Lichtspeer: Double Speer Edition – Recensione

Un uomo contattato dagli Dei alla conquista di mondi lontani in un tower defence atipico: ecco Lichtspeer: Double Speer Edition!

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email
Genere: Azione
Multiplayer: 1-2 giocatori
Lingua/e: Testi a schermo in italiano, doppiaggio in inglese

Das recenzione!

No, nessun orrore ortografico, ho semplicemente terminato la storia del nuovo titolo di Lichthund, pseudonimo dei due sviluppatori di Varsavia Rafal Zaremba e Bartek Pieczonka, e il mio accento ha preso una forte nota tedesca. È questo l’effetto che fa Lichtspeer: Double Speer Edition per Nintendo Switch, un gioco dal forte stampo arcade e dalle tinte assolutamente anni ’80, con colori acidi e forti, quasi psichedelici. Non appena si avvia il titolo si viene a contatto con il particolare stile grafico, molto stilizzato ma ben definito già dai menu, che solo nelle fasi più avanzate di gioco può creare qualche problema ad un occhio poco allenato al caos su schermo.

Piramidi, due soli, raggi energetici e nemici… l’apocalisse è vicina.

In Lichtspeer: Double Speer Edition vestiremo i panni di un umano (a noi starà decidere il sesso) che viene contattato da un’annoiata divinità: siamo i prescelti (wow, che onore…) a dover eliminare un numero sterminato di nemici, solo per far divertire questa entità che, nel caso mancassimo un obiettivo per più di tre volte consecutive, non mancherà di scatenare la sua ira su di noi tramortendoci e lasciandoci per qualche secondo in balìa dei nemici. Il gioco infatti è una sorta di ibrido tra il lancio del giavellotto e il famoso Angry Birds, con il risultato che porta ad un tower defence in cui la nostra unica difesa sarà il lichtspeer, un’asta rosa lucente che trafigge i nemici e che, se sbloccati, possiede poteri fenomenali come esplosioni, tripli colpi, rallentamento del tempo e barriere che ci difendono in caso di difficoltà.

I primi livelli di gioco funzionano da semplice introduzione nelle meccaniche e per far prendere “le misure” al giocatore con i vari tipi di nemici: se inizialmente infatti avremo tutto il tempo per prendere la mira grazie anche all’indicatore di direzione, già dal secondo mondo le cose si fanno più complicate e nonostante l’indicatore sarà sempre presente, perdere tempo a prendere la mira ci porterà a morte certa. E’ importante infatti ad una prima occhiata al nemico, alla sua distanza e alla sua velocità di movimento, capire quanto lontano lanciare la nostra lichtspeer per poterlo uccidere, magari tentando anche un one-shot attraverso un colpo ben mirato alla testa. Non tutto sarà così semplice (se mai fino a questo momento aveste pensato che lo fosse); avremo infatti diversi tipi di nemici con grandezze, velocità, punti deboli e attacchi personali, il che rende il ritmo davvero sfrenato nelle fasi più avanzate del gioco: attacchi via terra, via mare e via aerea ci costringeranno a tenere sempre alta l’attenzione, soprattutto quando dopo una moltitudine di nemici abbattuti, i loro corpi esanimi copriranno il percorso e renderà più difficile vedere gli altri nemici arrivare.

Un bel colpo piazzato alla testa e boom! Avanti il prossimo.

Ritmo serrato e dettato da un gameplay che non lascia scampo al relax, condito da uno stile grafico stilizzato e un accompagnamento sonoro impeccabile: dallo speaker dal forte accento anglo-tedesco ad una soundtrack perfetta per il tipo di gioco, nonostante le numerose morti che vi porterà spesso un singolo errore, c’è sempre quella voglia di finire l’ondata e non perdere i progressi fatti, fino all’arrivo del boss di fine mondo; questi ultimi sono sporadici ma molto coinvolgenti e rendono bene l’idea di trovarsi di fronte a qualcosa che un semplice essere umano, senza la sua “lichtspeeeer!” non potrebbe mai affrontare.

