Il kit assortito di Nintendo Labo spiegato per voi da Mari ed Elf

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Viva i giocattoli di cartone!

Il negoziante mi aveva annunciato che avrebbe potuto avere Nintendo Labo un giorno in anticipo, ed ero fremente. All’una meno un quarto eravamo ormai rassegnati al fatto che il corriere non avesse fatto in tempo a consegnarlo e pronti ad aspettare mestamente il pomeriggio. In quel preciso momento il cellulare squilla.

Sììììììì!!!!! Finalmente è arrivato, vestiti, corri, TELETRASPORTATI!

Scotty! Beam me up! Ringrazio sentitamente quindi i commessi del negozio, non posso fare nomi, ma voi sapete, siete grandi.

Caro Robot Kit, un giorno verrò a prenderti

Nintendo Labo è decisamente fuori target per noi, essendo rivolto al tipico utente Lego Mechanic: ragazzi che vogliono divertirsi e sperimentare, adulti che vogliono creare robe pazze.

E appassionati di papercraft come me. Mentre il mio caro elflum ha qualche problema, ma meglio non entrare nello specifico.

In effetti mi riescono molto meglio le freddure sulla carta, quindi è il pezzo che aspettavo di scrivere da sempre.

Oh, bibite gommose! Ecco che incomincia.

Ogni volta che provo a costruire qualcosa, crolla tutto come un castello… di carte!

Il software di Nintendo Labo ci introduce gradualmente nel montaggio dei vari kit, iniziando con qualcosa di semplicissimo come un porta Joy-Con, per poi andare a montare il primo vero Toy-Con: la macchina RC.

Il cartone non è di quello rigido tipico dei mobili in cartone (non so se ne avete mai visto uno, ma sono molto robusti), bensì abbastanza morbido. Questo però scongiura i graffi da carta, e dopo averli usati abbastanza possiamo dire che vanno benissimo e non ti rimangono in mano.

La macchinina si muove grazie alle vibrazioni dei piccoli controller di Switch, veri e propri protagonisti di tutto… il pacchetto.

Ne avrai per tutto il pezzo vero?

Ne ho a pacchi!

Sempre meglio piegare tutto, una cosa che ci verrà ricordata spesso dal software

Si può anche “programmare” la macchinina per farla andare da sola e farla fermare davanti a ostacoli, una cosa che la rende più intelligente di un certo procione.

Sappiamo tutti che il suo utilizzo principale è fare impazzire il micio di casa e soprattutto far rivivere la robot wars!

Dopo aver provato velocemente la RC Auto, c’è stata una discussione civilissima su quale Toy-Con montare.

Abbiamo deciso per continuare l’ordine del software e passare alla canna da pesca

Perché ho vinto in arguzia.

Ordine Naturale.

Avere un controller canna da pesca è il mio sogno bagnato da una vita!

Attenta a non bagnare sul serio la canna da pesca, perché è di carta.

La canna è retrattile

Ammiro chi ha creato una roba del genere, perché ci vuole del genio per pensare a come creare una canna con tanto di lenza. E con tanto di mulinello che fa rumore!

Pescare restituisce una sensazione molto fisica ed è stato davvero un momento wow. Vedere Mari con la canna in mano e il sorriso da ebete mi ha…incartato il cervello. E riesco solo a immaginare quanta felicità possa regalare Labo ai papà e alle mamme disposte a investire del tempo con i loro pargoletti.

Ci sono vari tipi di pesce, che una volta catturati entrano a far parte del nostro bellissimo acquario virtuale.

Più tardi scopriremo la possibilità di creare pesci dalla forma più disparata semplicemente ritagliando della carta. Grazie al pianoforte! Lo dicevo che dovevamo montarlo prima!

Si può ritagliare della carta per creare i pesci ma… ricordatevi di usare forbici arrotondate!

E invece montiamo la moto! Dopo la macchina RC, i Toy-Con si fanno decisamente più impegnativi da montare, ma le istruzioni a schermo sono chiarissime ed è possibile tornare indietro e ruotare la visuale in qualsiasi momento. Tra l’altro prevedono anche l’uso di elastici, adesivi e cordicine, non c’è ovviamente bisogno di materiale extra a quello che trovate già in scatola.

