NeuroVoider – Recensione

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Genere: Azione Roguelike
Multiplayer: 1-4
Lingua/e: Italiano, Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Portoghese, Russo

Non è un lavoro per deboli

NeuroVoider è uno di quei titoli che non ti aspetti, dotato di un carattere proprio se pur con alcuni difetti abbastanza fastidiosi. Queste sono le prime parole che vengono in mente giocando a questo titolo, approdato lo scorso 7 settembre su Nintendo Switch. Ma che cos’è davvero questo NeuroVoider?

Si tratta di un gioco roguelike, uno di quei titoli che prima o poi, inevitabilmente, ti fanno lanciare il controller fuori dalla finestra dopo un numero interminabile di morti avvenute in livelli dalla difficoltà assai elevata. Ma è anche uno di quei titoli che vuole farsi accettare proprio per la sua difficoltà, per la sua capacità di generare stanze sempre più complicate e con nemici sempre più potenti: parliamo di 8736 combinazioni di nemici diversi e sì, gli sviluppatori li hanno contati.

Il gameplay base del titolo è senza dubbio funzionale ed intrigante. Sfruttando le due levette della nostra console potremo muovere il nostro robot (con la levetta sinistra) e mirare ai nostri nemici (con la levetta destra). Premendo ZL e ZR avremo a disposizione poi due tipi diversi di attacchi, uno più debole ed uno più potente. Gli attacchi, ovviamente, consumano energia che il nostro personaggio potrà riacquistare aspettando un attimo con calma che la barra si ricarichi. Più l’attacco è potente, più energia consuma.

È evidente che dovremo imparare a gestire bene le tipologie di armi per evitare di consumare tutta l’energia con pochi attacchi e venir quindi inesorabilmente sconfitti dai nemici che, via via, diventano sempre più numerosi ed agguerriti. Fortunatamente avremo a disposizione un’abilità speciale, da scegliere nel momento della creazione del nostro personaggio. Potremo quindi scegliere tra le tante l’abilità quella di ripristinare una piccola quantità di vita (solo a noi oppure a tutta la squadra) o un potere che rallenta il tempo per 3 secondi, dandoci la possibilità di colpire i nemici o scappare nel caso in cui fossimo a corto di energia, così come altre più semplici, come potenziare anche momentaneamente i nostri attacchi. La parte migliore del gioco è però, probabilmente, la customizzazione del nostro personaggio.

Dopo aver completato un livello avremo la possibilità di modificare qualsiasi componente del robot, così da permettergli di guadagnare armi superiori dotate di diverse tipologie di attacchi, gambe in grado di aumentare la velocità nonché la resistenza ai colpi, corpi più resistenti e così via. Insomma, la personalizzazione è un punto fondamentale. Purtroppo, a volte questa profondità nella customizzazione porta il gioco ad essere un po’ confusionario. Spesso ci troveremo a chiederci in quale delle tantissime schede abbiamo dimenticato l’arma che abbiamo visto poco prima, oppure rischieremo di trovarci di fronte all’impossibilità di ibridare diverse componenti, esclusive di una delle tre tipologie di robot da scegliere all’inizio del gioco (attacco, velocità o difesa).

L’esperienza di gioco, di per sé, è molto semplice. Dovremo affrontare 20 livelli, generati proceduralmente, allo scopo di distruggere diversi generatori sparsi sui vari livelli che ci permetteranno di accedere allo stage successivo.I livelli vengono quasi sempre generati bene e danno una buona possibilità al giocatore di sfruttare fattori ambientali a proprio vantaggio per colpire un nemico o per tentare la fuga, ma anche qui troviamo un limite piuttosto fastidioso.

Capita spesso di trovarci di fronte a collegamenti a diverse zone dello stesso livello nascoste in maniera così perfetta che risulta davvero difficile trovarli, se non per pura casualità. Ci troveremo quindi spesso a chiederci come raggiungere un determinato pezzo del livello ed a lasciar perdere dopo diversi tentativi di raggiungerlo. La colonna sonora, però, è sicuramente un validissimo punto a vantaggio della produzione: mai banale, mai fastidiosa e sempre piacevole da ascoltare, accompagnerà con piacere le nostre ore su questo gioco e ci aiuterà a coprire al meglio la nostra frustrazione per la non riuscita di un livello. Anche la grafica risulta un punto a favore di NeuroVoider. I colori vivaci, l’utilizzo del 2D e la fludità dell’azione rendono il gioco una vera gioia per gli occhi per qualsiasi appassionato del genere sia in modalità portatile che con la console collegata ad un televisore.

NeuroVoider è un roguelike con del carattere, che sa portare una dose di divertimento massiccia e che, ancora di più su console portatile, permette di passare diverse ore impegnati su un titolo tutt’altro che semplice. Al netto di alcuni difetti, si tratta sicuramente di un titolo da giocare.

Giocato con amici testando tutte le sue modalità
Pro: Livelli generati proceduralmente, colonna sonora, sistema di combattimento
Contro: Menù a volte confusionari, curva di difficoltà ripida
8.0

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