Super Mario come Goku! Puro istinto, oltre i limiti! – Libero Pensiero

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Ka me… ha me… 1UP!

~ Certo che ho scelto un titolo che sembra davvero quello della puntata di un anime!

Iniziando a scrivere queste righe mi sono effettivamente chiesto cosa avesse di difettoso il mio cervello per arrivare a fare un parallelo tra l’amatissimo Super Mario, eroe pluridecennale nintendaro e icona del videogicoo tutto, e il mitico Son Goku, protagonista di Dragon Ball e irraggiungibile role-model per tutti i maschietti del pianeta. Davvero, che c’azzeccano?

Ecco, Goku non si ambienterebbe per niente…

La risposta è arrivata istantanea ripensando alle emozioni e alle sensazioni provate guardando l’utlimo trailer di Super Mario Odyssey e, poche ore dopo, la nuova trasformazione del Saiyan in grado di superare ogni limite: dismettendo per qualche istante i pesanti cenci dell’esperienza, che porta ad analizzare ogni forma d’intrattenimento in modo severo e disilluso, posso dire di aver provato il medesimo, sincero, entusiasmo sia nel vedere la creatività risposta nell’ultima opera di Nintendo che nell’ammirare l’inarrestabile forma divina che Son Goku incarna a difesa dell’universo 7.

Si torna sempre lì, alla semplicità. La base del divertimento, da cui partire per evolvere. Due icone dell’intrattenimento, più simili di quanto possa sembrare se per un attimo chiudiamo gli occhi ed evitiamo paragoni che contemplino forma fisica e atletismo…

LE ORIGINI

La genesi di questi due indimenticabili personaggi è riconducibile al medesimo periodo storico e la sovrapposizione tra i due è quantomeno curiosa: nel 1983 approdava negli arcade Mario Bros., il classico dei classici, e l’anno successivo Goku iniziava il suo viaggio al fianco di Bulma sulle pagine di Weekly Shōnen Jump. Vero, gli esordi di “Jumpman” risalgono al 1981, con Donkey Kong, ma non si trattava di un vero Mario canonico… ma volendo potremmo sottolineare la presenza di uno scimmione come punto di contatto – stiracchiato – tra i due universi!

Per vedere Mario in versione baby, abbiamo dovuto aspettare parecchio… e non aveva la coda!

Parallelismi forzati a parte, il periodo storico è quello, così come l’influenza avuta nei rispettivi campi: Super Mario Bros. ha incarnato la pietra angolare del processo di evoluzione del platform, mentre Dragon Ball ha rapito milioni di lettori con un mix di ironia, combattimenti e fanservice che si è instaurato come riferimento negli anni a venire, vedendo la sua formula copiata e reinterpretata fino allo sfinimento… proprio come Mario tra gli 8 e i 16 bit, imitato, copiato (perfino plagiato) e ammirato, sfidato dalle altre mascotte solo ed esclusivamente su altri piani (velocità e dettaglio grafico) perché era davvero difficile riprodurre la formula magica creata da Miyamoto.

I POWER UP

Se vogliamo parlare di potenziamenti, abilità acquisite o poteri speciali, abbiamo decisamente a che fare con due veri e proprio professionisti del settore: il nostro Mario ha da sempre fatto sfoggio di una mutevole adattabilità, sovrastando avversità e nemici con l’utilizzo di power-up storici e consolidati (il fungo, il fiore, la stella, etc.) a cui affiancare varianti sul tema nate a seconda del contesto (lo Splac di Sunshine, la Carota di Land 2, etc…) e sfruttando ogni strumento trovasse in giro per i mondi.

Ok Goku, Mario è pronto a sfidarti quando vuoi!

Goku non è certo da meno e tra allenamenti con un carapace sulla schiena, l’acqua sacra, i poteri latenti, le trasformazioni in creature gigantesche, i capelli biondi ed aure potentissime, varianti sul tema (la Genkidama assorbita per sconfiggere C-13?), ascensione al divino… WOW. “Mamma mia!”, direbbe lo stesso Mario.

E la cosa che fa più ridere sapete qual è? Che entrambi quando passano dalla loro “forma base” alla successiva, diventano SUPER… Super Mario e Super Saiyan. Mindblown!

IL RAPPORTO CON LE DONNE

Cercate dei dongiovanni? Nossignore no, non è proprio cosa: i nostri protagonisti non sanno cosa sia l’interesse verso l’altro sesso, pur esprimendo questa inadeguatezza in modo sensibilmente diverso. Son Goku è un gran bel ragazzo, alto e prestante modello, forte e atletico come un campione dello sport: se aggiungiamo che è poco brillante di testa, abbiamo tra le mani il perfetto prototipo del tronista di Uomini e Donne, privato però della capacità di interagire efficacemente con le ragazze.

Sì, ha una moglie e dei figli, ma sappiamo bene come lo sposalizio sia stato concordato per tenere fede ad una ingenua promessa da infante, mentre sulla procreazione sono così tanti i dubbi in merito alla messa in atto (non ce ne sono invece sull’inadeguatezza di Goku come padre nella vita di tutti i giorni) che davvero è quasi più facile immaginare una Chi Chi gestante grazie ai progressi della fecondazione in vitro.

A furia di torte Mario ha la pancia… ma quando concludiamo?

