Beach Buggy Racing – Recensione

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Multiplayer: 1-4 (locale, no online)
Lingua/e: Inglese

In cerca di un nuovo dio ho trovato solo un falso mito

Un Pallottolo Bill vi ha travolto prima del traguardo? Una bomba vi è esplosa in faccia precludendovi l’accesso al podio? Siete stanchi di essere presi a gusciate? No? No, eh? Beh, se mai vi dovesse passare per la testa di voler abbandonare Mario Kart 8 in favore di un altro arcade su quattro ruote, Beach Buggy Racing potrebbe rivelarsi una (non troppo valida) alternativa. Il titolo deve i suoi natali a Vector Unit ed ha debuttato inizialmente come gioco mobile per Android, iOS e Windows Phone, giungendo, ad oggi, anche su Nintendo Switch, ultima console sulla quale è approdato, ma non l’unica ad averlo ospitato. Il gioco è un racing game che si ispira senza troppi giri di parole alle scorribande su kart di Mario e compagni, ma che tradisce da subito la sua natura mobile.

La nostra avventura in single player parte con Rez e la sua fida Beach Buggy, la prima auto che avremo il piacere (o dispiacere?) di guidare. La carriera si divide in nove capitoli, questi ultimi composti da un numero crescente di sfide. La classica gara di velocità la fa da padrone e mette in competizione sei piloti ignari di cosa si troveranno di fronte; i power up a disposizione lungo la pista, infatti, spostano continuamente gli equilibri, concedendo una seconda chance anche a chi ha già divorato abbastanza terreno. Il nutrito e vario armamentario ci mette tra le mani il classico missile letale nella breve distanza, il trampolino sbalza-avversari e l’olio da motore, vero nemico delle nostre ruote; gallinelle impazzite oscurano la visuale con piume e beccate, un razzo a forma di teschio si afferma da subito come l’incubo dei piloti in testa e tante altre trappole fannno il bello e il cattivo tempo, alcune tra queste piuttosto peculiari, come quella che riduce la gravità e fa galleggiare i piloti attorno a noi. Nonostante il numero, i power up non ci hanno convinto appieno, vittime di un’assegnazione quasi sempre votata al caso e ad un’efficacia altalenante.

Beach Buggy Racing
La scelta non manca, non c’è che dire.

Ad accompagnare la gara classica vi sono altre modalità: in Boost Blitz si gareggia in solitudine contro lo scorrere del tempo e in Shooting Gallery (in pratica un tiro a segno) bisogna guadagnare il maggior numero di punti colpendo i piloti avversari e i bersagli lungo la via. Sfide più impegnative sono invece Elimination, in cui ogni cinque secondi viene tagliato dai giochi il pilota che si trova ultimo, e Follow the Leader, un vero e proprio inseguimento che premia il giocatore più abile nella guida. Al completamendo di ogni sfida si viene redarguiti con un massimo di tre stelle ed una somma di denaro da investire nel potenziamento del nostro veicolo. Ebbene sì, in Beach Buggy Racing è possibile (e indispensabile) potenziare la propria vettura, aumentandone accelerazione, velocità e manovrabilità.

Una volta che i parametri raggiungono il massimo, la nostra auto effettua un vero e proprio level up, saltando di categoria. A proposito di categorie, sono ben quattro: 100 HP, 250 HP, 500 HP e 1000 HP ed è prevista persino una sezione dedicata alla personalizzazione dell’auto prescelta, che ci permette di scegliere colori e aerografie. Gli upgrade meccanici e di categoria, in ogni caso, non risolvono, almeno non totalmente, i difetti che da subito vengono a palesarsi durante la guida. Sfrecciare lungo i circuiti di Beach Buggy Racing non sarà del tutto piacevole a causa di una legnosità di fondo e di un motore fisico davvero approssimativo. Le collisioni sono spesso esagerate e non poche volte ci è capitato di strisciare (a lungo…) sul fianco della vettura a causa del suo improvviso ribaltamento. Frenare e rallentare hanno praticamente lo stesso effetto e scordatevi pure di poter affrontare le curve derapando a tutta velocità.

Beach Buggy Racing
Beach Buggy Racing is the new Pimp My Ride.

La progressione della campagna ci permetterà di sbloccare altri personaggi (dieci in tutto) e ulteriori vetture che andranno a rimpolpare la scelta da effettuare in garage. Ogni personaggio possiede un’abilità da sfruttare durante le corse; Rez, ad esempio, può fare affidamento su un breve turbo, Beach Bro invaderà la pista con palloni da spiaggia, mentre Leilani lascerà un’odiosissima scia floreale dietro di sé, perfetta per rallentare chi le sta alle calcagna. Tali abilità possono essere sfruttate una sola volta durante la gara e questa ci è parsa una scelta assai oculata, indispensabile per mantenere un certo ordine in gara, e strategica, in quanto usare uno specifico potere al momento giusto può spianare davvero la strada verso la vittoria. Peccato che ogni personaggio sarà selezionabile soltanto a conclusione del capitolo ad esso dedicato e in generale non si ha mai la sensazione di affezionarsi ad un pilota in particolare. Anzi, la scelta in fin dei conti pare vincolata più all’abilità dei personaggi che non al loro (scarno) background o alla caratterizzazione estetica.

