
Vi rendete conto, comunque, che in quel di Kyoto non hanno ancora smesso di sperimentare? Ma come fanno ad avere ancora voglia? In fondo basterebbe infilare di forza la scheda video di ultimissima generazione, far uscire un MarioZelda a stagione e profit. Sono spesso tacciato di essere un brontolone incontentabile, ma in fondo io sono felice della situazione attuale del mercato. Certo vengo da un passato dove Konami non faceva schifo e aveva senso avere più console in casa, e mi rattristo a vedere Capcom (e i suoi brand che adoro) esule in un momento che sembra così gioioso per Nintendo, ma in fondo c’è ancora chi osa, anche se l’occhio va rivolto altrove, magari agli indie o alla grande N appunto. L’idea che io, la cui prima parola pronunciata è stata COMMODORESESSANTAQUATTRO, possa il 20 aprile 2018 avere tra le mani un oggetto ludico al quale non so come rapportarmi, è una cosa incredibile, che non credevo potesse più concretizzarsi. Già solo per questo mi chiedo: come si fa a odiare Nintendo? Come si fa a lasciare cuore ed emozione in un cassetto? Ok, posso seriamente capire i gusti personali, ma di fronte a un’azienda che cerca modi sempre nuovi di far giocare, di suscitare il buonumore, si può pretestuosamente restare indifferenti? Certo che sì, ma quanti paraorecchie e paraocchi ci vogliono, oh!