Mario invece? Nulla ci è svelato delle sue abitudini amorose, tantomeno se effettivamente consumi attivamente il suo rapporto con la Pricipessa Peach, ben più platonico che altro all’apparenza. Dopo tutto se le uniche occasioni in cui i due si vedono rientrano nelle celebrazioni del regno o attività di gruppo, è chiaro che lei non voglia stare da sola con il nostro (ex) idraulico… ma quella torta offerta in Mario 64 e poi diventata solo un cliché? Che finalmente Peach volesse mettere le cose in chiaro? Non lo sapremo mai…

L’ATTESA

Il mito di Dragon Ball è durato negli anni senza mai scemare, senza cedere nemmeno un millimetro del terreno guadagnato nel settore, difendendolo con forza dagli attacchi di “successori” ed “eredi spirutali” che hanno ogni volta solo sfiorato la grandezza dell’opera di Akira Toriyama. Tutto nonostante la serie originale si fosse conclusa nel 1995, lasciandoci con Goku e Ub diretti verso un futuro fatto di allenamenti, sfide e una pace che – chissà – forse era davvero giunta dopo tanti anni di battaglie. Eppure la sua impronta non si è mai persa, resistendo alle intemperie e al passare degli anni per regalarci infinite reintepretazioni dell’opera sotto forma di animazione, videogiochi, spin-off, gadget, etc. Dragon Ball non ha mai avuto realmente una “fine”, ma ha traghettato tutti i suoi fan fino all’arrivo di Super, l’ultimo ed entusiasmante capitolo della saga.

Sei tu un vero Mario main?

Dal canto suo Mario è sempre stato presente, protagonista di un numero sconfinato di giochi attraverso ogni tipo di piattaforma e senza soluzione di continuità: dove sarebbe l’attesa? I più maliziosi – così come alcuni dei nostri redattori – ritengono che si sia vissuto un grosso vuoto tra la release di Super Mario Galaxy 2 e l’ormai prossimo Super Mario Odyssey, riducendo titoli come New Super Mario Bros. U e perfino Super Mario 3D World a meri esperimenti, digressioni sul tema pubblicate per consentire al team di sviluppo di prendere confidenza con le nuove tecnologie e coprire le necessità di una libreria deficitaria come era, al tempo, quella Wii U. Non mi interessa certo approfondire l’argomento (lo farà qualcun altro a breve, sappiatelo!) ma tutto sommato anche qui potremmo dire di aver trovato un parallelo tra Goku e Mario… tirato, ma c’è!

IL RITORNO

E ovviamente dopo l’attesa, non poteva che esserci il ritorno in grande stile: Dragon Ball ha impostato il suo rientro in scena con una gestazione molto graduale e a tratti insospettabile, con la rimasterizzazione della serie originale, la produzione di OAV originali e – dulcis in fundo – due nuovi lungometraggi per il cinema, per la prima volta da considerare canonici nella continuity di Akira Toriyama. Il terreno è stato dunque preparato a dovere e al momento del lancio della nuova serie l’intero internet è esploso all’idea di ripercorrere l’entusiasmante cammino dei Saiyan lungo la via del combattimento e alla ricerca di nuove, spettacolari, trasformazioni: a questo giro non ci si è voluti risparmiare niente, mettendo in discussione l’intera lore originale tra viaggi nel tempo, dimensioni parallele, divinità, angeli, grandi ritorni (Mirai Trunks è comunque uno dei personaggi più amati in assoluto) e chi più ne ha ne metta. Il risultato finale può far storcere il naso per mille motivi, ma è impossibile negare che il materiale messo in gioco sia immane per quantità e apprezzabile per originalità.

Vi ho sentiti fin qua che urlavate impazziti davanti a questa scena

È così anche per Super Mario Odyssey, un “vero” Mario principale costruito sull’esperienza del passato e condito con la voglia di stupire, andando spesso oltre le normali convenzioni del tradizionale game design che abbiamo tanto amato. Meno trasformazioni e più possessioni, microsfide specifiche, aree gigantesche, variazioni di gameplay estreme (e.g. Carlo Armato), salto nel mondo reale, collezionabili a non finire… ma è davvero un Mario? Lo spirito è incredibilmente quello, nonostante tutti gli sforzi per alzare l’asticella ancora una volta, rischiando e rinnovando oltre quanto suggerirebbe la prudenza. Ma il cammino di successo di Nintendo Switch ha donato sicurezza e fiducia, attenuando le perplessità di chi per primo – fossimo stati in una situazione simil Wii U – avrebbe trasformato ogni dettaglio in criticità preoccupante. Siamo sereni, felici e soprattutto abbiamo la certezza che TUTTI ameranno Super Mario Odyssey, che la sua bellezza sarà tale da renderlo indiscutibilmente un capolavoro per critica, pubblico e leoni da tastiera.

CONCLUSIONI

Che altro aggiungere? Quando si tratta di mettere in discussione limiti e convenzioni sono pochi i personaggi in grado di porsi al livello di questo bizzarro duo, guidato da un lato dalla voglia di superarsi e superare ogni limite, dall’altro dalla costante brama di avventura e stravolgimenti creativi. Due personaggi distanti, incompatibili, che probabilmente mai riusciranno a condividere uno schermo (nonostante le classifiche di gradimento sbattute in faccia a Sakurai) pur essendo due vere e proprie icone del rispettivo medium e dell’intrattenimento in senso assoluto, rappresentando il Giappone anche in contesti formali (vedi la cerimonia di chiusura delle ultime olimpiadi) e insinuandosi nelle abitudini dei giovani americani come e più di qualsiasi supereroe dei comics potesse immaginare.

Due veri fenomeni di puro divertimento, che resteranno con noi e con i nostri figli… forse in eterno. Oltre ogni bandierina, oltre ogni limite!

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