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Nine Parchments – Recensione

Game

È quasi magia Nel corso degli anni con alcune software house indipendenti sono nate delle storie d’amore dure a morire: storie passionali che sono nate e cresciute su Nintendo Wii U e che continuano ad […]

È quasi magia Nel corso degli anni con alcune software house indipendenti sono nate delle storie d’amore dure a morire: storie passionali che sono nate e cresciute su Nintendo Wii U e che continuano ad […]

Nintendo Switch
Gennaio 26, 2018
Genere
Gioco d'azione con visuale isometrica
Lingua
Testi a schermo in italiano, doppiaggio in inglese

È quasi magia

Nel corso degli anni con alcune software house indipendenti sono nate delle storie d’amore dure a morire: storie passionali che sono nate e cresciute su Nintendo Wii U e che continuano ad allietarci anche su Nintendo Switch. I ragazzi di Frozenbyte mi stanno più che simpatici perché hanno un modo di confezionare i loro prodotti estremamente riconoscibile: se ci sono dei maghi, un accademia, un mondo fantasy e una voce narrante che accompagna le scorribande del giocatore su schermo, quello è un gioco di Frozenbyte.

Gli sviluppatori dopo due egregi action/platform su Nintendo Wii U, Trine 1 e Trine 2, e un terzo capitolo che è stato un fallimento ma passato fortunatamente sotto i radar dei più, tornano alla ribalta con un gioco quanto mai diverso in termini di gameplay rispetto ai precedenti.

Nine Parchments è un “blast ‘em up” cooperativo, online o in locale, shoot’m up con visuale isometrica.

Al giocatore è chiesto, all’inizio di ogni Run, di scegliere un mago, con delle caratteristiche peculiari in termini di magie disponibili, e di affrontare una trentina di livelli l’uno dopo l’altro, in singolo o in compagnia. Alcuni maghi sono più abili con le magie ad area, altri con le magie a colpo, altri ancora con le magie di recupero vita o di buff o debuff delle statistiche. Ogni mago poi può contare su due varianti di colore più una “dorata”. Per sbloccare un nuovo mago è necessario portare a termine una sfida specifica in alcuni livelli di gioco: ad esempio presentarsi con il giusto equipaggiamento in un determinato posto e così via.

È quindi impossibile completare il gioco completando la modalità campagna una sola volta: per approfondire ogni meccanica, ogni mago e ogni magia è assolutamente necessario continuare a rifare continuamente la storia per sbloccare tutti i personaggi disponibili. Ed è proprio questa la natura del gioco, ricorda un po’ i vecchi titoli arcade. Non è un caso che fino a una settimana fa, il giorno di uscita di un corposo aggiornamento per il titolo, non fosse possibile continuare una campagna in single player o in multi player in parallelo, quasi come se gli sviluppatori volessero spingere a portare a termine il gioco tutto d’un fiato per poi ricominciarlo e scoprire nuovi segreti.

I livelli sono abbastanza brevi e consistono in una lunga serie di sconti con i nemici più disparati. Ogni mago ha a sua disposizione un set di tre magie che cresce una volta battuto uno de 6 boss presenti nel gioco. Come il titolo lascia intendere infatti il compito dei maghi protagonisti del gioco è raccogliere le nove pergamene che sono state rubate dall’accademia dei maghi e riportarle indietro. I maghi iniziano la loro avventura con tre magie di partenza, le restanti sei sono tenute prigioniera da un boss. Da Ragni pantagruelici a fameliche mantidi religiose magiche passando per aquile di ghiaccio.

Alla fine dell’avventura quindi vi ritroverete con un totale di nove magie disponibili. Ogni volta che recupererete una pargamena sarà possibile scegliere tra tre causali scelte dal computer così da personalizzare il proprio mago via via che si progredisce nella storia. Questo elemento, di fatto imprevedibile, rende avvincente il gioco e innalza il replay value, ma dall’altro abbatte le potenzialità di costruzione di un mago perfetto.

Il sistema di controllo è quanto di più semplice esista in questo mondo: ci si muove con lo stick sinistro e si direzionano le magie con quello sinistro, si lanciano le magie con il grilletto destro e si selezionano con i dorsali superiori. Questa semplicità funziona benissimo fino a quando le magie a disposizione del giocatore sono poche, a fine avventura scorrere tra nove diversi arcani risulta abbastanza tedioso. Lanciare magie ha un costo di mana che si rigenera con il tempo e non è condiviso tra le magie: per lanciare un dardo di ghiaccio spendo del mana relativo a quella magia che non intacca quello disponibile per un flusso di fuoco o per uno sbuffo elettrico. Il mana è poco ed è una risorsa preziosa, il gioco spinge attivamente a cambiare magie di continuo continuando a spawnare nemici sempre diversi.