I tracciati, salvo poche eccezioni, presentano qualità altalentante, sono in numero appena sufficiente (quindici in tutto) e in generale non brillano per originalità; alcune piste addirittura si assomigliano tra loro e il loro design non consente di intuire come e quando prendere alcune curve. A tal proposito è da segnalare la mancanza di una minimappa a schermo, sostituita da una barra della progressione con le icone dei piloti in gara. Sarebbe stato gradito inoltre un tasto dedito alla visione di ciò che accade alle spalle del nostro pilota, che il più delle volte si è trovato tra le nuvole senza nemmeno rendersi conto di chi o cosa abbia potuto ostacolare le sue ambizioni. Ciò che affligge la carriera è la ripetitività di fondo e il quasi assente stimolo nel volersi cimentare nelle sfide. Sbloccare nuovi personaggi non fa compiere al titolo la svolta sperata e guadagnare tanti soldi con lo scopo di investirli negli upgrade, salvo poi non riscontrare cambiamenti significativi nel gameplay, lascia un po’ con l’amaro in bocca.

Beach Buggy Racing
Guarda che t’acchiappo!

Rimanendo in tema single player è possibile cimentarsi anche nelle Daily Challenge, brevi sfide che riprendono la tipologia di obiettivi della campagna e che permettono di guadagnare qualche soldo extra, mentre la modalità Champioship ci vede impegnati in tornei della durata di quattro piste, una variante utile e veloce per testare tutte le auto a disposizione e guadagnare cospicue somme di denaro. Ancor più veloce è la Quick Race, una singola corsa che ci permette di gareggiare con la nostra auto e il nostro pilota prediletto lungo un tracciato a scelta.
Dobbiamo ammettere che, nonostante gli evidenti difetti, Beach Buggy Racing riesce ad offrire una buon numero di contenuti; il completista della situazione saprà come impiegare il suo tempo, sempre che riesca a chiudere un occhio su meccaniche di gioco non proprio all’avanguardia e un motore fisico poco amichevole.

Finisce qui? Certo che no! Come ogni racing game che si rispetti, Beach Buggy Racing possiede anche una modalità multiplayer locale fino a quattro giocatori. Qui il gioco guadagna qualche punto e mette in mostra tutto il suo potenziale; nonostante le magagne, infatti, la modalità multigiocatore riesce a divertire a sufficienza e, per la gioia di tutti, mette a disposizione dei giocatori l’intero parco auto, le quindici piste e tutti i personaggi. In presenza di più piloti lo schermo splitta ed offre tutto sommato una buona visione pur diviso in due o in quattro; nonostante il maggior carico, inoltre, l’azione a schermo scorre fluida e senza problemi di sorta. È un vero peccato che sia assente il multiplayer online; quest’ultimo avrebbe senz’altro arricchito l’esperienza e sarebbe stato un plus soprattutto per tutti coloro in cerca di una sfida tra persone reali, ma sprovvisti di compagnia.

Beach Buggy Racing
Split-Screen

Tecnicamente il gioco non fa certo gridare al miracolo e si limita ad offrire la stessa qualità visiva dei piccoli schermi. Nonostante un frame rate abbastanza solido (e ci mancherebbe, aggiungeremmo, considerato che si tratta di un porting di un titolo mobile) non sarà raro imbattersi nel pop-up degli oggetti decorativi o degli elementi naturalistici dei paesaggi e nel lento caricamento delle texture all’inizio di una gara. Esteticamente i tracciati si presentano un po’ scialbi e poveri di dettagli, mentre i personaggi mettono in mostra un carente numero di poligoni e non spiccano per originalità. Le tracce musicali sono poche e si rivelano solo sufficienti, in grado di identificarsi col tema delle piste ma non così orecchiabili da permanere nella testa del giocatore anche a schermo spento. In rare occasioni ci siamo inoltre imbattuti in qualche bug (sarà mica questa l’ispirazione del titolo?) che ha fatto crashare di colpo il gioco, niente che abbia compromesso l’esperienza, ma sicuramente qualcosa a cui il team di sviluppo dovrà tenere conto in futuro, magari rendendo disponibili i dovuti aggiornamenti. Da segnalare poi la presenza della sola lingua inglese.

In definitiva, Beach Buggy Racing paga il suo concept originale, pensato esclusivamente per smartphone e tablet, e non riesce ad imporsi come una valida alternativa al sempiterno Mario Kart. Il gioco tuttavia cerca di fare il possibile per proporre il maggior numero di contenuti sbloccabili attraverso la carriera e riesce, tutto sommato, a divertire in multiplayer locale. Consigliato a tutti coloro alla ricerca di un’esperienza multigiocatore in locale su quattro ruote senza troppe pretese.

Giocato a lungo la carriera e testate tutte le modalità, incluso il multiplayer locale.
Pro: Buon numero di modalità, sufficientemente divertente in multiplayer locale.
Contro: Legnosetto, natura mobile evidente dal lato tecnico, bilanciamento discutibile, assenza del multiplayer online.
6.0

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