Cara Nintendo, dov’è il mio “Switch Sports”? – Libero Pensiero

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Nintendo, è ora di “muoversi”!

È passato ormai un anno dall’evento Nintendo che il 13 gennaio 2017 ha presentato al mondo Nintendo Switch nella sua forma finale, con al seguito tanto software di qualità.
Entusiasmo alle stelle per tanti, a seguito di una presentazione da cui forse ci si poteva attendere di più ma non certo fumosa, anzi.

Le uniche riserve si ritrovavano, al tempo, nel tanto spazio dedicato alla tecnologia motion, che si prese una buona fetta della scena con tutta una panoramica dedicata ai Joy-Con e circa 10 minuti spesi tra 1-2-Switch e ARMS: per tanti è stato difficile nascondere i timori per il ritorno dell’era Wii, quasi la piccola console bianca dalle oltre 100’000’000 di unità vendute rappresentasse un tabù, un testamento del passato da rinchiudere e mai più riportare alla luce.

Ed io invece dico: “Va bene 1-2-Switch, va bene ARMS, ma dov’è il mio “Switch Sports”?

Cosa… Pittanza sei serio?

VADE RETRO!”

Vi ho sentiti… un coro unanime, sofferente, che rifugge quest’idea quanto il demonio. Eppure. Eppure parliamo di un titolo che ha trasformato la semplicità in successo e ha fatto del fattore  inclusività il cavallo di Troia per raggiungere le case di milioni di videogiocatori. Non è un’onta, non è la peste né tantomeno una variante del Virus T: è un’opzione, una possibilità per i giocatori, qualcosa che ha cambiato profondamente il mondo del gaming e che oggi – a mio parere colpevolmente – è stata messa in disparte ed etichettata come errore da non ripetere da parte di molti giocatori.

Ma in realtà è questo proprio il momento migliore per tirare fuori un gioco della serie Sports: Nintendo Switch è la console con il lancio di maggior successo per la casa di Kyoto, così come per il mercato statunitense, a testimonianza dell’affermazione del prodotto. Affermazione che deve passare a consolidamento andando a cogliere le mancanze che attualmente – ironico a dirsi – non si ritrovano nel supporto terze parti, quanto piuttosto nei titoli che hanno aperto la strategia “Oceano Blu” ai tempi di DS e Wii.

Tremate, stanno tornando!

Ho perso il conto delle volte in cui ho sentito dire – prima e dopo il lancio della nuova console – “1-2-Switch avrebbero dovuto metterlo in bundle”.

No e poi no, sarebbe stata una fesseria a livello commerciale: Nintendo Switch è stata lanciata come la console di ZELDA, la console dove giocare lo ZELDA più figo di sempre DOVE, QUANDO e CON CHI VUOI. Nintendo ha voluto fin da subito mettere in chiaro che SWITCH=ZELDA. Che la raccolta di minigiochi era sì divertente, ma non il veicolo su cui trasmettere il messaggio. Non si poteva rischiare di associare in modo così stretto e simbiotico al gioco motion un hardware che aveva il bisogno disperato di segnare il passo rispetto a quanto accaduto negli ultimi anni. L’abbinata con 1-2-Switch in bundle avrebbe impattato in modo drammatico sull’aspetto “cool” della console ibrida, che nei mesi si è invece espressa come oggetto del desiderio anche per il suo appeal da prodotto tecnologico high-end.

E i risultati gli hanno dato ragione visti i record di vendita generali e l’assurdo attach rate di Breath of the Wild, che inizialmente superava il 100%: prova insindacabile che qualcuno aveva comprato il gioco anche senza avere la console perché convinto dall’efficacia della comunicazione Nintendo.

Proprio per questo potremmo dire che “siamo pronti”: i gamer veri, qualunque cosa si intenda con questa definizione, sono stati già convinti in dosi consistenti e i numeri continuano a donare fiducia. Pochi dubbi sul fatto che giungeranno a breve gli annunci utili a dare seguito al momentum del 2017 (dopotutto in ottica 3DS i team interni sono in pausa da tempo ed è chiaro dove abbiano riversato il loro impegno) con l’aggiunta di novità capaci di spostare l’utenza ancora indecisa – Pokémon su tutti.

