Lovers in a Dangerous Spacetime – Recensione

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Genere: Azione multiplayer
Multiplayer: 1 – 4
Lingua/e: Italiano, Inglese, Giapponese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Coreano, Russo, Cinese

L’amore vince su tutto, anche sull’Anti-Amore.

Lo spazio è un tema che, soprattutto negli ultimi anni, è entrato nell’immaginario collettivo di tanti sviluppatori, indipendenti e non. Il più delle volte si è cercato di proporre un’avventura rivolta al videogiocatore singolo, intrisa di mistero, esplorazioni, storie incredibili e chi più ne ha più ne metta. Sarebbe tuttavia un peccato scorrazzare lungo le vie più impervie del cosmo in completa solitudine, soprattutto se si hanno a disposizione amici o parenti desiderosi di contribuire ad una causa “superiore”. Asteroid Base deve aver pensato proprio a questo e nel 2015 ha dato in pasto ai giocatori il suo Lovers in a Dangerous Spacetime, un action space shooter che fa della cooperazione il suo indiscutibile punto di forza. Il gioco non avrebbe bisogno di presentazioni, critica e pubblico l’hanno ampiamente apprezzato negli ultimi due anni, eppure c’è tanta gente che se l’è perso (compreso il sottoscritto) e il suo porting su Nintendo Switch potrebbe rivelarsi un’ottima occasione per recuperarlo. Vediamo insieme perché…

Lovers in a Dangerous Spacetime
La prima nave che guideremo! Quant’è… dolce?

Lovers in a Dangerous Spacetime ricorda a tratti l’ottimo Affordable Space Adventures, pubblicato, sempre nel 2015, in esclusiva su Nintendo Wii U (correte a recuperarlo subito se non l’avete ancora fatto); anche qui avrete a che fare con la gestione di una navicella spaziale e con numerosi nemici pronti a rendere lo spazio un luogo molto pericoloso. La storia vi mette nei panni dei Lovers, agenti preposti all’ordine della galassia che si scontreranno con le oscure forze dell’Anti-Amore, entità maligne che faranno sprofondare la federazione nel caos e disperderanno alcuni dei suoi membri nei meandri dell’universo. Una premessa molto semplice e che permette al giocatore di tuffarsi immediatamente nell’azione.

Il nostro compito ci vede al comando di una nave composta da più cabine, dove in ognuna di esse si ha accesso ad una funzione specifica; il timone permette al pilota di orientare la nave in ogni direzione, mentre le torrette, disposte ai quattro poli, sono la nostra arma principale contro gli accerchiamenti dei nemici. Abbiamo poi la barriera, che ci difende da laser, missili e quant’altro venga scagliatoci contro, e un bel pulsantone rosso che attiva l’arma più potente a nostra disposizione, disponibile solo dopo un certo intervallo di tempo dall’attivazione. Ma attenzione! Non sarete in grado di gestire più di una cabina alla volta a meno che non abbiate dei compagni di viaggio a supportare le vostre manovre. E qui il gioco va incontro ad una sua precisa volontà e allo stesso tempo anche ad un limite: il vero cuore di Lovers in a Dangerous Spacetime è senza alcun dubbio l’esperienza in multiplayer locale. Ciò non vuol dire che i giocatori solitari si troveranno tra le mani un gioco mozzato, anzi; l’intelligenza artificiale reagisce bene a tutti gli imprevisti e le missioni scorrono via veloci senza che la frustrazione la faccia da padrone, anche se la nave risulterà inevitabilmente più macchinosa da gestire. Tuttavia, il limite di un solo compagno da scegliere (una simpatica sequela di animali domestici e non) e il fatto che il timone sarà esclusiva del giocatore, rende il single player una modalità purtroppo solo secondaria.

Lovers in a Dangerous Spacetime
Bao è un animaletto obbediente e preciso quando serve. Peccato non abbia la patente.

La campagna si divide in quattro settori che prendono il nome di famose costellazioni. Ogni settore è composto da più stage che, udite udite, vengono generati proceduralmente. Questo porta, in caso di fallimento, al presentarsi di situazioni tutte nuove e all’innalzamento dell’asticella della difficoltà. Scordatevi dunque di fare affidamento alla memoria, ogni livello sarà un’esperienza a sé stante e porterà il vostro gruppo di Lovers a stringere i denti ed a spremere le meningi in ben più di un’occasione. La mappa, accessibile solo dall’apposita cabina della nave, è inizialmente ricoperta quasi del tutto da una nebbiolina grigiastra; solo il nostro incedere, lento e calcolato, riuscirà a dipanarla ed a renderci note le posizioni dei nostri amici dispersi. L’esplorazione ci mette di fronte a meteore infuocate, piccoli e grandi satelliti, pianetucoli, globi interamente composti d’acqua e un’infinità di creature aliene, robot, trappole ed infime macchine sempre in procinto di tenderci un’imboscata. Anche le condizioni climatiche hanno un ruolo importante e spesso incidono pesantemente sulla nostra libertà di movimento.

