League Of Evil – Recensione

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Genere: Trial and error, Platform 2D
Multiplayer: No
Lingua/e: Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Russo

Resta calmo, resta calmo, resta calmoooooo!

L’amante dei giochi trial and error è un figuro peculiare spesso guardato con diffidenza da chi lo incrocia per strada. Le sue (postulate) abilità col joypad hanno la conseguenza socratica di generare domande: “Come fa ad essere così bravo?”, si chiederà il gamer; “Che problemi ha questo ragazzo?”, si chiederanno i suoi cari.

Gli ultimi anni hanno visto fiorire un gran numero di giochi improntati sulla difficoltà e la ripetizione, provenienti soprattutto dall’universo dei produttori indipendenti. In qualche caso il risultato è stato sublime: Super Meat Boy è una poesia d’imprecazioni che forgia la pazienza.

Il nostro League Of Evil, sbarcato Nintendo Switch dai cataloghi dei mobile game, si piazza in questo preciso ambiente. Il quale è più ostico che mai: il passo da gioco difficile a gioco snervante e fatto male è davvero millimetrico. Con gravi conseguenze per il vostro apparato neurologico e per la fama della software house.

Faccio tipo la pubblicità dell’olio però su mercenari armati invece che su recinti in legno

Le premesse di League Of Evil sono semplici e ironiche, buttandoci in un’atmosfera alla Rambo o alla Contra per debellare la minaccia delle armi di distruzione di massa di alcuni malvagi scienziati riunitisi, appunto, sotto la famigerata Lega Del Male.

Dopo un breve tutorial si parte dritti al sodo. In nuce: ogni livello comprende il nostro personaggio (una manciata di pixel per un tamarro bionico in canottiera), uno scienziato da raggiungere e decapitare, e una borsa da recuperare facoltativamente. In mezzo, soldati proiettili spuntoni seghe circolari spadaccini piattaforme e tanto altro. Si muore dopo un singolo contatto, e via a ripetere il breve livello dal principio. Qui una minuscola nota, che non definirei dolente ma assolutamente fastidiosa: dopo ogni sconfitta bisogna premere su “Try again”, dopo circa un secondo di caricamento: sembrerebbe un’inezia, ed invece in virtù dell’altissimo numero di morti questo dettaglio va a costituire una buca sulla strada, che rallenta ingiustamente l’ardore del giocatore che subito invece vuole riprovare.

Non di soli salti vive l’uomo: potremo ricorrere a doppi salti, discese dalle pareti, tris di cazzotti niente male (di uguale effetto offensivo: pugno umano, pugno robotico e calcio). I comandi rispondono bene, molto bene potremmo dire, eppure non perfettamente. Intendiamoci: non stiamo parlando di ritardi nella risposta, ma di puro feeling col pad. Si sente che le cose vanno bene, ma che avrebbero potuto esser più lisce. Questo è il primo freno alla giocabilità di League Of Evil.

Il secondo concerne l’asticella della difficoltà, che avrebbe potuto, anche questa, essere calibrata con più armonia. I livelli sono ben strutturati e divertenti, ma il salto da una difficoltà sopportabile a quella snervante non avviene nella giusta gradualità. Il giocatore corre il rischio di passare in un battito di ciglia dall’impegnarsi all’innervosirsi, ed è qui che principalmente si condensano le remore verso il lavoro di Ratalaika Games: il gameplay è di buona, a tratti buonissima fattura, ma non impeccabile. E come dicevamo in apertura, nei trial and error la sensibilità del giocatore è tirata al massimo.

L’urlo di Chen terrorizza anche questo insieme di pixel marroni

Ma League Of Evil nasconde un coniglio nel cilindro che davvero impreziosisce l’offerta: una modalità editor, con la quale potremo creare i nostri livelli, crudeli e turbati abbastanza da far capire a tutti quanto la guerra ci abbia cambiato. Una volta provato di aver creato degli stage completabili, questi possono essere caricati online, così come online potremo scaricare pacchetti di nuovi livelli. Facendo due conti: 60 livelli per quattro mondi (con ognuno la valigia facoltativa e tre stelle di voto ottenibili), la sezione degli achievements, l’editor. Non c’è che dire, negli uffici di Ratalaika Games non badano alle porzioni. Una quantità di contenuti davvero notevole.

Graficamente il titolo è semplice e spartano, forse troppo, ma a suo modo efficace. Lo stile a base di pixel è minimale, ma non abbastanza non distinguere per bene le teste che faremo volare.

L’audio ha un sapore anni ’80 che funziona, musiche ed effetti 8-bit che calzano bene alla situazione di gioco, senza infastidire il giocatore.

Super Evil Of League Maker

Evil Of League ha tante buone intenzioni, che concretizza in maniera un po’ maldestra. Il gioco è divertente, veloce, e la modalità editor e un valore aggiunto sorprendente. Le modalità sono tante, e la passione non manca di certo ai cuori spagnoli di Ratalaika Games, ai quali va fatta notare però una giocabilità non impaccabile che può minare il piacere delle sessioni di gioco in alcuni gamer. La partenza, ad ogni modo, è decisamente buona.

Considerando il prezzo di soli €7,99 sull’eShop Nintendo per un’offerta così farcita, League Of Evil rappresenta una buona scelta per gli amanti del nervosismo videoludico.

Per metà del tempo in modalità portatile e l’altra metà sul televisore con i Joy-Con, grazie a un codice gentilmente offerto dai ragazzi di Ratalaika Games.
Pro: Divertente, veloce, difficile, arricchito da una inattesa modalità editor
Contro: Giocabilità non impeccabile, attraverso una curva di difficoltà sgraziata
7.0

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