20€ per aggiustare Zelda? – Libero Pensiero

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Finalmente GOTY – forse

The Legend of Zelda Breath of the Wild è il GOTY 2017 per i Games Awards ed il preferito di molti giocatori e redazioni sparse per il globo. Io però non ne sono rimasto così soddisfatto. Se da un lato come capitolo è rivoluzionario per la serie ed introduce una visione di gioco completamente diversa, dall’altro la sperimentazione ha portato a meccaniche che non reggono benissimo sotto il peso del gioco stesso.

Tutta la meccanica di inventario limitato, unita alle armi frangibili ed all’interattività ambientale per sconfiggere i nemici rende molto bene nelle fasi iniziali di gioco. I metodi alternativi sono spesso superiori ad un approccio diretto e gestire le proprie poche risorse ha un’importanza strategica. Il sistema però si rompe sulla lunga distanza, quando il giocatore ha molte armi potenti e quando il loot smette di offrire crescita. Questo è amplificato dalle natura delle armature che se potenziate possono prevenire larga parte del danno subito e dalla capacità di Link di ricaricare la propria vita con il gioco in pausa ed anche in modo estremamente efficiente. Ero arrivato a vedere il combattimento come una perdita di tempo e risorse e non in grado di accrescere nulla del mio personaggio.  Il gioco rende al meglio nella sua zona di tutorial e in sfide come quella dell’isola, che toglie a Link tutti i suoi strumenti per un’esperienza fresca.

La Prova della Spada è divisa in sezioni e queste variano molto per ambiente e stile.

L’altro problema di Breath of the Wild è legato ai suoi sacrari. Essendo un open world, non esiste un chiaro metodo di progressione e quindi i sacrari sono di ogni tipo di complessità. Su 120, il numero di sacrari davvero interessanti e stratificati, si attesta sulla ventina. Molti si risolvono molto velocemente, con pochi, semplici passaggi. Se da un lato questo permette di mantenere il loop di esplorazione – risoluzione – potenziamento molto veloce spostando l’enfasi sulla parte migliore, ovvero l’esplorazione, dall’altro apre la porta a molti enigmi mediocri, che tradiscono il potenziale offerto dal motore. Per questo, DLC in un gioco del genere sono molto importanti: permettono di andare a creare le condizioni ottimali di gameplay lasciando stare un attimo “la figura di insieme”.

Il Season Pass include due pacchetti. Il primo aggiunge La Prova della Spada e la Modalità Master al gioco. Il secondo aggiunge La Ballata dei Campioni. Ci sono aggiunte minori, come nuove armature e qualche accessorio particolare, ma sono secondari rispetto al piatto principale.

Caricarlo di petto o usare una delle preziose frecce ancestrali?

La Prova della Spada ricrea le condizioni ottimali per rendere tutto l’impianto del gameplay di combattimento una vera sfida. Link ottiene la possibilità di potenziare la sua Spada Suprema affrontando una serie di 54 stanze piene di nemici. Link partirà ad inventario vuoto. Dovrà recuperare tutto sul campo. Sapere quali armi usare al giusto momento, saper dare priorità a certi bersagli, saper sfruttare i propri poteri, evitare gli ostacoli ambientali e saper cucinare i piatti migliori con pochi ingredienti  sono tutte abilità necessarie alla vittoria. Inoltre questo ambiente permette di avere un’evoluzione della sfida che trascina il giocatore con se. Cosa impossibile da fare nell’Open World. Io sono rimasto estremamente soddisfatto di questa prova.

La ricompensa per tutta questa fatica purtroppo è un’elemento altamente destabilizzante per l’economia del gioco. La Spada Suprema sarà perennemente nel suo stato a potenza massima. Questo la porterà da avere un potenziale di 1200 danni a ben 11280 danni. Un aumento spropositato che distrugge definitivamente il sistema di gestione delle armi.

La Spada Suprema a potenza massima è sbrodolevolissima.

La Modalità Master invece è una difficoltà aggiuntiva per il gioco principale, che lavora su uno slot di salvataggio separato. In questa modalità i nemici sono di livello più alto, hanno capacità rigenerative e un’IA più sveglia. Purtroppo questo ha il difetto di rompere il sistema di gioco a livelli bassi. Nel Plateau c’erano molti elementi che aiutavano il giocatore a capire come effettuare uccisioni ambientali. Avere solo metà vita di un bokoblin eliminata da un’esplosione e vederla ritornare al suo massimo nel tempo che ho impiegato a raggiungere il bokoblin è un po’ troppo per i miei gusti. La fuga diventa l’alternativa ad ogni incontro.  Invece di amplificare matematicamente solo i nemici, poteva essere un’opportunità di ribilanciare tutto il parco di oggetti di Link, specialmente perché si tratta di una modalità a pagamento. L’ho trovata un’occasione sprecata.