L’obiettivo minimo per ogni livello sarà trovare cinque compagni dispersi su dieci; i giocatori più temerari e che hanno particolarmente a cuore la sorte dei propri amici si sentiranno in dovere di salvarli tutti e non ci sarebbe cosa più giusta da fare; la vostra coscienza e la navicella ringrazieranno. Cosa c’entra la navicella con la salvezza dei compagni? È presto detto: più ne salvate e più riempite la barra degli upgrade che, salendo di grado, dà accesso alla selezione di navicelle più resistenti e con caratteristiche uniche (una ad esempio azzera i danni da collisione). Inoltre, addentrarci nello spazio più profondo permette di recuperare utilissime gemme che potenziano le nostre cabine di comando e, di conseguenza, le relative funzioni che esse pilotano. Certe gemme aumentano la cadenza di fuoco, altre conferiscono caratteristiche metalliche, altre ancora trasformano il propulsore del motore in un potente cannone da usare contro i mostri più grossi e cattivi. Effettuando i dovuti upgrade si è in grado di combinare fino a due gemme per la stessa cabina di comando; la cadenza di fuoco quindi raddoppia, le torrette iniziano a sparare missili telecomandati e il pulsantone rosso incenerisce i nemici con un raggio laser dall’inaudita potenza. Le combinazioni sono davvero molte e stimolano continuamente la curiosità del giocatore.

Lovers in a Dangerous Spacetime
Ciurma! Prepararsi all’era glaciale!

Esteticamente il gioco presenta tratti semplici, dolci e dai toni di colore sgargianti, fluo. Semplicità non è tuttavia sinonimo di banalità: Lovers in a Dangerous Spacetime ha carattere, una direzione artistica davvero ispirata e in più di un’occasione fa scappare un “Oooh” di meraviglia. Ogni settore ha un suo preciso ecosistema e un’ottima varietà di fauna e flora; persino le creature che combattiamo adattano la loro morfologia alle condizioni ambientali del posto. Le tracce musicali non sono da meno ed accompagnano il nostro incedere aumentando d’intensità nelle fasi più concitate e tenendosi basse nelle fasi d’esplorazione più tranquille. Possiamo dirlo senza troppo timore: il gioco è un vero gioiellino, sia dal punto di vista estetico che sonoro, e riesce ad immergere il giocatore in un mondo che si distingue da quanto visto in circolazione senza troppa fatica.

Anche tecnicamente il titolo si difende bene. Salvo che nei momenti più affollati e ricchi di esplosioni a schermo, dove qualche rallentamento l’abbiamo percepito, il gioco scorre fluido e mantiene un frame rate solido anche in modalità portatile. Tuttavia, rimosso il Nintendo Switch dalla dock, sarà alquanto difficoltoso tenere sotto controllo tutti i comandi della navicella e in generale l’esperienza diventa molto meno pratica. Non tanto per una questione di controlli, sempre efficienti e responsivi, quanto per la visualizzazione in senso stretto, inficiata dalle dimensioni ridotte dello schermo e dalla tipologia di gioco.

Lovers in a Dangerous Spacetime
Il primo settore. Chissà dove si nasconde il nostro ultimo amico…

A conti fatti, Lovers in a Dangerous Spacetime si è rivelato una graditissima sorpresa. Un’esperienza di gioco volta alla cooperazione davvero totalizzante in ogni aspetto, ricca di personalità e dall’alto tasso di coordinazione. Consigliatissimo agli amanti delle avventure da convividere con amici e parenti e, solo con riserva, ai giocatori solitari. Peccato per l’assenza di una modalità multiplayer online che l’avrebbe incoronato come pietra miliare del genere.

Completata la campagna in circa 7 ore, alternando la modalità multiplayer a quella singleplayer.
Pro: Esperienza multigiocatore locale completa, profonda, appagante e con stile da vendere.
Contro: La campagna in single player va incontro a troppi limiti e l’assenza dell’online è un’occasione persa.
8.2

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