Chess Ultra – Recensione

Il riflessivo e affascinante mondo degli scacchi arriva su Nintendo Switch con Ultra Chess, gioco adatto a tutti gli appassionati di qualsiasi livello.

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email
Genere: Rompicapo, Da tavolo
Multiplayer: 1-2 giocatori
Lingua/e: Testi a schermo in italiano

Dalle tavole di legno agli schermi elettronici

La passione per i giochi, oggigiorno più orientata verso quelli elettronici, non è di certo qualcosa da considerare moderna: fin dall’antichità l’uomo ha cercato modi per intrattenere le sue giornate fino ad inventare dei veri e propri rompicapo, giochi da tavola ed esperienze che, seppur in “salsa moderna”, troviamo ancora oggi. Quello degli scacchi è un gioco tanto conosciuto quanto antico, parliamo del VI secolo, e sfido chiunque a non sapere almeno le regole basilari; anzi, ammetto che io stesso pur ritenendomi un conoscitore del gioco ma non potendomi ritenere un vero appassionato nel senso stretto del termine, ho scoperto regole e tattiche di cui ignoravo l’esistenza e che mi hanno fatto apprezzare ancor di più gli scacchi, ritenuti a torto un gioco “semplicistico” nelle sue meccaniche. Tutto ciò grazie a Chess Ultra per Nintendo Switch, sviluppato dagli esperti di Ripstone e indirizzato a tutti coloro che amano gli scacchi a qualsiasi livello, dall’amatoriale al vero e proprio campione mondiale (davvero).

La realizzazione dei pezzi e delle scacchiere è davvero di alta fattura.

Una premessa prima di parlavi del gioco è doverosa: Chess Ultra non è per tutti e la sua valutazione non può di certo essere paragonata ad altri titoli disponibili su Nintendo Switch; se state leggendo questa recensione, però, probabilmente siete già a buon punto, poiché l’interesse per il gioco degli scacchi deve essere almeno alla base, non offrendo Chess Ultra modalità che si allontanino anche minimamente dalla scacchiera con pezzi annessi. Il gioco di Ripstone è un vero omaggio agli scacchi che emozionerà sin dalla prima schermata e nel menù: un’inquadratura ad una delle location in cui è possibile giocare con musica classica ci accompagna fin dall’inizio, mentre si naviga nelle poche ma chiare impostazioni e modalità che accontenteranno quasi tutti.

Una di queste mi è stata fondamentale, ossia il tutorial. Dall’ultima volta che ho toccato una scacchiera sarà passato qualche anno abbondante e tralasciati i movimenti dei vari pezzi e qualche regola “avanzata” come l’arrocco, non ricordavo molto; le spiegazioni ben fatte, che partone proprio dall’ABC del gioco degli scacchi sono davvero utili anche per chi è solo interessato ma non ha mai avuto occasione di fare uno scacco matto, arrivando poi a situazioni al limite del professionale, con strategie e attacchi avanzati che un Kasparov qualsiasi farebbe ad occhi chiusi, ma che uno come me a fatica ha portato a compimento. Detto ciò, ho voluto subito testare le mie capacità nella modalità single player, in cui è possibile scegliere l’ambientazione in cui si vuole giocare (un tipico salotto da relax, i musei capitolini, un salone moderno o il mondo della morte Gomorrah); i vari tipi di pezzo, così come il materiale con cui questi sono composti. Le varie combinazioni permettono alcune decine di varianti, anche se avere qualche stile ispirato ad altro come eserciti romani, nazisti o magari futuristici avrebbe reso il tutto ancora più coinvolgente.

Uno si vuole rilassare con una partita a scacchi e si ritrova ad affrontare demoni nell’aldilà.

Oltre alle pure scelte estetiche, Chess Ultra permette di scegliere ovviamente contro chi giocare, confrontandoci con la CPU (con ben dieci livelli di difficoltà), con un amico in locale o della propria lista amici, uno sfidante casuale online (che abbia il nostro stesso livello Elo) o un giocatore online con cui abbiamo già giocato e al quale vogliamo concedere la rivincita, o magari chiederla noi. La grande esperienza degli sviluppatori si vede anche dal metodo utilizzato per “classificare” i giocatori, l’Elo, il metodo utilizzato dalla FIDE per calcolare la forza relativa di un giocatore: si parte con un punteggio di 1200 che aumenterà o calerà a seconda dei risultati che riusciremo a portare a casa, anche contro la CPU, e grazie ad esso potremo regolarci su quale livello di CPU sfidare nelle partite single player e farci un’idea di chi abbiamo di fronte (metaforicamente) in una sfida online.

Una volta avviata la partita veniamo proiettati in una delle ambientazioni che abbiamo scelto, seppur la proposta non sia così ampia, accolti da vari pezzi musicali che cambiano in base al luogo; ognuno di questi ha una decina di pezzi e raggiungiamo quindi un buon numero di tracce, tutte stupende che vanno dai classici come Bach e Beethoven, a pezzi più corali o moderni, fino ad arrivare a veri e propri Requiem nel caso avessimo scelto di essere circondati dalla città di Gomorrah. La grandissima bellezza di questi brani è alla fin fine un’arma a doppio taglio per la mancanza della possibilità di scelta: poter selezionare il brano prima dell’inizio di una partita avrebbe permesso di godere di tutte le tracce, mentre attualmente dobbiamo affidarci alla fortuna nella speranza che, in ognuna delle partite che avviamo, parta una musica diversa per poterle così conoscere tutte.

