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David Wise – Il migliore amico della scimmia

Pubblicato il
25 Aprile 2018

Un compositore da primato… o primate?

Quando ero bambino, pensavo al videogioco come ad un prodotto magico creato da entità sconosciute. Non conoscevo la mole di lavoro che c’era dietro, ignoravo le parole Director, Game Designer, Composer… praticamente ero come un qualunque giornalista italiano, solo più carino. Gli unici dettagli che davvero attiravano la mia attenzione erano grafica e musica.

Per questo, giocando a Donkey Kong Country insieme a un mio amico, cominciai davvero a chiedermi chi ci fosse dietro un tale spettacolo. L’opera di Rare riusciva ad unire suono e immagini come mai prima d’allora: mi ritrovavo a canticchiare quei pezzi vivaci dal sapore malinconico, visualizzando foreste, monti innevati, laghi profondi. Così dopo aver sconfitto King K. Rool (con una certa fatica) guardai i titoli di coda per trovarlo, lui, il compositore: David Wise.

Come si potrebbe non amarlo?

Da quel giorno, questo musicista inglese è entrato direttamente nei miei primi CD masterizzati, poi nel mio iPod ed è ancora oggi uno dei miei idoli. Perché David Wise ha qualcosa che in pochi hanno: uno stile distintivo che ha influenzato per sempre la musica nei videogame. Dagli anni 90 in poi, non c’è videogioco con animali protagonisti o ambientato in mezzo alla natura che non abbia dovuto misurarsi con questo tema:



La musica può trasmettere emozioni, sensazioni, per questo il tema del primo livello di Donkey Kong Country è un’introduzione perfetta al gioco. Nei primi quaranta secondi infatti ci sono solo percussioni che si mischiano a rumori di sottofondo, come se ci stessimo addentrando per la prima volta nella giungla profonda. Poi arrivano il basso e gli accordi a spostare gentilmente le foglie davanti a noi fino a che, quando finalmente si aprono, appare un mondo pieno di vita fatto di jazz e funk.

Ma la natura non è solo  colori accesi e animali incredibili, ci sono anche la pioggia, i pericoli, gli alberi imponenti che coprono il sole. Così, dal minuto 1.30 la musica cambia: all’improvviso tutto è più serio, malinconico, come se fosse scesa la notte. Il tema riesce quindi a raccontare una storia che si lega perfettamente a ciò che appare sullo schermo, sia grazie alle capacità di Wise, sia grazie alla fortuna: inizialmente infatti, la parte iniziale e quella finale erano separate, poi a qualcuno di Nintendo piacquero tanto da unirle.

La natura è anche questo: infilzare le chiappe di coccodrilli obesi.

Un altro tema iconico creato dal genio, sempre per Donkey Kong Country, è Aquatic Ambiance. Ricordo che a otto anni, quando giocavo col mio amico, i livelli subacquei spettavano a me perché li adoravo. Noi giocatori lo sappiamo, di solito sott’acqua ci sono i momenti peggiori, eppure con quella musica mi sarebbe andata bene qualsiasi cosa. Così calma, nostalgica, magica. Questo pezzo è a tutti gli effetti un colore:



Passarono gli anni e l’unico in grado di superare la OST di questo gioco fu lo stesso David Wise, col sequel Donkey Kong Country 2: Diddy’s Kong Quest, una pietra miliare del genere. Per descrivere la colonna sonora di questo titolo dovrei parlare dei miei ricordi, onirici e surreali, leggermente di parte. L’unico consiglio è quello di provare l’esperienza personalmente ascoltando pezzi come Forest Interlude, Hot Head Bop, Lockjaw’s Saga… e un tema meraviglioso, irripetibile: Stickerbush Symphony.



A questo punto lo stile di David Wise era formato: melodie semplici e memorabili che saltellano tra accordi più complessi, creando armonia e dissonanza. La colonna sonora di Diddy’s Kong Quest  ne è un esempio perfetto perché ricca di varietà eppure così riconoscibile. L’opera del 1995 mette nei panni dei giovani Kong e la musica risulta quindi più forte: più giocosa, più triste, più avventurosa. Secondo molti fan, questo è il capolavoro del genio inglese, secondo me invece occorre spostarsi avanti di quasi vent’anni… ma procediamo per gradi.

E la difficoltà? Altro che Dark Souls.