I titoli “Core” li stanno annunciando uno dietro l’altro… possiamo dormire sogni tranquilli.

Nessuno pensa ai bambini! (cit.)

Quello che manca ora è la copertura su titoli che possano convincere chiunque a prendere in mano i Joy-Con e divertirsi con i figli, parenti, amici, conoscenti: ARMS è un inizio, ma è viziato da una curva di apprendimento ripida e un po’ avara di soddisfazioni per chi è abituato a percepire i propri progressi grazie ad un semplice feedback numerico, come avviene giocando a Golf o Bowling. C’è Mario Kart, ci sono i minigiochi di 1-2-Switch… ma serve il gioco che ti fa “tirare fuori la console apposta”, quello universale senza se e senza ma, senza compromessi. E quello era Wii Sports, il primo, inimitabile. Sebbene Wii Sports Resort rientri nella stretta cerchia dei miei giochi preferiti di sempre (madò l’arco, madò la chanbara…), introduce dei gradi aggiuntivi di “complessità” nella fruizione dello stesso che ne hanno minato la portata. Basti pensare al Motion Plus, incluso sì in ogni confezione ma comunque accessorio extra poi divenuto integrato nei nuovi Wiimote e successivamente elemento di confusione per chi si doveva districare nell’acquisto senza un referente di fiducia.

Eddai, un bel Wii Sports con una decina di discipline classiche e fatte come si deve – la moto d’acqua la lasciamo a Reggie, così come il jogging – e tante modalità, supportate da classifiche, gestione dei profili e il multiplayer. 25, massimo 30€ e via. Successone.

Chiamatela! Sarebbe il suo gioco preferito!

È davvero lampante come una console che mette al suo centro la possibilità di giocare ovunque rappresenti l’ideale teatro per un titolo simile: niente sensor bar, due attacchi in croce, poco ingombro… e via. Oppure giocare in modalità tavolo mentre si attende il treno o l’aereo, quando si è tra amici e non si può prestare eccessiva attenzione all’audio (grosso limite di 1-2-Switch), quando si ha semplicemente voglia di rilassarsi con attività semplici. Chiamate Karen, sarebbe il gioco perfetto per le sue serate in cui importuna i vicini di casa!

Nintendo Switch è teatro ideale per questo genere di esperienza e Nintendo stessa lo sa. Per questo un titolo in stile “Sports” è necessario e inevitabile: preparatevi, l’annunceranno, c’è poco da fare, anche per via dei numerosi feedback dei giocatori dell’era Wii che si sono riavvicinati a Nintendo proprio per la semplicità di Switch, assente ai tempi di Wii U.

Forse Nintendo non comprende l’importanza del tema…

Mi aspetto di vederlo già nel prossimo Direct e mi dispiacerebbe essere smentito principalmente perché lo vedrei come un banale errore da parte della nostra amata. C’è mercato, c’è target, c’è margine di fiducia (i core gamer sono coperti) per utilizzare parte delle risorse interne e riportare alla luce un concept che su Wii U era stato reintrodotto per dare continuità senza che però ci fossero le condizioni per farlo – Wii Sports Club per come è stato pensato è disagio allo stato puro.

E ancora meglio, proprio perché la parte difficile è andata e l’identità della console è saldamente “gaming”… perché non renderlo gratuito in una versione semplificata così da consentire a tutti i nuovi acquirenti di divertirsi fin da subito con un altro gioco oltre quello acquistato? Potrebbe essere una mossa dirompente per aumentare la potenzialità di una console che, tra un Bayonetta 3 e un Metroid Prime 4, sicuro non può essere accusata di dimenticare i fan storici.

Proprio per questo… non dimenticate i fan di Wii Sports come me, ok?

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