No no niente dama, sempre e solo scacchi.

La scacchiera in ogni caso è ciò che conta davvero e qui non posso che elogiare gli sviluppatori: i pezzi, così come le tavole in sé (ma anche gli ambienti) sono realizzati in maniera perfetta con riflessi, insenature del legno o scalfitture della pietra che non fanno rimpiangere una scacchiera vera. Un po’ di rimpianti si hanno nel momento in cui si inizia a giocare davvero: la posizione della telecamera è ovviamente impostata alle spalle dei nostri pezzi con la possibilità di modificare lo zoom; possiamo anche muoverci liberamente tramite analogico ma nel momento in cui rilasciamo la levetta, la posizione torna ad essere quella di default non permettendo dunque una vera camera libera che ci faccia godere da qualsiasi angolo di visuale l’ambiente circostante e la tavola di gioco. Un piccolo neo in un gameplay pressocchè perfetto: muovere i pezzi è semplice e una volta finita una partita, che la vittoria sia nostra o della CPU, è possibile tornare indietro di una o dieci mosse per poter correggere qualcosa di cui ci siamo accorti aver effettivamente sbagliato. In questo modo è possibile imbattersi in diversi tipi di approcci e strategie, utili per migliorare e non commettere errori che ci farebbero perdere punti Elo.

Oltre alla modalità single player, nel menu principale possiamo accedere anche ai tornei organizzati da noi o quelli ufficiali aperti da Ripstone in cui il livello, ovviamente, è davvero elevato; ma soprattutto è disponibile la modalità sfida, un modo interessante per mettere in mostra il nostro ingegno e capacità oltre ad imparare aneddoti storici. Se da una parte abbiamo infatti delle “semplici” sfide che richiedono di fare scacco matto in un numero limitato di mosse (da un minimo di una ad un massimo di sette), quello che davvero dà un valore prezioso a Chess Ultra sono le sfide storiche: dovremo calarci nei panni di campioni degli scacchi in momenti difficili della partita e ribaltarla con mosse geniali. Una spiegazione della situazione e del perché quella partita sia entrata nella storia ci farà da apriporta, ma poi sarà tutto nelle nostre mani; sapere di riuscire a portare a termine una partita, ribaltando un risultato apparentemente impossibile così come fatto dai grandi di questo sport è una soddisfazione davvero enorme, che ovviamente sono riuscito a provare soltanto in una delle più di dieci sfide storiche proposte.

Un Joy-Con a testa e ci si sfida a colpi di alfieri e torri!

Chess Ultra, come detto inizialmente, non è un titolo per tutti, ma è comunque un gioco che gli amanti degli scacchi di qualsiasi livello possono acquistare ed affrontare senza timore. Un tutorial esaustivo, un comparto grafico e sonoro all’altezza accompagnati da un gameplay semplice rendono il titolo assolutamente consigliato a coloro che tra un salto su piattaforme, una sparata d’inchiostro e tanti indie game vogliono anche rilassarsi con una impegnativa partita a scacchi sdraiati comodamente seduti sul divano.

Ho portato a termine una decina di partite a diversi livelli di difficoltà in single player e online, completando la maggior parte delle sfide e una sfida storica.
Pro: Tecnicamente ottimo, con tracce musicali d’accompagnamento di grande impatto. Accessibile a tutti, dal neofita al vero esperto.
Contro: Qualche personalizzazione in più avrebbe reso il tutto più variegato.
8.5

Potrebbero interessarti

Recensioni

Circle of Sumo – Recensione

Yonder porta lo sport del sumo su Nintendo Switch, ma in un modo totalmente diverso da come potevamo immaginarlo. Circle of Sumo è una festa multiplayer!

Speciali

Fantastico Studio – Milan Games Week 2018

È tutto Fantastico La Milan Gamesweek è stata come al solito un grande momento di incontro tra ogni tipo di giocatori. Le cose da vedere

Recensioni

All-Star Fruit Racing – Recensione

Fruttariani, fatevi avanti! Da qualche anno a questa parte l’Italia ha iniziato a compiere i suoi primi passi nel mondo dell’intrattenimento videoludico. Sembra che il

Speciali

La mie paure per Metroid Prime 4

Attendo il nuovo Metroid Prime 4 con tutto me stesso. Ma gli ultimi giochi Nintendo, stanno facendo vacillare il mio entusiasmo. Perché?

Recensioni

Hey! PIKMIN – Recensione

Hey tu! Sì, parlo a te col fiore in testa! Hey Joe è un pezzo della tradizione americana portato alla ribalta dalla celeberrima versione di

Recensioni

Kirby’s Blowout Blast – Recensione

Una palletta rosa tra le parole Nintendo e 3DS! Kirby si trova alla grande su Nintendo 3DS/2DS: quella che la sfera rosa di HAL Laboratory ha

Recensioni

I and Me – Recensione

Non un gatto, ma due. O è lo stesso? I and Me è un misto tra platform e puzzle game che più indie di così

Recensioni

Flip Wars – Recensione

Flippami e Switchami tutto! Nintendo Switch e multiplayer, un connubio perfetto fin dal primo video che ha presentato al mondo la console della casa giapponese

No more posts to show