La Ballata dei Campioni propone invece un’estensione del gameplay naturale di Breath of the Wild, cercando di concentrarsi sui punti di forza del loop. Ci riesce in parte a mio avviso. La prima parte dell’avventura vede Link affrontare nemici e sacrari pericolosi in una nuova condizione. La propria arma uccide all’istante, ma si ha solo 1/4 di cuore, morendo ad ogni tipo di danno subito. Questo forza giocatori, forse abituati a giocare in modo più spericolato grazie alle armature e quantità di cibo offerte dall’endgame, a stare un po’ più attenti. Bisogna approcciare le sfide iniziali con la giusta cautela. Dopo questa prima fase, dovremo ritornare in svariati luoghi della mappa per affrontare nuove sfide nel mondo e nuovi sacrari.
Le sfide del mondo sono mini puzzle, prove di combattimento o gare in cerchi luminosi. Nulla di particolarmente entusiasmante. La vera sfida è capire dove si tengono queste prove. Il gioco ci darà una semplice immagine satellitare della zona e toccherà a noi capire dove sia con l’aiuto della mappa.

Nuovo look per i Sacrari della Ballata

I sacrari, svuotati della loro natura di generatori di portacuori e portavigore, devono essere in grado di offrire ottimi puzzle. E generalmente ci riescono. Tutti i sacrari del DLC sono paragonabili ai migliori del gioco base, anche se forse sono un po’ troppo corti per i miei gusti. Il gioco pecca giusto nel riciclare un po’ di location E nel riciclare le boss fight. In fondo al DLC c’è anche un nuovo colosso da affrontare. Più semplice rispetto a quelli del gioco base, ma con la meccanica centrale molto sfiziosa. Al solito, i colossi sono la massima espressione di un nuovo modo di fare puzzle per Nintendo.

La ricompensa per tutta questa fatica è duplice: I vostri poteri derivanti dalle bestie divine opereranno su un cooldown ridotto ed avrete una moto a forma di cavallo per Link. Ed ancora una volta questa moto distrugge interi elementi di gameplay del gioco principale. È estremamente più veloce di un cavallo, oltre ad essere sempre a disposizione. Richiede si del carburante (fornito da ingredienti di ogni tipo), ma non è un grosso limite. Se avete già completato il gioco al solito, serve a poco, ma se avete ancora molti sacrari e quest da completare, sarà un ottimo compagno d’avventura.

Queste prove sono tutte molto generose con il tempo dato per attraversare i cerchi

Oltre a questo, la Ballata dei Campioni aggiunge nuovi ricordi e diari da leggere sui 4 campioni. Una gustosa nota di colore su personaggi purtroppo già caratterizzati poco, che non ne altera la percezione in alcun modo. Occasione sprecata sotto questo punto di vista, ma il DLC è molto incentrato sul gameplay, più di quel che ci si poteva aspettare.

Quindi abbiamo un Season Pass valido? Direi più o meno. Ad 1/3 del costo del gioco nominale, non aggiunge una mole di contenuti pari ad 1/3. Però adempie al suo compito di rimescolare un po’ le carte in tavola. La Prova della Spada è un ottimo modo per concentrare le meccaniche e la Ballata dei Campioni offre buoni enigmi ed un altro gustoso colosso in una quest dalla durata anche ragguardevole, io ho impiegato tra le 4 alle 6 ore per portarla a termine.

La motoretta la adoro personalmente

Una modalità Master buttata all’aria e un po’ troppo senso di Deja Vu nel caso della Ballata frenano un po’ il valore del pacchetto. Però ho notato la volontà del team di Zelda di voler toccare le proprie meccaniche per offrire al giocatore situazioni dove queste possano esprimersi al meglio. Quindi il team è estremamente conscio delle “mancanze” del gioco principale e questo fa ben sperare nell’evoluzione del franchise da qui in poi.

Ritornando alla domande del titolo: 20€ aggiustano Zelda? No, in realtà lo rompono una volta terminate le sfide dei DLC. Ma mentre si stanno affrontando le suddette sfide, si intravede uno Zelda migliore.

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