Una piccola poesia ermetica
Rapida e indolore, è così che posso riassumere la mia esperienza con 36 Fragments of Midnight, un titolo tanto poetico quanto breve, tanto facile da giocare quanto scarno nei contenuti. Il gioco sviluppato dai ragazzi di Petite Games è davvero un’esperienza che va valutata per quel che è, o che spero sia stato nella mente degli sviluppatori: un minigioco da aprire in quei 5 minuti di noia che non basterebbero per cominciare a giocare ad un titolo vero.
È difficile quindi dare un giudizio definitivo, perché potrei penalizzarlo pesantemente se pensato come gioco da acquistare su una console (benché il prezzo sia di “soli” 2,99 euro), mentre potrei premiarlo abbastanza se dovessi valutare solamente quanto mi ha intrattenuto nei 10 minuti scarsi che bastano a portare a termine la partita.

In 36 Fragments of Midnight, così come intuibile dallo stesso titolo del gioco, dovremo raccogliere trentasei frammenti di luce sparsi per la mappa di gioco; questa è generata casualmente ad ogni partita quindi non sapremo mai con esattezza dove sono collocati gli obiettivi, così come potremmo essere colti di sorpresa dagli ostacoli che, seppur alla fin fine siano sempre gli stessi, le posizioni e le combinazioni possono creare più o meno difficoltà.
Raggi laser, lame rotanti e spuntoni a parte, il gameplay del gioco è davvero semplice, che più semplice non si può: impersoneremo un esserino quadrato, che nel buio dell’unico scenario disponibile sarà anche la sola fonte di luce che ci permette di proseguire, e avremo a disposizione i soli movimenti direzionali, il salto e il doppio salto; nessun potere, aumento di velocità o bullet time, con questi semplici comandi verremo buttati “nell’azione” e senza alcuna spiegazione dovremo portare a compimento la raccolta dei frammenti, per poi tornare al punto di partenza per riscattare la nostra ricompensa, se così può essere definita.

L’impatto generale in realtà è anche buono, con un effetto nebbia ben realizzato che aggiunge quel tocco di mistero al tutto, ma l’assenza di una trama anche abbozzata che ci spieghi il perché siamo lì, perché dobbiamo raccogliere i frammenti e chi effettivamente siamo, non ci rende molto partecipi e rende 36 Fragments of Midnight un vero e proprio passatempo e niente più, alla stregua dei giochini free-to-play che scarichiamo per noia su smartphone. Nessuna colonna sonora, se non il jingle nel momento in cui si inizia la partita, e il solo accompagnamento del vento (che alla lunga risulta ripetitivo) non aiutano a rendere il gioco più interessante, che anzi annoia abbastanza presto e di sicuro non spinge ad andare avanti tolta la curiosità di vedere cosa accade una volta raggiunto l’obiettivo finale.
Un disastro dunque? Non proprio, ma le potenzialità c’erano e sono state tutte beatamente ignorate. Sarebbe bastato un accenno di trama, dei semplici motivi di sottofondo come accompagnamento, un po’ di varietà negli scenari, qualche power up che mettesse un po’ di brio e varietà al gameplay, per giustificare quei pochi ma ugualmente troppi euro che dovete sborsare per giocare al titolo in questione.

36 Fragments of Midnight non è e non vuole essere un gioco immancabile nella vostra softeca di Nintendo Switch, ma allo stesso tempo risulta davvero troppo scarno e dopo una singola partita portata a compimento difficilmente vorrete rigiocarlo per migliorare il vostro record nel tempo di completamento; mi trovo davvero in difficoltà a consigliare questo gioco visto che, davvero, su smartphone troviamo giochi gratis molto più “ricchi” e che intrattengono di più rispetto al gioco di Petite Games, nome della software house che dobbiamo avere ben stampato nella mente nel momento in cui ci approcciamo a 36 Fragments of Midnight.