Nel 1996 uscì il terzo episodio della serie, Donkey Kong Country 3: Dixie Kong’s Double Trouble!, che per vari motivi non comprai.  Forse perché era un gioco troppo pazzo e confusionario già dal titolo, o perché puntava ad essere come i precedenti, “but bigger”. In questo caso la colonna sonora fu curata per la maggior parte da Eveline Novakovic e supervisionata da David Wise, con un risultato buonissimo seppur non iconico. Il caso volle che il porting dello stesso gioco su Game Boy Advance, nove anni dopo, necessitasse di un revamping della colonna sonora (problemi di compressione), e fu proprio lo stesso David Wise a ricomporne buona parte.



Le limitazioni dovute all’hardware di console come NES e SNES sono sempre state un problema per i composer, ma per David Wise rappresentavano una sfida, un modo per essere più originale. Anche quando arrivò il Nintendo 64, con un chip sonoro più evoluto, David continuò a cercare di spingere l’hardware oltre le sue possibilità. Il risultato di questi sforzi fu la colonna sonora di Diddy Kong’s Racing, una vera e propria festa multietnica con influenze da tutto il mondo. Come dichiarato dal genio in un’intervista, il suo obiettivo era comporre pezzi che suonassero “more nintendo than nintendo were”.



Poi accadde quello che molti di noi ricordano. Rare se ne andò verso altri lidi e con essa anche David Wise, che lasciò come regalo una colonna sonora assolutamente a livello di quelle precedenti, anche se per un altro animale. Sto parlando di Starfox Adventures, del quale conservo alcuni dei più bei ricordi legati al gaming, metà dei quali dovuti a musiche come Snowhorn Wastes. Questo tema parla di avventure tra gole innevate e tribù di mammut, e più lo ascolto più mi rendo conto di quanto sia perfetto.



Con l’arrivo di Nintendo Wii, il ricordo di quella Rare così in gamba che creava spettacoli ludici sembrava ormai lontano. Stando a quanto dichiarato da David, il periodo in Microsoft portò una sorta di crisi nella sua produzione: presentava progetti su progetti, ma per vari motivi venivano bocciati. Perciò decise di andarsene e aprire una sua casa di produzione. Nel frattempo Retro Studios riportò in vita lo scimmione con Donkey Kong Country Returns, un gioco fantastico per il quale il buon Kenji Yamamoto (altro mio idolo) decise di remixare i pezzi di David. Di seguito il mio arrangiamento preferito:



Giocando a questo platform meraviglioso sulle note di “Fear Factory” provai una forte nostalgia, anche perché ormai era chiaro, David Wise non sarebbe più tornato. Ci sarebbe voluto un miracolo. Qualcosa che solo Nintendo e Retro Studios avrebbero potuto fare: un sequel talmente ispirato e ambizioso da avere poteri sovrannaturali, in grado di evocare il genio ancora una volta. Nel 2014 quel miracolo uscì su Nintendo Wii U con il nome di Donkey Kong Country Tropical Freeze.

E adesso infilziamo un po’ di topi!

Tralascerò i discorsi sul level design perfetto e la miriade di idee che Retro Studios ha sviluppato nel gioco, per concentrarmi sul ritorno del maestro David Wise. In tutta onestà, prima dell’uscita dubitai leggermente nella colonna sonora. Insomma mi aspettavo qualcosa di ben fatto, ma ero pronto alla possibilità che il genio avesse perso un po’ del suo “swing”. Poi arrivò il trailer accompagnato da questa musica e ogni dubbio sparì:



Ascoltando la parte iniziale dai suoni così gelidi e al contempo vivaci mi resi conto che David Wise non si era cullato sugli allori. Non si era limitato al “compitino fatto bene”, ancora una volta ce l’aveva messa tutta per creare una vera e propria opera d’arte, a mio avviso il suo capolavoro. Le possibilità offerte dai vari strumenti (addio limiti hardware!) hanno dato a David ancora più energia e voglia di sperimentare, per questo Tropical Freeze passa dal funk, al rock, fino all’elettronica senza mai fare un passo falso. Che dire poi dei remix?



Questo tema riesce ad unire due pietre miliari come Lockjaw’s Saga e Aquatic Ambiance con una semplicità incredibile! Come se domani qualcuno inventasse un piatto al sapore di lasagna e torta al cioccolato. Ecco, David Wise ne sarebbe in grado, infatti con questa colonna sonora ha dimostrato di essere più di un semplice composer… è diventato una di quelle entità sconosciute che immaginavo da piccolo, in grado di produrre sogni tangibili.

Per questo Donkey Kong Country Tropical Freeze è un gioco a cui sono molto legato, perché oltre ad essere dannatamente divertente, mi ha fatto sentire ancora bambino. Non so voi, ma io non vedo l’ora arrivi il 4 Maggio per giocarmelo ancora una volta su Switch in compagnia di Funky Kong e, ovviamente, David Wise!