La moto è sorprendente, ed è forse la forma più giocosa dell’offerta, dato che si avvicina molto a quello che potrebbe essere un videogioco di moto su pista, con tanto di campionato.

Il manico destro del manubrio va girato per accelerare e c’è anche il freno e il tasto dell’accensione!

Qui la sensazione si fa straniante, perché sembra veramente di avere qualcosa di magico tra le mani, eppure è solo cartone! In realtà sono sempre i Joy-Con a fare tutto, ma la situazione sarebbe completamente diversa se si utilizzasse solo i controller.

I Toy-Con restituiscono quella sensazione di fisicità che fa venire voglia di usare la moto di cartone in Mario Kart 8.

C’è anche una modalità arena in cui far scoppiare i palloncini e la possibilità di creare la propria pista

Adesso voglio un dlc che lo implementi. Anzi, voglio un nuovo Excite Bike!!!

Meglio di no, sei così scarso che se muovessi il manubrio di una moto reale in quella maniera nella vita vera finiresti in ospedale.

Se la moto era straniante, con la casa si entra nel regno dell’assurdo.

Disegni e sciocchezzuole ornano le fustelle

Inizialmente, seppur sedotta dalla puccettosità dell’ospite della casa, non riuscivo a capire il senso.

Il senso è il piacere della scoperta, ed è il comune denominatore dell’offerta Nintendo Labo.

Assolutamente! Ci si sorprende a vedere cosa succede inserendo e togliendo pulsanti e manovelle nella casa, e anche a scuoterla.

Il povero simil-tamagotchi è vittima di ogni nostro più sadico gesto, che sia inondargli casa con un rubinetto, o farlo sgobbare su una ruota da criceto.

Perché tu sei una bestia e ti piace fare il bullo.

Parli di bullismo tu che non mi hai fatto toccare la casetta.

E ho costruito tutti i kit io, compreso il piano!

Sì, ti ho lasciato… cartone bianco. Il piano è… beh… un piano. Una vera e propria pianola, con una leva per alzare e abbassare le ottave e ottenere tutte le gamme di sonorità. E il software è bestiale, è possibile modificare il suono aggiungendo riverberi, rendendolo miagoloso, e addirittura registrare le proprie composizioni, aggiungendo semplici pattern di batteria e altri strumenti.

Qui la magia è ancora più strepitosa: alzare il coperchio del piano e vedere… il nulla!

La cosa migliore è che non è magia, è scienza. C’è tutta una sezione, “Scopri”, dedicata alla spiegazione di come funziona tutto, tramite dialoghi divertenti tra il professor De Aggeggis e i suoi due allievi. Informazioni utilissime, illustrate in maniera frizzante, fanno da preparazione alla sezione che cambia… le carte in tavola: il Toy Garage.

Se avete avuto l’impressione che i giochi inclusi siano troppo poveri, è perché sono solo un antipasto di quello che è possibile fare con i Toy-Con. La speranza è che si crei una community di genietti in grado di meravigliare il mondo con le proprie creazioni.

La chat virtuale con il prof e i suoi allievi è divertentissima

Da questo punto di vista è strana l’idea di non integrare funzionalità online per la condivisione dei contenuti. Certamente è una cosa che può essere aggiunta in seguito, ma per il momento dobbiamo usare i social per scoprire contributi degli utenti come quelli elencati dal Pittanza qualche giorno fa.

Il kit assortito di Labo ci ha davvero sorpreso. Ogni persona dovrebbe accogliere con gioia iniziative del genere, veri e propri sandbox in grado di scatenare le fantasie dei bambini e del bambino che è in noi.

Quello che è la caratteristica principale e quindi il pregio di Labo, è alla fin fine il limite più evidente. Il nome stesso “Toy-Con” svela in maniera inequivocabile la natura del prodotto: giocattoli di cartone.

Non ci si può lamentare, insomma, che una chitarra (esempio ipotetico) con allegato un tutorial per i primi rudimenti sia solo un giocattolo e non un videogioco.

Si tratta di giocattoli, e visti in questa maniera vincono… sulla carta.

Non stupitevi quindi della meraviglia che può scatenare Labo in ognuno di voi

Ormai ignori del tutto i miei calembour vero?

Tipo, ho iniziato dalle prime battute. Se non sei convinto rileggi tutto: carta canta.

Questo è un colpo basso.

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