Un cavaliere di pietra ma dal cuore d’oro
Mondi fantastici medioevali, magie che trasformano un guerriero in pietra, un’amata da salvare e castelli incantati; sembrerebbe l’incipit di un film Disney, con tanto buonismo e il lieto fine, ma in Castle of Heart, il platform d’azione di 7Levels in esclusiva Nintendo Switch, non ha nulla di tutto questo (esatto, nemmeno il lieto fine).
Il gioco inizia narrando la vicenda sotto forma di illustrazioni animate, inserendoci nel contesto storico: ci troviamo in un villaggio medioevale, in cui cavalieri e donzelle sono all’ordine del giorno. Un malvagio stregone però ha deciso di porre fine alla pace e distrugge il paese, rapendo inoltre la ragazza più bella senza che il suo amato possa fare nulla. Nonostante ciò, a differenza di tutti gli altri cavalieri, il nostro protagonista non perirà sotto gli incantesimi del mago, ma verrà tramutato in una statua di pietra che, bagnata dalle lacrime della ragazza, tornerà in vita seppur non in carne ed ossa.

Come avete potuto notare, la trama di fondo non brilla di certo per originalità, ma dà un pretesto fondamentale per tutta la durata del gioco: il nostro cavaliere di pietra non perderà la salute soltanto quando colpito dai nemici, ma progressivamente, fino a disintegrarsi, e l’unico modo per evitarlo è proprio quello di eliminare tutte le bestie che troverà sul suo cammino e che lo separano dal castello in cui il mago ha imprigionato la sua amata.
Castle of Heart ci propone dunque venti livelli divisi in quattro scenari, tutti esplorabili in un classico platform 2D in cui l’azione la fa da padrona: saranno tantissimi i nemici da battere e, fortunatamente, non basterà premere a ripetizione il pulsante d’attacco, nonostante un’intelligenza artificiale non proprio all’altezza. È importante saper sfruttare al massimo i numerosi elementi dell’ambiente che gli sviluppatori hanno posizionato nei vari livelli, da torce infuocate, stalattiti, lampadari e finestre, tutto da far cadere sulle teste dei malcapitati nemici. Il nostro guerriero di roccia può far affidamento sulla propria spada, ma sarà possibile anche utilizzare l’altra mano per impugnare tantissime armi come bombe, pugnali, torce o mazze chiodate, fino ad altre più spettacolari come scettri di ghiaccio, spade infuocate o asce elettrificate che faranno la vostra felicità durante le fasi finali del gioco. Utilizzare la seconda arma, anche quelle di lancio, ha però un limite: quando la salute raggiungerà un determinato livello, a pochi passi dalla morte, il cavaliere comincerà a sgretolarsi perdendo dunque un braccio: a quel punto potremo utilizzare solo la spada di base e battere i nemici sarà davvero un’impresa. Se ciò rende il tutto più “realistico” e sprona il giocatore a dare il meglio di sé, ritrovarsi con una potenza offensiva quasi nulla dovuta alla perdita del braccio e conseguentemente della seconda arma, rende il raggiungimento di questa soglia minima di salute praticamente un conto alla rovescia verso la morte definitiva.

Fortunatamente non esiste il Game Over e i punti di check point sono sufficienti a non far diventare le numerose morti troppo frustranti; capiterà spesso di perdere in determinati punti perché non si sono affrontati i nemici con la giusta tattica, ma saranno altrettanto numerose le situazioni in cui cadremo in un precipizio o rimarremo incastrati tra due nemici per qualche scherzo nel sistema di controllo e nella fisica del gioco. Castle of Heart propone un gameplay semplice, in cui bisogna solo avanzare e uccidere i propri nemici, ma in alcune occasioni in cui il platform più puro viene fuori, i controlli non proprio precisi e reattivi si fanno sentire, facendoci perdere più salute e tempo di quanto vorremmo. Nei lunghi livelli potremo anche raccogliere alcuni collezionabili: delle gemme blu, che una volta raggiunto un numero sufficiente faranno aumentare la nostra salute massima, e dei cristalli rossi, cinque per livello, che faranno la felicità dei completisti e che sono anche l’unico motivo per rigiocare i livelli una volta terminato il gioco, cosa che non richiederà moltissime ore. Nonostante qualche picco improvviso nella curva di difficoltà, infatti, il lavoro di 7Levels offre una sfida abbordabile, quasi mai frustrante o che faccia perdere la voglia di proseguire nell’avventura.
Purtroppo però Castle of Heart soffre di una certa ripetitività, che riesce a essere mitigata solo in parte dal cambio di scenario. I cinque livelli per ognuna delle quattro zone sono praticamente tutti identici tra loro, e sembrerà piuttosto un unico grande livello spezzato in cinque parti; soltanto passando ad un nuovo scenario si avrà una ventata d’aria fresca, ma ciò avverrà appunto solo quattro volte in tutto il gioco. Complice (in negativo) di ciò è anche un level design piatto che dà costantemente quel senso di già visto: il villaggio, la foresta, la montagna innevata ed il castello si fanno apprezzare per la cura nei dettagli e le texture di ottima qualità, ma ripetuti per cinque livelli senza il minimo cambiamento possono stufare l’occhio, probabilmente già infastidito da alcune animazioni un po’ legnose (che potrei giustificare dal fatto che l’eroe, effettivamente, è fatto di roccia). Se del comparto grafico, alla fin fine, non posso che parlarne positivamente, lo stesso non posso fare per l’accompagnamento musicale, che sembra quasi non esserci: i pochi strumenti di sottofondo vengono quasi del tutto sopraffatti dagli effetti sonori di esplosioni, spade e ruggiti, tranne rari casi (come i boss) in cui tamburi e percussioni varie rendono l’OST leggermente più presente.

Castle of Heart è un buon platform d’azione, che ricorda in qualche modo mostri sacri come Castlevania, Trine e Ghost’n Goblins, non raggiungendo però in nessun campo l’eccellenza di quelle produzioni. In ogni caso l’esclusiva di 7Levels per Nintendo Switch, ispirata agli stupendi posti e alla mitologia della Polonia (terra natia del team) mi ha soddisfatto: una maggior varietà degli scenari e nel level design, uniti ad un sistema di controllo più raffinato, avrebbe sicuramente giovato, ma non posso non apprezzare l’amore con cui Castle of Heart è stato sviluppato, a meno che non diventi di pietra anche io.