Captain Falcon e la mortificante vita del cammeo Nintendo

La mortificante vita del cammeo Nintendo di tutti i personaggi che non hanno più recitato parti principali nei giochi Nintendo o hanno sempre agito da comparse. Davvero meritano questo anonimato?

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Non meritano forse anche loro un gioco dedicato?

Mario è tornato. Ancora lui, ancora protagonista, ancora a prendersi la scena. Tutti siamo completamente assuefatti dal clamore di questa nuova avventura e dai tanti titoli first e third party promessi e annunciati per Nintendo Switch. Ma, frastornati come siamo dal roboante arrivo di Super Mario Odyssey, rischiamo di essere ciechi nei confronti di alcuni personaggi che non hanno avuto la fortuna di avere la carriera di Mario.

“Uno su mille ce la fa” cantava qualcuno e in effetti per un ex-idraulico che non smette di ottenere contratti, ci sono mille attori che, per un motivo o per un altro rischiano di cadere nell’anonimato. E in effetti l’ospizio di Nintendo è pieno di nonnetti più o meno giovani che da anni vivacchiano apparendo saltuariamente come cammei nelle produzioni dell’azienda giapponese.

La grande tavolata da festa in famiglia che ciclicamente Nintendo apparecchia per questi personaggi, che non trovavano una loro collocazione come singoli, porta il nome Super Smash Bros. In questi ultimi anni abbiamo visto un susseguirsi di apparizioni nel roster del picchiaduro di Nintendo che ha fatto la felicità di molti utenti. Ma siamo sicuri che anche i personaggi siano felici di questo?

Captain Falcon: “Odio quel Mario, lo odio. Si è preso anche la mia Blue Falcon!”
Zelda: “Nemmeno oggi ha preso le sue pillole signor Falcon, vero?”

Bisognerebbe chiederlo a Captain Falcon, il portabandiera delle stelle in declino di Nintendo. Lui più di tutti ha subito questa sorte restando perennemente nelle retrovie nonostante il peso che il suo brand, F-Zero, si porta in dote fin dai tempi del Super Nintendo. Una serie che ha avuto una strana evoluzione interrotta quasi in maniera brusca su Nintendo GameCube. E ora, un pilota di veicoli veloci come fulmini si ritrova a dover sbarcare il lunario picchiando tonde palle rosa risucchia tutto o mostriciattoli tascabili. E che dire della sua vettura, il Blue Falcon, che ora si ritrova ad essere perennemente martoriata di gusci spinati e palle di fuoco.

Possiamo ipotizzare che la fine della carriera da pilota di Captain Falcon sia stata causata anche da una volontà di Nintendo di non produrre diretti concorrenti del suo racing per eccellenza, Mario Kart. Una scelta sensata ma non del tutto viste le differenze di stile tra F-Zero e le corse pazze nel regno dei Funghi. La cosa che più stupisce, e sconcerta, è che negli anni Captain Falcon ha ricevuto numerosi restyling grafici anche di peso che tuttavia sono sempre stati relegati a Super Smash. Nintendo ha tra le mani un personaggio curato, famoso e dall’elevato potenziale, ma sembra volerlo tenere forzatamente in panchina. Un vero peccato.

Tutti con il proprio nome su di un gioco. Quando toccherà a Waluigi?

Ma Falcon non è il solo a sostare nella casa di riposo chiamata Super Smash e che di tanto in tanto fa capolino in qualche titolo come cammeo. Pensiamo ad un altro personaggio che negli anni non ha mai avuto un gioco con il suo nome scritto sopra: Waluigi. Mario ha avuto tutto, Yoshi ha avuto molto, Luigi ha una casa infestata, DK ha la sua foresta e perfino Wario ha minigame vari e perfino qualche interessante plafrom. E a Waluigi cosa è stato dato? Il compito di essere lo spilungone nemesi, neanche tanto approfondita, di Luigi che dà la sensazione di essere il classico imbucato alla festa; per lui neanche un posto tra i lottatori di Super Smash Bros per Wii U. Un po’ poco considerato che anche qui ci troviamo difronte ad un potenziale non sfruttato.

E alcune dame di Nintendo non sono da meno. Pensiamo a Daisy, il maschiaccio del Regno dei funghi che ha visto perfino la biondissima Peach avere un titolo a lei dedicato mentre il suo unico compito pare quello di aumentare le quote rosa nel Regno dei Funghi. Stesso compito che pare affidato a Rosalinda: una meteora (è proprio il caso di dirlo) che dopo Mario Galaxy sembra non aver più trovato una giusta collocazione se non quella di fare a botte nel già citato Smash.

Ness, ti prego non farlo! C’è ancora posto per te in Nintendo!

E la lista si allunga con una serie infinita di personaggi tra i quali vorrei citare i casi per me più strani e scottanti. Partiamo da Mr. Game & Watch: lo si fa ritornare come lottatore in un ring già affollato, gli offri un Amiibo con pose intercambiabili e poi non gli dai più nulla? Neanche una collection di tutti Game & Watch usciti? Altro giro altro attore. Ness (e Lucas di conseguenza): Mother, o EarthBound, è un brand incomprensibilmente abbandonato a sé stesso e questo nonostante l’enorme lavoro fatto per portare i ragazzi dai poteri psichici dalle due alle tre dimensioni. Forse un EarthBound 3D non sarebbe un crack per il mercato, ma sarebbe comunque un degno tributo a questi personaggi.

Ma non è finita qua. Se i vari Chibi-Robo e Pit in questi anni hanno avuto le loro occasioni e ora possono stare un po’ in disparte (sperando non così a lungo come altri nominati in queste righe), non si spiega come Little Mac sia praticamente scomparso da quasi un ventennio. Un pugile in Smash Bros si trova sicuramente a suo agio, ma in un certo senso dispiace non aver avuto lui come protagonista di ARMS e vederlo invece destinato a diventare un simulacro di un tempo passato. Certo avrebbe dovuto subire un importante rinnovamento dello stile e delle abilità con l’inserimento delle braccia allungabili e intercambiabili, ma un Punch & Arms con Mac in prima fila sarebbe potuto essere (o sarebbe in futuro) un interessante esperimento.

La lista sarebbe lunga da completare e parlare di Shulk (che forse non rivedremo mai più protagonista di uno Xenoblade) e degli oramai fuori mercato Ice Climber e Ballon Fight potrebbe fare solo ancora più danni a questi poveri anzianotti ancora arzilli, ma con poche speranze di tornare sulla cresta dell’onda.

È questo il destino che li attende?

Pare proprio che anche tra i corridoi di Nintendo il cambio generazionale sia inevitabile e non senza dolorose rinunce, almeno per una buona fetta di utenza. Eppure non possiamo fare a meno di notare che basterebbe dare ad ognuno di questi personaggi anche un’unica occasione da protagonista non necessariamente in una grande produzione per riempire senza problemi i prossimi 4 anni di esclusive Nintendo. Basterebbe dare una occasione, o almeno il giusto tributo con un canto del cigno degno del miglior addio alle scene.

Non sappiamo se Nintendo ci abbia già pensato o ci stia già pensando, ma personalmente spero vivamente che comprendano che prima di andare a cercar fortuna con il prossimo nuovo brand, sia necessario fare una passeggiata nella loro casa di cura e vedere se c’è ancora qualche speranza di rinascita.

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