentata dalle palle di cannone). Si può scegliere di giocare sia ad eliminazione che a punteggio, e non so dirvi quale delle due opzioni mi sia piaciuta di più! La chicca è rappresentata dal fatto che un giocatore che si suicida schiantandosi, pur se rimasto con poca vita per gli assalti avversari, non perde punti e non ne dà a nessuno. Perciò l’uscita di scena volontaria potrebbe essere la strategia vincente, e a saperlo chissà come sarebbero finite le grandi battaglie navali della storia: “Capitano ci hanno colpito! Affondiamo” “Aspetta timoniere, gettiamoci tutti in acqua ed affoghiamo, così vinceremo noi!”

Il vero tesoro nascosto del titolo è la modalità infinita. Infinite gioie: pensate, potete giocarci per ore ed ore di fila. Tantissimi minuti di adrenalina navale. In sostanza, qui il nostro obiettivo è raccogliere più monete possibili evitando gli ostacoli, non potendo mai fermarci. Ci sono così tante cose da raccontare di questo minigioco che non so nemmeno da dove cominciare, probabilmente potrei dire che non è poi così male, e può effettivamente dare una certa assuefazione. Anche perché fa ridere: in questa modalità la nostra nave va veloce come il vento, muovendo schiuma manco fosse un’orca che si tuffa in una pozzanghera.

Passare dai placidi velieri che ondeggiano negli oceani a questa sorta di motoscafo che supera la barriera del suono è un po’ destabilizzante. Per di più, gli ostacoli da evitare consistono in scogli, palle di cannone…e squali. Che sono decisamente più grandi della barca, delle bestie immani e spaventose di cui tutti i cantastorie narrano la sera nelle taverne. Comunque, sono sempre più piccoli delle monete da raccogliere, spaventosamente sproporzionate. Problemi visivi a parte, ci si può davvero intrattenere per un po’, provando a superare il record di sopravvivenza: non rappresenta il modo in cui passerei preziose ore della mia vita, ma si fa apprezzare.

Dal punto di vista della grafica (ahahah già rido), Pirates: All Aboard si può definire…grezzo, come una zattera alla deriva. Nonostante muova letteralmente 3 elementi in croce su schermo, riesce ad avere cali di frame rate nel multiplayer: un risultato notevole. L’acqua, croce di tutti i giochi degli anni 90, è particolarmente brutta e ricorda una sorta di foglio di cellophane azzurrino, su cui scivolano saponette che ricordano più o meno una nave. Incredibilmente, le musiche sono valide. Davvero valide: nella modalità infinita sono molto carine ed orecchiabili, perfettamente a tema ed apprezzabili. Ma per mille spingarde, è quasi uno spreco: ciò certamente non basta a compensare i pochi contenuti del titolo.

Per quanto Pirates: All Aboard costi poco (all’incirca come un filetto di sgombro in scatola di ottima qualità), offre davvero molto poco. Preferirei lanciarmi in mare dalla passerella che doverlo giocare ancora, perciò siete avvisati di navigarne alla larga. Comunque, sono riuscita ad inserire almeno dodici modi di dire pirateschi in questa recensione, per cui mi sento lo stesso soddisfatta dall’opera. Ahrrrr (e con questa siamo a tredici).

4.7
C’è di peggio al mondo, tipo il morbillo. E le musichette mi fanno impazzire.
È meglio farsi pizzicare i piedi da un granchio che dover giocare la modalità multiplayer

MODUS OPERANDI

Ho giocato un numero vergognoso di minuti alla modalità infinita, a cui faccio davvero pena, e sono riuscita a trovare addirittura DUE persone disposte a provare con me la modalità multiplayer. Un successone!