Slime-san – Recensione

Su Nintendo Switch è arrivato Slime-san, un platform trial and error che metterà a dura prova le vostre abilità e la vostra pazienza.

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email
Genere: Platform
Multiplayer: Classifiche online
Lingua/e: Testi a schermo in inglese

Un pasto indigesto o un curioso pretesto?

Tra un verme gigante e uno slime viscido, cosa preferireste? Una risposta difficile da dare, ma Slime-san ci solleva dal peso della decisione affidando la parte del cattivo al vermone, lasciando a noi il compito di interpretare la sfortunata gelatina che viene inghiottita, letteralmente, mentre è in un prato con la sua famiglia e i suoi amici a vivere una normale giornata da piccola melma. Con questa premessa siamo catapultati all’interno del gioco sviluppato da Fabraz, titolo già disponibile da qualche mese su PC e finalmente arrivato anche su Nintendo Switch, dove il gameplay frenetico “mordi e fuggi” si adatta perfettamente alla natura portatile della console ibrida giapponese.

Slime-san è semplice da descrivere: un platform trial & error, a la Super Meat Boy, in cui lo scopo è arrivare alla fine del livello sani e salvi. Cosa c’è di più semplice? Qualsiasi cosa vi venga in mente. Il primo impatto con il gioco è abbastanza complicato, a partire da uno stile grafico molto minimale, ridotto all’osso, in cui tutto è composto da linee bianche, verdi e rosse, con sfondo blu: solo questi quattro colori in tutto il gioco che inizialmente potrebbero confondere il giocatore, fino a quando i primi livelli d’introduzione non lo metteranno a suo agio con i controlli e capendo cosa è buono e cosa è cattivo all’interno di ogni schema. Diversamente da quanto si potrebbe pensare inizialmente, infatti, Slime-san è davvero semplice da giocare, il problema è mettere in atto le azioni per portare a termine un livello senza morire, cosa alquanto impossibile: basta infatti un solo colpo per farci perdere e per iniziare da capo il livello, ma la natura del gioco è proprio questa e a noi piace così.

L’incredibile varietà di situazioni che vanno creandosi nel proseguire dei livelli, con una curva di difficoltà sempre crescente ma mai frustrante e impennata, permette di capire sempre cosa bisogna fare per arrivare al traguardo, lasciandoci ovviamente in balìa di tutti gli ostacoli che ci metteranno i bastoni tra le ruote, siano essi nemici, pareti “infuocate” o i succhi gastrici (siamo all’interno di un vermone, ricordate?) che dopo un determinato numero di secondi cominceranno ad invadere lo schermo mettendo la giusta dose di ansia e fretta nel completare il livello. Mai frustrante però: come detto prima, il gioco fa di tutto per metterci in difficoltà, ma non perderemo mai per un level design mal pensato o per dei controlli imprecisi; al contrario ogni livello (cento in totale) ha uno sviluppo perfetto in verticale ed orizzontale, che permette di spaziare con libertà al fine di raggiungere l’obiettivo e, magari, raccogliere la mela presente in ognuna delle quattro stanze che compongono i singoli livelli.

Slime-san non si fa mancare proprio nulla infatti, nemmeno i collezionabili: le varie mele, probabilmente non digerite dal vermone, potranno essere raccolte durante il nostro percorso, ma non sarà sempre semplice; a volte queste si troveranno beatamente lungo la strada da percorrere, altre volte dovremo allungarla o fare un percorso diverso, cosa che ci metterà maggiormente a rischio e farà perdere tempo, fino all’arrivo dei succhi gastrici. Fortunatamente lo slime risponde perfettamente ai nostri comandi e con rapidità e precisione effettua il salto, lo scatto e la “smaterializzazione” che rallenta il tempo e permette di passare attraverso pareti ed elementi formati della sua stessa sostanza (non i sogni, ma la melma, appunto).

Tre semplici azioni che però, combinate tra loro, rendono le possibilità davvero numerose: possiamo saltare da una parete all’altra, per poi effettuare uno scatto e magari smaterializzarci perché il percorso ci mette di fronte una parete attraversabile, il tutto mentre magari sotto di noi ci sono nemici che non aspettano altro che farci iniziare il tutto da capo. Lo slime standard ha capacità basilari ed adatte ad ogni tipo di gameplay, ma nella città che è possibile visitare (cosa? Una città all’interno del vermone?) sarà possibile acquistare con le mele raccolte tantissimi elementi: da altri slime con abilità specifiche, indumenti per il nostro alter ego e il suo accompagnatore (un uccellino che permette un doppio salto), la possibilità di acquistare altre palette di colori o altri sfondi di backgound, o ancora diversi effetti grafici che ai fini del gameplay servono a poco, ma che arricchiscono un pacchetto di sbloccabili davvero incredibile; per i meno abili c’è anche la possibilità di “comprare” i livelli nel caso non si riuscisse a proseguire.