In ogni livello ci troviamo ad affrontare più ondate di nemici e completarle commettendo meno errori possibili e, in aggiunta, portando a compimento dei piccoli obiettivi, ci porterà a guadagnare tanto LSD (no, non è ciò che pensate, ma solo la moneta di gioco) per poter acquistare potenziamenti per la nostra asta, indispensabili dalla seconda metà del gioco in cui il panico per le orde in arrivo si fa sentire sempre di più. Le imprecazioni non mancheranno, come però anche le risate: piccoli intermezzi in cui i dialoghi (localizzati a testo in italiano) ci immergeranno nel pazzo mondo di gioco, fino al termine dell’avventura in cui ci sarà una sorpresa che rende praticamente Lichspeer: Double Speer Edition un titolo dalla storia infinita.

Ma che mani grandi! E’ per spappolarti meglio!

Storia potenzialmente infinita ma il gioco in sé prima o poi ha un termine e questo non tarderà ad arrivare, anche se non è così facilmente raggiungibile, soprattutto se si vuole portare la percentuale di completamento al 100%: dopo aver sconfitto l’ultimo boss, infatti, si potrà iniziare il New Game +, mantenendo tutti i potenziamenti acquistati e ripetendo i livelli con un incremento di difficoltà che mette in crisi anche chi era riuscito a portare a termine la prima run senza particolari problemi (cosa già alquanto difficile). Lichtspeer: Double Edition fa del comparto tecnico il suo “colpo di fulmine”, che può essere positivo o negativo; tutto è davvero portato a delle linee semplici, geometriche, con il protagonista e gli stessi nemici che di sicuro non brillano per ricchezza di particolari, così come gli scenari bidimensionali che oltre a qualche effetto grafico che disturba maggiormente la nostra concentrazione, non mette di certo sotto sforzo l’hardware della console ibrida giapponese.

Lichtspeer: Double Edition è un gioco che ben si adatta alla natura ibrida di Nintendo Switch, con livelli che si completano in poco tempo e perfetti per partite tappabuchi; una difficoltà ben bilanciata che raggiunge picchi elevati negli ultimi mondi e che mette in seria difficoltà solo nel NG+ rende il gioco adatto a tutti, purché si ami il genere arcade nudo e crudo.

Ho portato a termine la modalità storia e giocato qualche livello in NG+, il tutto per circa cinque ore complessive.
Pro: Ironico, spinge a fare sempre meglio
Contro: Se si esclude il NG+, non un mostro di longevità
6.8

Potrebbero interessarti

Recensioni

Circle of Sumo – Recensione

Yonder porta lo sport del sumo su Nintendo Switch, ma in un modo totalmente diverso da come potevamo immaginarlo. Circle of Sumo è una festa multiplayer!

Speciali

Fantastico Studio – Milan Games Week 2018

È tutto Fantastico La Milan Gamesweek è stata come al solito un grande momento di incontro tra ogni tipo di giocatori. Le cose da vedere

Recensioni

All-Star Fruit Racing – Recensione

Fruttariani, fatevi avanti! Da qualche anno a questa parte l’Italia ha iniziato a compiere i suoi primi passi nel mondo dell’intrattenimento videoludico. Sembra che il

Speciali

La mie paure per Metroid Prime 4

Attendo il nuovo Metroid Prime 4 con tutto me stesso. Ma gli ultimi giochi Nintendo, stanno facendo vacillare il mio entusiasmo. Perché?

Recensioni

Hey! PIKMIN – Recensione

Hey tu! Sì, parlo a te col fiore in testa! Hey Joe è un pezzo della tradizione americana portato alla ribalta dalla celeberrima versione di

Recensioni

Kirby’s Blowout Blast – Recensione

Una palletta rosa tra le parole Nintendo e 3DS! Kirby si trova alla grande su Nintendo 3DS/2DS: quella che la sfera rosa di HAL Laboratory ha

Recensioni

I and Me – Recensione

Non un gatto, ma due. O è lo stesso? I and Me è un misto tra platform e puzzle game che più indie di così

Recensioni

Flip Wars – Recensione

Flippami e Switchami tutto! Nintendo Switch e multiplayer, un connubio perfetto fin dal primo video che ha presentato al mondo la console della casa giapponese

No more posts to show