Il grande fardello della gente impaziente – Libero Pensiero

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Orwell si farebbe un facepalm

Adesso sbrocco. Chiamate la neuro che inizio a delirare. Perché non è possibile che i social puntualmente si trasformino nel festival del degrado.

Ma noi nintendari ci siamo abituati. Perché è passato tempo, ma le cattive abitudini difficilmente cambiano, quelle dei detrattori della grande N, che la danno per spacciata dal 1889, certo, ma non solo loro. Le cattive abitudini Nintendo le ha nel marketing spesso e volentieri. Sì e nei piani per l’online. Sì e nel tenere nascosti i giochi in sviluppo manco fossero segreti di stato. E nel… ok ok, Nintendo ha un po’ di atteggiamenti vanesi di troppo, ma l’argomento della settimana è il grande fratello, i fan del grande fratello, i sostenitori della donna e grandi avversari del bullismo che non sono più fan del grande fratello, i consolewaristi del cipperimerlo che passano di lì e colgono la palla marrone al balzo e noi. E Nintendo ovvio. Il fattaccio: alcuni concorrenti del Grande Fratello hanno manifestato odio e ignoranza verso una concorrente, usando frasi violente e sessiste. Il popolo dei social non ci sta e invade i post di Facebook. A noi interessa in particolare un post fatto dalla pagina Facebook italiana di Nintendo Switch che pubblicizza Donkey Kong Country: Tropical Freeze.

Gente delusa da giochi che non ha giocato

Nintendo ha mani ovunque quando si parla di marketing, ma se per arrivare ai più giovani la scelta è scontata – spot a martello sulle stazioni televisive più seguite – è al momento di far abboccare gli adulti che le cose si fanno contorte. Spesso ci siamo chiesti cosa abbiano a che fare con i videogiochi professionisti come Giorgio Panariello o Penelope Cruz, o in tempi più recenti Mara Maionchi e Gigio Donnarumma (leggenda vuole che le riprese dello spot siano andate per le lunghe perché continuava a cadergli il joycon). La risposta probabilmente è: nulla. Sono solo personaggi famosi che potrebbero far conoscere il nostro bellissimo hobby a gente che probabilmente ne è all’oscuro, e che ha altri hobby, come seguire determinate trasmissioni tv.

Così Nintendo non ha niente a che vedere col Grande Fratello, aldilà del mero rapporto commerciale ovviamente; Nintendo e la sua proposta non si identificano in Barbara D’Urso o in uno qualsiasi degli ostaggi volontari della casa. E viceversa. Per cui il sillogismo “partecipante del grande fratello è un bullo sessista = Nintendo è cattiva” è un ragionamento basato sull’ ignoranza becera o sull’imbecillità ignorante. Pick one.

E invece che tocca leggere? “I prodotti di aziende che sponsorizzano un programma come il GF15 che favorisce il bullismo, la discriminazione e la violenza sulle donne non meritano i miei soldi. Non li comprerò e non li farò comprare.” Con tanto di hashtag perché oh, la mia opinione conta, la devono sapere tutti. Quindi il tuo marmocchio vuole per il compleanno Switch perché vuole giocare a Mario e tu invece gli prendi PS4 con Knack. Mi sto già vedendo la scena: “figlio mio, l’ho fatto per il bene delle donne, un giorno capirai”. Le risate. E meno male che non c’era anche Ferrero tra gli sponsor, voglio vedere a comprare il surrogato anziché la Nutella. Rivolta in famiglia!

A parte gli scherzi, il consumatore ha tutto il diritto di scegliere cosa comprare e cosa non comprare, anche sulla base di scelte etiche. Quello che forse non avrebbe diritto di fare sarebbe rovinare l’immagine di un’azienda in cui ci lavora tanta gente (e magari tante donne e qualche ex-vittima di bullismo), senza dare il tempo all’azienda di prendere un qualsivoglia provvedimento. Perché un’azienda non è una persona che posta sui social alle 5 di mattina dopo una maratona di cinepanettoni, coca cola corretta col rum, tuta coi pantaloncini slargati e rutto libero. Un’azienda ha un ufficio stampa che deve scrivere e diramare un comunicato stampa, cosa che è avvenuta. E non solo per Nintendo, anche con gli altri sponsor che si sono letteralmente dati alla fuga. Bastava dare il tempo.

L’eredità di Martin Luther King si sente tutta

Ma ormai i social hanno alimentato la sindrome da SJW, e diventare eroi dei tempi moderni è un attimo: basta capire da che parte schierarsi e iniziare a sproloquiare, ottenere likes di cui vantarsi con gli amici (virtuali), ed è fatta. Novelli Che Guevara del discount, che se dovessero alzare le chiappe dalla sedia e scendere in strada lo farebbero, ma non per unirsi a un corteo, ma per andare a prendersi un hamburger da una catena che non assume camerieri. Bastava aspettare.

Ma c’è un’altra lezione da imparare dal GF15gate: Nintendo, scegli meglio chi sponsorizzare. Ok, la logica l’abbiamo capita, la gente cosa segue di più? Grande Fratello. Dove buttiamo questi soldi per avere un buon riscontro? Grande Fratello. E cosa è Grande Fratello? Cito l’uomo che porta i baffi pure sulla camicia: una finestra su una discarica. Non ci voleva un genio a capire che finanziare un programma che vede nelle puzzette sotto le coperte il massimo dell’intrattenimento poteva non essere un colpo di genio.

Io adoro la Gialappa’s Band, sono un megafan, seguo qualsiasi programma che li vede protagonisti, ma non sono mai riuscito a seguire Mai Dire Reality (e derivati) proprio perché l’odore di immondizia riesce a passare attraverso lo schermo e inondare casa, e sì, un po’ si ride, ma sempre con un retrogusto amaro di muffa, e con la consapevolezza di deridere dei casi umani, cosa non proprio edificante. E tuttavia gli ascolti di GF Vip sono stati da record, e Nintendo se ne è beata. Se le cose stanno andando diversamente con GF15 non è una sorpresa (almeno ai miei occhi), è un po’ come azionare il timer a una bomba e sorprendersi che esploda.

Non penso che hai convinto qualcuno che hai davvero buttato soldi e sei amareggiato, ma hey bro’, nice try!

Il TL;DR di tutto ciò è: la gente guarda lo schifo, e poi si meraviglia dello schifo. Nintendo, se sai che una cosa è lo schifo, non appoggiarla, a prescindere. Non per una questione etica, ma semplicemente perché appunto, è lo schifo. Ci sono altri programmi televisivi. Lo so, non siamo in America, dove in fondo basta scegliere un talk show di successo, mandarci Reggie e tanti saluti, in Italia l’offerta televisiva è ridicola. Eppure ci sono tante opportunità. Potevate avere uno spazio pubblicitario vicino a Meraviglie di Alberto Angela, che sui social tra l’altro ha fatto furore, o mandare Giovanni Allevi a Quelli che il calcio e fargli suonare la pianola di Nintendo Labo. Quindi, in fondo in fondo, un po’ te lo meriti eh. E in fondo in fondo, non dico che sono contento che sia successo, ma magari ti servirà da lezione.

E adesso annunciami ‘sto cavolo di Animal Crossing per Nintendo Switch, su, che ‘sto campeggio sul cellulare inizia a sembrare i cerotti per smettere di fumare: datemi un buono per un anno di stecche di sigarette di cioccolato.

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