La cosa non è così assurda, soprattutto per chi non ha la pazienza di ripetere un singolo livello decine di volte, ma la voglia di proseguire è sempre tanta: il tipico gioco da “un ultimo livello e poi spengo”. Il level design è perfetto nella quasi totalità, con solo alcuni di essi troppo semplicistici e con un corridoio da seguire inseminato di nemici ed ostacoli: ma anche in questi casi bisognerà stare vigili, visto che alcune stanze hanno delle uscite alternative che ci portano in luoghi segreti per la raccolta di monete speciali, utili per acquistare dei minigiochi arcade all’interno della città melmosa.

Non solo mele, monete e traguardo di fine livello; per i più avvezzi al genere c’è anche la possibilità di conquistare i trofei nel caso si completi il livello in un tempo minore a quello minimo stabilito da parte del team di sviluppo, proprio per non farsi mancare nulla. Ed infatti non si finisce qui: una volta terminate le 400 stanze si sblocca il New Game +, con altrettante stanze da portare a termine che proporranno una versione rivista dei livelli precedenti, cosa da veri malati del genere, con la possibilità inoltre di giocare alla modalità speedrun, in cui i livelli ci metteranno in condizione di finire più “semplicemente” le stanze in modo da poterci dedicare solamente al loro completamento nel minor tempo possibile, cercando di primeggiare nella classifica online.

L’impatto generale visivo, come detto inizialmente, è spiazzante: tutto molto semplice, con colori e linee che danno poche informazioni, ma sono quelle giuste per potersi concentrare su ciò che è “amico” (verde) e ciò che è nostro “nemico” (rosso). Il rosso è quindi il colore predominante quando affronteremo gli enormi boss e quest’ultimi, credetemi, sono pensati e realizzati in modo egregio: il senso di impotenza di fronte a questi bestioni si farà sentire, ma allo stesso tempo la soddisfazione nel batterli con abilità ed astuzia è ancora maggiore una volta dato il colpo di grazia, anche grazie ad un background sonoro adatto alle occasioni, composto da dieci musicisti esperti del genere Chiptune e con venti tracce che non resteranno nell’olimpo delle OST, ma che in game funzionano perfettamente.

In Slime-San morirete tante, tante volte. La pazienza è quasi più importante dell’abilità, ma questo non è certo un difetto: il gioco mette in mostra il meglio di sé nei livelli più avanzati e non avremo quasi mai un senso di deja-vù; ogni mondo introduce qualcosa di nuovo, un semplice elemento che applicato alle meccaniche dei livelli precedenti crea ostacoli diversi, cosa che non ci rende mai sicuri di poter superare un certo ostacolo perché già visto in precedenza. Un gioco di qualità e quantità, perfetto per partite lampo ma che allo stesso tempo ha decine di ore da offrire in caso lo si voglia completare al 100%. In quel caso in bocca al lupo, sperando che qualcuno lassù non vi punisca per le numerose imprecazioni che inventerete durante ogni sessione di gioco.

Ho giocato per circa 7 ore, portando a termine tutti i livelli nella modalità principale, raccogliendo tutte le mele nei primi tre mondi e qualche trofeo sparso qua e là.
Pro: Tiene sempre alta la motivazione
Contro: Qualche livello leggermente meno ispirato
8.3

Potrebbero interessarti

Recensioni

Circle of Sumo – Recensione

Yonder porta lo sport del sumo su Nintendo Switch, ma in un modo totalmente diverso da come potevamo immaginarlo. Circle of Sumo è una festa multiplayer!

Speciali

Fantastico Studio – Milan Games Week 2018

È tutto Fantastico La Milan Gamesweek è stata come al solito un grande momento di incontro tra ogni tipo di giocatori. Le cose da vedere

Recensioni

All-Star Fruit Racing – Recensione

Fruttariani, fatevi avanti! Da qualche anno a questa parte l’Italia ha iniziato a compiere i suoi primi passi nel mondo dell’intrattenimento videoludico. Sembra che il

Speciali

La mie paure per Metroid Prime 4

Attendo il nuovo Metroid Prime 4 con tutto me stesso. Ma gli ultimi giochi Nintendo, stanno facendo vacillare il mio entusiasmo. Perché?

Recensioni

Hey! PIKMIN – Recensione

Hey tu! Sì, parlo a te col fiore in testa! Hey Joe è un pezzo della tradizione americana portato alla ribalta dalla celeberrima versione di

Recensioni

Kirby’s Blowout Blast – Recensione

Una palletta rosa tra le parole Nintendo e 3DS! Kirby si trova alla grande su Nintendo 3DS/2DS: quella che la sfera rosa di HAL Laboratory ha

Recensioni

I and Me – Recensione

Non un gatto, ma due. O è lo stesso? I and Me è un misto tra platform e puzzle game che più indie di così

Recensioni

Flip Wars – Recensione

Flippami e Switchami tutto! Nintendo Switch e multiplayer, un connubio perfetto fin dal primo video che ha presentato al mondo la console della casa giapponese

No more posts to show