Scontro dopo scontro e nemico dopo nemico il mago del giocatore accumula punti esperienza e punti abilità che possono essere spesi in tre skill tree differenti: uno dedicato alle magie offensive, uno a quelle difensive e uno a quelle di stato. È quindi possibile aumentare la potenza delle magie d’attacco, la forza di quelle difensive o di rigenerazione della vita. Ovviamente per sbloccare tutti gli skill tree di un singolo mago occorre rigiocare la modalità campagna moltissime volte, se non sino alla nausea.

I nemici sono estremamente vari e ognuno di essi ha un differente pattern d’attacco e punti deboli ben definiti. Ci sono tank che possono essere attaccati solo da dietro, ragni kamikaze, uccelli ricognitori e nemici che lanciano granate a distanza di sicurezza. L’ingaggio è sempre diverso e il mix di nemici genera sempre dinamiche interessanti.

Ovviamente lo studio di sviluppo ha messo in piedi il solito schema stile morra cinese per le debolezze: fuoco batte ghiaccio, luce batte oscurità e così via. Il giocatore deve essere in grado di scegliere le magie giuste per infliggere il maggior numero di danni possibili. Una meccanica poco esplorata e poco usata nei match online è quella relativa alla possibilità di incrociare i flussi: se due giocatori direzionano le proprie magie di flusso in un punto comune queste si combinano e infliggono doppio danno elementale. È anche possibile effettuare uno scatto magico che permette al giocatore di allontanarsi dalla mischia molto velocemente.

Personalmente ho affrontato metà campagna in multi giocatore locale e poi una run intera in multi giocatore online. Il gioco dà il meglio assoluto se giocato con un amico, possibilmente in real life o con una chat vocale, cosa non possibile su Nintendo Switch se non facendo affidamento a servizi terzi.

Prima di una settimana fa il gioco era piagato da qualche scelta di sviluppo per lo meno discutibile: iniziare una campagna in multigiocare locale azzerava i progressi della campagna in giocatore singolo, lo stesso dicasi per una in multiplayer online. Chiusa una sessione a due o più giocatore era possibile continuare solo in single player. Chiudere il gioco senza tornare al menù principale poteva portare alla perdita dei progressi di gioco. L’aggiornamento pubblicato il 18 gennaio ha messo una grossa pezza al titolo rendendolo molto più fruibile e meno tedioso: è ora possibile avere più salvataggi e continuare più Run in parallelo senza perdere progressi né tempo.

Il titolo gira a 720p in modalità portatile e a 1080p in modalità fissa e a 30 fotogrammi al secondo che non cedono mai, nemmeno nelle situazioni più concitate. Un gioco così caotico avrebbe giovato di un refresh rate più alto ma la complessità grafica degli scenari e degli effetti particellari è elevata, così come la complessità dei modelli degli stage e dei personaggi. Gli scenari sono davvero belli da vedere, come da tradizione Frozenbyte, pieni di particolari, diversificati e interessanti. Da aride distese di ghiaccio passando per spiagge piratesche e paesaggi carsici ricchi di acque vulcaniche.

Nine Parchments non è un gioco perfetto, ma non è nemmeno più piagato da difetti di progettazione evidenti, è ripetitivo, ma si presta benissimo alla natura di Nintendo Switch e alla condivisione dell’esperienza con amici o parenti. L’esperienza in singolo giocatore non è esaltante e gran parte dello charme del gioco deriva dalle urla che ci si lancia nella vita reale per coordinarsi in game.

Rimane comunque un’altra solida prova di forza di Frozenbyte che continua a confezionare giochi curati e che si cura della community dando ascolto alle sue richieste e ai suoi suggerimenti.

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10
7.3
Probabilmente uno dei migliori giochi in cooperativa per Nintendo Switch a tema magico: uno spasso in compagnia
Da soli onestamente non ne vale la pena. Giocare e rigiocare la campagna potrebbe venire a noia presto

MODUS OPERANDI

Ho giocato alla campagna di Nine Parchments con due personaggi diversi, una in cooperativa locale e una in cooperativa online grazie a un codice offerto da Frozenbyte. Ho atteso la release della patch del 18 gennaio per un parere definitivo.

One thought on “Nine Parchments – Recensione

  1. Ciao Daniele non so se leggerai questo mex ma vorrei chiederti per favore ,visto che non ci arrivo,se è possibile giocare questo gioco con un amico via multiplayer on line ,ovviamente con ognuno la propria copia DD acquistata. Essendo leggermente scontato vorremmo capire se è possibile e credo che sia molto più godibile da giocare in compagnia piuttosto che single player .Chiaramente la mancanza di una chat vocale ,epica Nintendo, ci obblighera’ a parlare via telefono in qualche modo. Grazie ciao

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